Chiusura del Pronto Soccorso della Media Valle del Tevere, le proposte del PD di Todi.

L’ospedale della Media Valle del Tevere è stato convertito da pochi giorni in  COVID – Hospital, per la gestione dei casi meno gravi.In una logica di sistema, quantomeno regionale, si tratta di una scelta accettabile e immaginiamo ponderata come avranno dovuto fare coloro che portano in questo momento grandi responsabilità sanitarie, sia tecniche che politiche.  La conversione della struttura di Pantalla ha richiesto dei provvedimenti specifici, con la chiusura di unità, reparti e servizi.Tutto è avvenuto in pochissimi giorni, come inevitabile, senza che fosse possibile avere chiarimenti sui servizi sanitari di base che sarebbero rimasti attivi per i 60000 abitanti del territorio. Il Pronto Soccorso dell’ospedale della Media Valle del Tevere è chiuso da ieri. Abbiamo accettato, con senso di responsabilità che l’ospedale venisse riconvertito interamente in COVID Hospital, consapevoli della necessità di fronteggiare un’emergenza di cui non si conoscono ancora appieno i contorni e le conseguenze e pronti a contribuire, ciascuno per la propria parte, con il proprio apporto di mezzi e professionalità. Ma questo non fa venir meno i bisogni sanitari, ordinari o urgenti, di un territorio. E, se su alcune questioni, come – per esempio – quella del punto nascita, si discuterà a tempo debito, sulla chiusura del Pronto Soccorso occorre avere da subito delle garanzie. Giusta la presa di posizione dei Sindaci della Media Valle del Tevere, che hanno chiesto pubblicamente il potenziamento del servizio di  118 sul territorio estendendolo nelle 24 ore, poniamo però un’altra questione che crediamo di rilievo:la chiusura del Pronto Soccorso di Pantalla richiederà, nella maggior parte dei casi di intervento di un’ambulanza nel territorio della Media Valle del Tevere, un tempo più lungo per l’arrivo in un ospedale. Non essendo possibile, infatti, usufruire della struttura di Todi ci si dovrà rivolgere a Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Assisi, solo per fare alcuni esempi.Ogni uscita dei mezzi di soccorso, che dovranno andare e tornare verso e dai punti di Pronto Soccorso più distanti, lascerà scoperte le postazioni del 118 della Media Valle del Tevere più a lungo.Chiediamo quindi che vengano prese misure in grado di garantire una copertura piena del servizio di pronto soccorso sul territorio, perché è lecito attendersi e chiedere un rafforzamento di mezzi e personale del 118 nella Media Valle del Tevere, anche prevedendo il raddoppio delle postazioni.

Partito Democratico Todi, Gruppo consiliare PD Todi

Consiglio Comunale: da Catia Massetti,PD, una proposta alternativa.


PERCHÉ IL CONSIGLIO COMUNALE DI TODI NON SI RIUNISCE IN VIDEOCONFERENZA?

