Il dott. Gentili con uno saggio su un tema di grande attualità.

Le tendenze o degenerazioni populiste manifestate da alcune forze politiche italiane nell’ultimo decennio spingono a ricostruire, almeno per grandi linee, la teoria e la storia del populismo nell’età contemporanea.
Il populismo è comunemente inteso come la dottrina politica el’orientamento culturale basati su una visione idealizzata e indifferenziata del “popolo”, considerato come il depositario dei valori autentici di una nazione e come il principale attore del rinnovamento sociale, in contrapposizione all’aristocrazia (comando dei “migliori”, un tempo dei nobili) e in genere a tutti i ceti privilegiati. Si differenzia dal marxismo che, all’idea del popolo come un tutto unico, contrapponeva la visione di una società divisa in classi e con ruoli diversi nel processo della produzione.
Il populismo, come movimento politico organizzato, è sorto e si è sviluppato nella seconda metà del XIX secolo in Russia, dopo l’abolizione della servitù della gleba nel 1861 ad opera dallo zar Alessandro II. I due pensatori politici russi A.I. Herzen e N.G. Černyševskij, facendo riferimento a ideali di socialismo agrario, teorizzavano che gli intellettuali urbani dovevano “andare verso il popolo” (soprattutto allora verso le masse contadine) al quale si attribuiva un innato “istinto rivoluzionario” e da quella parola d’ordine è derivato il nome di populisti (narodniki, da narod, “popolo”) con cui furono denominati gli intellettuali che allora facevano opera di educazione culturale e di proselitismo politico tra le masse, senza peraltro troppa fortuna. Alla fine del secolo il populismo fu soppiantato dalle teorie marxiste, anche se una parte della sua eredità culturale sopravvisse nel movimento rivoluzionario russo. Nell’ultimo decennio di quel secolo un partito populista (Populist party) è sorto ed è stato attivo (1891-1912) anche negli Stati Uniti d’America come espressione della protesta dei piccoli e medi agricoltori contro il mondo industriale e finanziario a causa delle politiche protezionistiche e dell’accesso difficoltoso al credito.
Continue reading











Commenti recenti