Catia Massetti

La conferenza dei capigruppo, che si è tenuta ieri sera, si è conclusa con un nulla di fatto sulla richiesta dei gruppi di opposizione di rinvio del Consiglio comunale, convocato per l’approvazione del Bilancio preventivo il prossimo 23 marzo. In piena emergenza coronavirus e in una fase di crescita esponenziale dei contagi, nella nostra città e in Umbria, mi chiedo, perché si insiste a voler riunire più di 20 persone, per alcune ore, in un luogo chiuso, quando il decreto “cura Italia” prevede all’art. 73 che “al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal CdM il 31 gennaio 2020, i consigli dei comuni, delle province, delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità nel rispetto dei criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti…. “. Il Sindaco ci ha raccontato che diversi dipendenti comunali svolgono il proprio lavoro da casa, in modalità telelavoro o lavoro agile. Perché non è possibile svolgere le riunioni degli organi collegiali da remoto come stabilisce il decreto? Diversi consiglieri, anche di maggioranza per la verità, hanno manifestato le loro perplessità sulla scelta di non rinviare la seduta nonostante l’emergenza in corso, a tutela della salute propria, della comunità e dei propri cari. Ciascuno di noi ha a casa bambini piccoli da accudire, persone anziane bisognose di cure e assistenza, deve potersi recare a lavoro in sicurezza, senza mettere a rischio la salute degli altri. Può, in questo momento, la Presidente del Consiglio garantirci questo? Può garantire che nessuno di noi sia portatore sano della malattia da coronavirus o che non la stia incubando? È lecito mettere a rischio la funzionalità delle istituzioni, che in questo momento sono assolutamente necessarie in caso debbano assumere decisioni indifferibili e urgenti? La direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della salute ha emanato le definizioni di “contatto stretto”, ce ne sono di diversi tipi, tra questi viene definito contatto stretto quello di “una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri”. Possono la Presidente del Consiglio o il Sindaco certificare la presenza dei requisiti di sicurezza prescritti e, per questo, derogare alla disciplina del D. L. Cura Italia? Se sì possiamo riunirci e stare in più di 20 persone, per qualche ora, dentro alla Sala del Consiglio, a discutere il bilancio, altrimenti si rinvia di qualche giorno la seduta in attesa di poterla svolgere in videoconferenza e in sicurezza. Il Comune di Corciano l’ha appena fatto, perché noi no?  Non valgono, a mio parere, le obiezioni degli amministratori che paventano gravi conseguenze dalla prosecuzione della gestione in dodicesimi cui il Comune sarebbe obbligato fino all’approvazione dell’atto di previsione, per due motivi: il primo è che le amministrazioni pubbliche sono organizzate per garantire la propria funzionalità  anche in caso posticipo del termine di approvazione del Bilancio preventivo; il secondo è che il rinvio potrebbe consentire la revisione del bilancio 2020, visto che lo stesso Sindaco, già una decina di giorni fa, ha ammesso che alla luce dei provvedimenti governativi, che incidono e potrebbero incidere ancora sulla finanza pubblica e, quindi, anche sul sistema finanziario degli enti locali, il bilancio che dovessimo approvare oggi sarà suscettibile di notevoli e, forse, di più di una variazione già nelle prossime settimane. Dunque a che scopo l’approvazione frettolosa della previsione 2020? un po’ di buon senso non guasterebbe!
Catia Massetti Consigliera comunale PD

IL CONSIGLIO COMUNALE, NON S’HA DA FARE! (DI MANZONIANA MEMORIA)

Il PD richiede il rinvio del Consiglio e dell’approvazione del Bilancio 2010. La nota del Capogruppo.

Manuel Valentini, capogruppo PD

Non c’è nessuna necessità di fare il Consiglio Comunale lunedì 23 marzo per il Bilancio di Previsione. Questo è un fatto. Il termine ultimo per l’approvazione del Bilancio è stato, previdentemente, prorogato al 31 maggio, quindi non c’è più l’incombenza della scadenza di fine marzo. Il tema è stato posto durante la Conferenza dei Capigruppo di una settimana fa, ma la Maggioranza di governo della Città, è sembrata essere sorda a questo appello. Non si vede la necessità di discutere il Bilancio, ora, per 2 importanti ordini di motivi.

Il primo motivo, ovviamente, è di ordine Sanitario. Se fossimo tutti presenti (come richiederebbe una discussione così importante), quindi Sindaco, componenti della Giunta, Consiglieri, dipendenti comunali che si occupano della verbalizzazione, della diretta streaming e della portineria già siamo a oltre 25 persone. In più, dovrebbero essere presenti anche i responsabili comunali coinvolti nella redazione della previsione del Bilancio (ufficio tributi, urbanistica, lavori pubblici e ovviamente bilancio). In tempo di covid-19 non è opportuno che 30 persone siano contemporaneamente nello stessa stanza per un lunga discussione, come non è opportuno che la trattazione di un tema così importante per Todi, venga fatta in modo frettoloso. Non possiamo ignorare la probabilità che uno o più partecipanti alla seduta possa essere un contagiato asintomatico, che come ci è stato spiegato in questi giorni, è una possibilità concreta e pericolosa.

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Il PD tuderte chiede garanzie sulla riaperrtura dell’Ospedale dopo l’emergenza.

Il comunicato del Partito democratico: POTENZIARE OSPEDALE DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE . Ancora dubbi e timori sulle sorti future del complesso di Pantalla.

Il PD di Todi, a fronte dei provvedimenti assunti dalla Giunta Regionale Umbra, che hanno trasformato l’Ospedale della Media Valle del Tevere in presidio Covid19, esprime tutta la sua più grande solidarietà e vicinanza al Personale Medico, Infermieristico, OSS, Tecnico e a tutti coloro che sono coinvolti in questo gravosissimo impegno. Alle Autorità Sanitarie Regionali chiede che tutti i lavoratori della sanità ivi impegnati, siano dotati di tutti i presidi necessari per preservare la loro salute e quella dei loro famigliari e che vengano, quanto più spesso possibile, effettuati i controlli sanitari necessari per scongiurare la diffusione del contagio.

A fronte di questo grandissimo sacrificio, riteniamo indispensabile che tutti gli oltre 50 mila cittadini della Media Valle del Tevere, siano rassicurati, con atto deliberativo ed impegno scritto da parte della Giunta Regionale, affinché, il giorno dopo che sarà proclamata la fine dell’attuale emergenza sanitaria, siano riaperti tutti i reparti attualmente chiusi e che rimanga, anche a mò di riconoscimento per il grande sacrificio fatto da tutti gli operatori sanitari e per i disagi che tutta la popolazione andrà a soffrire per la chiusura di questi servizi, anche la camera intensiva-rianimatoria che per tale situazione è stato comunicato che sarà approntata.

Certi di farci portatori delle preoccupazioni sia di tutto il Personale del nostro Ospedale sia di tutti i cittadini che in questi anni hanno usufruito di tali servizi, invitiamo tutti i Sindaci ad appoggiare tale richiesta.

Partito Democratico Todi

Dal PD tuderte: 5 PROPOSTE PER FAMIGLIE ED ATTIVITA’ ECONOMICHE

Comunicato del Partito Democratico.

Come Partito Democratico di Todi, abbiamo già dichiarato la massima collaborazione con l’Amministazione comunale in questa fase di drammatica emergenza. L’impatto del Coronavirus sul tessuto sociale ed economico va gestito anche a livello locale col massimo grado di coesione e solidarietà. Rinnovando dunque la nostra disponibilità a lavorare di concerto con la giunta per il bene comune della città, sollecitiamo il Sindaco ad interloquire, ragionare con maggioranza, opposizione e parti sociali (mondo delle imprese, del sindacato, del commercio, dell’artigianato e dei servizi) per i provvedimenti da prendere, integrati con le misure del decreto Cura Italia, per alleviare economicamente e socialmente una situazione che si presenta grave. Con il senso di responsabilità e con la cultura di governo che indiscutibilmente contraddistingue il nostro dna di forza riformista, abbiamo perciò pensato di proporre al Comune di Todi 5 semplici misure, tra le altre, pensate per le famiglie e le attività momentaneamente chiuse, poche e semplici proposte, ma sicuramente importanti e che possono essere approntate celermente;

_1 sospensione delle rette degli asili nido per i periodi di inattività;

_2 sospensione delle rette delle mense per i periodi di assenza del servizio;

_3 l’ente effettui il pagamento a vista fattura senza rimessa diretta invece di pagare a scadenza, al fine di andare incontro ai fornitori del Comune di Todi;

_4 posticipo della prima rata Tari ed eventualmente anche delle successive;

_5 posticipo delle bollette di Umbra Acque almeno per le attività economiche costrette alla chiusura temporanea.

5 piccole azioni che però possono portare ad un beneficio per la nostra città, facendo capire che anche il livello di governo locale non lascerà soli i tuderti.

Gruppo Consiliare Partito Democratico

Cosa sta succedendo nel nostro Ospedale di Pantalla: la testimonianza della dott. Carla Vannini.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dalla dottoressa, anestesista nell’ospedale di Pantalla.

Buongiorno,

sono la dottoressa Carla Vannini, anestesista e rianimatrice dell’Ospedale MVT di Pantalla. In questi giorni, in mezzo al bombardamento mediatico, la frase di un collega mi è rimasta impressa ed è ancora scolpita nella mia mente: “Oggi capita che chi scrive sui giornali e parla in tv di un evento, spesso non lo vive direttamente”. Da qui la mia riflessione, per la quale voglio spendere cinque minuti preziosissimi, rubati ad altro, per raccontarvi cosa sta succedendo nel nostro e vostro Ospedale; probabilmente saranno gli ultimi cinque minuti che potrò dedicare a queste considerazioni, visto che la “giostra” ha cominciato a girare ieri sera – 17/03/2020 – con l’accoglienza del primo paziente affetto da Covid-19. A metà della scorsa settimana usciva il decreto regionale che individua l’ospedale Media Valle del Tevere come centro accoglienza Covid. Un ciclone “travolge” tutti gli operatori sanitari di qualsiasi livello e grado. Quel piccolo alveare isolato, spesso criticato e bistrattato, ora è in prima linea per la nostra gente e per lo Stato, in una guerra contro un nemico che sta devastando il mondo intero.

Trepidazione, e legittimi timori nei cuori di tutti noi: il primo pensiero è andato alle nostre famiglie, che avremmo esposto a rischio maggiore. L’affacciarsi delle lacrime agli occhi, un frangente in cui le gambe vacillano. Per poco, lo spazio di pochi secondi; poi un’immagine si è fatta largo… i nostri colleghi: stanchi, prostrati, devastati, che lottano da giorni e non si fermano. Con loro… e per i nostri concittadini, amici, parenti, per i nostri anziani; le stesse persone che ci hanno criticato, a volte insultato o offeso… ma sì: i nostri concittadini, le persone che hanno bisogno del nostro aiuto.Abbiamo alzato i volti, ci siamo guardati e abbiamo detto il nostro doveroso: “Sì, io ci sono!”. Tutti insieme, una unica grande famiglia, un solo corpo.

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Coronavirus: una guida per la scelta e l’uso delle mascherine.

Un contributo scientifico del dott. Carlo Vannini

Mascherina FFP3

Dal Manualito “Il faidate nella Bronchite Cronica”, in via di pubblicazione, parte del Capitolo titolato “Una mascherina è per sempre.
Preciso che tutto ciò che segue è stato insieme ricavato non solo dalla pratica trentennale ma anche dalle attente valutazioni di merito di veri esperti, mentre manca la lettura di studi scientifici longitudinali nel tempo e comparati per il semplice motivo che non sono stati trovati.
Mi ha stupito il fatto che, in materia e durante la epidemia di Covid19, nessun media o social si sia impegnato in una informazione completa ma solo su note episodiche a latere.
Occorre considerare tale questione dal punto di vista squisitamente funzionale, cioè a che cosa servono le mascherine, a quali obiettivi le dobbiamo collegare in senso naso-buccale.
Chiariamo, a seguire, gli Obiettivi che ci dobbiamo porre.
In tempo di epidemia virale quello di non far entrare il virus nel nostro albero respiratorio, sfruttando il bus delle drop let, le goccioline emesse con starnuti e colpi di tosse dai soggetti infetti.
In occasione dei periodi di fioritura o situazioni di inquinamento ambientale non far invadere i bronchi dalle particelle relative.
Impedire l’accesso a batteri ed altri microorganismi non virali, come deposizioni di acari.
Impedire che dalla bocca dei soggetti riconosciuti infetti, sempre tramite drop let, fuoriescano virus, batteri, etc.in presenza di soggetti deboli ed immunodepressi.
Chiamiamoli Obiettivo 1 – 2 – 3 – 4. Quindi la via da tenere d’occhio non è solo quella fuori versus dentro il comparto naso-buccale ma anche la contraria.
Al netto dei fattori imprevedibili, l’uso delle mascherine deve essere connesso chiaramente a quanti e quali fattori impedire l’accesso e ciò si fa, si applica considerando (questo è ciò che dicono gli esperti) e comparando le dimensioni dei microscopici buchini sempre presenti nella loro trama con le dimensioni dei fattori che vogliono farci ammalare: teniamo presente che il diametro virale è, mediamente, di 50 micron, di più quella dei batteri tanto per citare.
Quindi in buona sostanza abbiamo 4 tipologie di sistemi di prevenzione.
La prima è quella delle mascherine di tessuto leggero, di tessuto-non tessuto, tipologia cui appartengono quelle cosiddette chirurgiche di colore verde, poi quelle di colore bianco con contenzione metallica nasale ed infine quelle fatte in casa con la carta per il forno o cartoncini di tela e tenute su con elastici o buchi per le orecchie. Esse servono solo allo scopo 2 – 3 – 4, hanno il vantaggio di poter essere sterilizzate con applicazione al max di flusso caldo del phono. Per avere effetti positivi, solo quelli indicati e non in 1, la applicazione dovrebbe essere per 12 ore, visto che il loro uso a letto è impossibile per vari ovvi motivi; in questo caso, in rapporto all’uso prolungato viene anche citato un maggiore possibile assorbimento di CO2, ma ciò è da tenere presente soltanto in soggetti che fanno uso di ossigenoterapia quotidianamente. C’è chi afferma però che il semplicemente indossarle, anche quando non servono, può essere utile in senso psicologico, nel senso che quel “coso” in faccia ci ricorda ogni momento che problema serio stiamo vivendo e quali altre procedure preventive dobbiamo mettere in atto.
La seconda modalità è quella messa in atto con i due tipi FFP2 ed FFP3, con zona filtro centronasale (le respirazione prevalente è nasale), che può servire per tutti e 4 gli Obiettivi ma conviene utilizzarla solo per 1, dato il costo e la raccomandazione (eccessiva?) di usarle solo al max per 4-6 ore.
La terza soluzione è da applicare solo per situazioni limite, ed è quella dell’effetto schermante casco.
In ogni caso gli esperti si dichiarano prudentemente tutti d’accordo (senza, ripeto, studi longitudinali) sul 70% di effetti positivi mediamente in caso di utilizzazione corretta.
Per lo smaltimento gettarle in raccolta differenziata.

Dott. Carlo Vannini.

OSPEDALE DI PANTALLA, ANCHE NELL’EMERGENZA CORANAVIRUS, LE POSIZIONI POLITICHE NON SONO TUTTE UGUALI

Precisazioni di Manuel Valentini per il Gruppo consiliare del PD.

L’ unità d’intenti delle forze politiche non può essere retorica. L’unità si pratica, non a parole ma nella convergenza di intenti sulle proposte e sulle iniziative da prendere. Bene hanno fatto i sindaci della MVT a chiedere un impegno formale alla Giunta Regionale a salvaguardare i servizi sanitari presenti nell’ospedale di Pantalla e a garantirne il loro ripristino puntuale alla fine dell’emergenza coronavirus. Compresi la chirurgia generale e il punto nascita. Nella consapevolezza e responsabilità con cui le forze politiche tutte hanno manifestato la disponibilità a partecipare e collaborare a livello istituzionale alla migliore riuscita della battaglia per la salvaguardia della salute pubblica non vanno confuse le posizioni. Da parte nostra ribadiamo che la scelta di trasformare integralmente l’ospedale della MVT in COVID hospital è discutibile in quanto lascia un intero territorio di 60000 abitanti senza servizi sanitari di base. La scelta della Regione non può essere propangadata come scelta tecnica, poiché la stessa scelta riguardante l’ospedale di Branca è stata cambiata sulla base delle opportune prese di posizione dei Sindaci di quella zona. Quali sono gli interessi che sono stati privilegiati a discapito di Pantalla lo sapremo alla fine dell’emergenza. Al momento ci sembra giusto far notare che non tutte le forze politiche si comportano in coerenza con l’esigenza di salvaguardia degli interessi del territorio. In particolare la Lega si trova a sostenere con la propria rappresentante le scelte della Regione, appellandosi alla necessità di garantire coesione in tempi di emergenza, ma in realtà nasconde l’evidente conflitto d’interessi tra l’essere rappresentante degli interessi di una città e di un intero territorio e quello di garantire la maggioranza regionale con il voto favorevole su atti come quello della trasformazione di Pantalla in COVID hospital, a prescindere dalle valutazioni politiche che tutti stanno facendo. Alla fine di questa storia vedremo se avremo avuto la forza e la capacità di trasformare la crisi in un’occasione di opportunità, quella di inserire anche l’ospedale di Pantalla nella rete dell’emergenza con la previsione di alcuni posti letto di terapia intensiva, visto che oggi viene indicato come strategico per la sua posizione geografica e il più riconfigurabile visto che è quello di più recente costruzione, come si legge nell’ordinanza della Presidente della Giunte Regionale del 12 marzo.Come Partito Democratico siamo preoccupati delle condizioni di informazione e sicurezza degli operatori della sanità, da quelli del nostro territorio, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e quelli che si stanno formando per garantire la riconversione dell’ospedale, che devono farlo in sicurezza con gli adeguati presidi di salvaguardia della loro salute. Su questo le associazioni sindacali di categoria si sono mosse, a tutela dei lavoratori della sanità, rivolgendo una formale diffida alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere dell’Umbria. Noi vogliamo rivolgere l’appello a tutto il mondo politico di attivarsi per tutelare tutto il personale che si trova a gestire l’emergenza in prima linea.

GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO

Emergenza Coronavirus e Ospedale di Pantalla: garanzie per il futuro.

Il comunicato stampa dei sindaci della Media Valle del Tevere

La situazione che stiamo vivendo ci obbliga ad affrontare problemi  che non si erano mai posti prima d’ora.
Una situazione di emergenza, verificatasi quasi d’improvviso, che ha  visto il Governo assumere dei provvedimenti che mai erano stati  necessari prima d’ora.
A fronte dei provvedimenti del Governo, il sistema sanitario nazionale  sta viendo una crisi impensabile, con notizie che vengono dal nord  Italia di un prossimo collasso del sistema delle terapie intensive.
A fronte di questa situazione così grave, la Regione dell’Umbria ha  dovuto assumere delle decisioni che comportano delle gravi  responsabilità e delle quali siamo tutti consapevoli.
In questo quadro allarmante, la Regione ha deciso che l’Ospedale della  Media Valle del Tevere sia destinato al supporto per eventuali  emergenze coronavirus, in un piano unico di gestione posti letto.
I motivi per cui è stata adottata questa decisione sono due:
– la geo-localizzazione della struttura che si trova ubicata sulla  direttrice stradale principale dell’Umbria posta tra i due HUBregionali di Perugia e Terni; 
– la possibilità di procedere con la riconfigurazione strutturale in  maniera più celere essendo quello dio più recente ultimazione.
I Sindaci della Media Valle del Tevere, consapevoli del proprio ruolo  e partecipi delle sorti della salute pubblica e del benessere dei  cittadini comprendono le scelte della Regione, che, ci viene detto,  hanno una funzione esclusivamente emergenziale e temporanea.
Nel momento del bisogno, ognuno deve fare la Sua parte e noi non ci  tireremo indietro.
Ne va della vita dei nostri cittadini e dei nostri cari.
Tutto ciò premesso, pretendiamo che la Presidente e l’intera Giunta  regionale assicuri, anche per iscritto, i nostri territori che, non appena esaurita la fase  emergenziale, il nostro Ospedale torni ad essere il punto di  riferimento per la sanità della Media Valle del Tevere.
La riorganizzazione della sanità umbra passa per la valorizzazione  delle nostre eccellenze, non per la chiusura del nosocomio.
Antonino Ruggiano, Francesca Mele, Michele Toniaccini, Francesco Federici, Marsilio Marinelli, Anna Iachettini, Daniela Brugnossi,Gianluca Coata.

Todi civica: le PROPOSTE SU SANITÀ ED ECONOMIA

La conferenza dei capigruppo e l’incontro con la giunta comunale occasione per la presentazione delle proposte. Il comunicato di Todi Civica.

Si è tenuta oggi, a seguito di nostra richiesta, un incontro tra la conferenza dei Capigruppo e la Giunta Comunale, per avere informazioni ed aggiornamenti sulla complessa situazione che stiamo attraversando. Abbiamo ascoltato la relazione del Sindaco, che ringraziamo per la disponibilità e che ha confermato la scelta,  da parte della Regione,  dell’ospedale della Media Valle del Tevere per ospitare pazienti infetti da Coronavirus e pertanto la dismissione di molti servizi sino ad oggi presenti. Una scelta presentata come tecnica e frutto di valutazioni sulla struttura. Abbiamo premesso che in questa situazione non si può che, con senso di responsabilità, mettersi a disposizione e fare la propria parte. Tuttavia dobbiamo prendere atto che se la decisione fosse stata tecnica e non politica, non si sarebbe spostata la scelta del secondo nosocomio da Branca a Città di Castello, dopo l’intervento contrario dei Sindaci dell’eugubbino – gualdese. A questo proposito abbiamo chiesto,  al termine dell’emergenza,   garanzie chiare sul ripristino di tutte le funzioni  e dei servizi presenti.  Inoltre, nell’atto regionale  che indica l’ospedale di Pantalla quale centro per il Covid 19, si cita fra le ragioni della scelta, la sua posizione strategica. Un ospedale “strategico” quindi, se tale, non potrà rimanere senza RIANIMAZIONE e senza PUNTO NASCITA.
È stato affrontato anche il tema economico e le misure da adottare a fronte delle forti criticità che derivano da questa grave situazione. Il 23 marzo andremo a discutere il bilancio di previsione. I decreti ministeriali dei prossimi giorni potrebbero  però modificare radicalmente le poste di bilancio dei Comuni, pertanto si rischia di approvare un bilancio i cui  dati fondamentali potrebbero cambiare radicalmente ( entrate, gettito fiscale, tasse comunali, addizionali). Per tali ragioni abbiamo chiesto alla giunta di posticipare l’approvazione del bilancio, al fine di definire al meglio e con più precisione le scelte economiche e le misure da adottare. Infine abbiamo proposto al Sindaco di chiedere, attraverso l’Anci,  lo sblocco del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Un tesoretto di molti milioni di euro di cui dispongono i Comuni e che potrebbero usare per sostenere le famiglie e le attività economiche colpite da questa grave situazione.