RIPARTIRE : LE PROPOSTE DI TODI CIVICA

Utilizzare i fondi comunali degli eventi ( Todi Festival – Mongolfiere – Calcetto in Piazza ecc.. ) per costituire un fondo di sostegno alle imprese e alle attività commerciali del territorio. Come utilizzare questo fondo andrà deciso ad un tavolo con i rappresentanti delle associazioni delle categorie più colpite dalla crisi.

– Decurtare dalla tassazione ( fino a nuove disposizioni) le spese sostenute dalle attività per adeguarsi alle nuove prescrizioni. 

– Decurtare il pagamento della Tari alle attività per i mesi in cui sono state chiuse. 

– Comunicazione e Marketing: utlizzare e sfruttare al massimo le potenzialità del motore di ricerca Google. Incrementare la piattaforma Google Maps e Google My Business con informazioni e foto caricte direttamente dai cittadini, con il coordinamento di un gruppo di lavoro di esperti costituito dal Comune di Todi.

– Bar e Ristoranti : favorire il recupero dei coperti che si perderanno per le nuove disposizioni anti contagio, abolendo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e consentendo l’utilizzo dello stesso suolo senza particolari vincoli e in tempi rapidissimi e/o consentendo di installare gazebo e strutture mobili. In questo senso rivedere il piano della viabilità per ampliare gli spazi ( es. Rimozione dei paletti e  Via Ciuffelli a senso unico ).

– Manifestazioni ed eventi : ripensare radicalmente il piano degli eventi individuando soluzioni compatibili con le nuove disposizioni; esempio : realizzazione di un cinema all’aperto.

– Edilizia. Semplificare la fase istruttoria e burocratica per la riapertura dei cantieri nel settore edilizio, procedendo con il principio dell’autocertificazione e concentrare l’attività dell’amministrazione esclusivamente sul controllo che i cantieri siano effettivamente rispondenti alla norma.

– Bonus Pasti – Utilizzare le risorse provenienti dalle contravvenzioni della Polizia municipale, un parte delle indennità degli amministratori e tutti i gettoni di presenza dei consiglieri comunali,  per  la costituzione di un nuovo fondo per buoni pasto e beni di prima necessità ( libri scolastici figli, affitti ecc).

– Apertura continuativa della ZTL e conversione dei parcheggi a pagamento in parcheggi a disco orario.

– Bloccare il progetto del nuovo ascensore ( nessuno userà più gli ascensori) e lavorare per sostituire la navetta con scale mobili. 

– COC. Trasformare ( con il contributo della  Regione dell’Umbria) il Centro Operativo comunale  di Todi, di gran lunga il migliore dell’Umbria, in Centro Operativo Regionale Multiforze. Una struttura permanente di raccordo con gli altri Comuni e pronto ad ogni emergenza.

– Realizzare un centro unico comunale per l’acquisto dei presidi sanitari obbligatori per tutte le attività del territorio, con l’obiettivo di abbassare i costi e avere materiale omogeneo e garantito.

Todi Civica

Vannini: Destinare fondi alle attività economiche in difficoltà.

Utilizzare i fondi destinati alle attività culturali.

Nell’ultimo Consiglio Comunale sul Bilancio avevo proposto un emendamento, che poi mi è stato bocciato, per il quale si destinavano 30 mila euro, tolte dalle manifestazioni culturali, alle attività economiche in difficoltà. 
Quando lo scrissi e lo proposi ancora eravamo all’inizio di questa crisi, ancora il nostro Paese non era zona rossa, ancora si poteva girare per le strade ed i casi in Italia erano all’inizio della loro drammatica evoluzione. 
Forse per questo fu bocciato, perché non c’era consapevolezza della crisi che sarebbe seguita alla pandemia; l’unico che lo votò fu comunque Pizzichini in realtà, evidentemente anche lui convinto che le cose sarebbero andate peggiorando, e non di poco. 
Credo quindi che sia opportuno, ancora più opportuno oggi, destinare tutte quelle risorse per le manifestazioni culturali, che purtroppo fino ad oggi non si sono realizzate, per le attività tuderti in difficoltà. 
La programmazione di queste ultime, che naturalmente restano importantissime per lo sviluppo della nostra città, deve essere rinviata a quando sarà possibile realizzarle in sicurezza. 
Dare contributi oggi ad associazioni e non a imprenditori in difficoltà sarebbe imperdonabile. 
Mi auguro, come mi auguravo già qualche mese fa, che si prenda questa strada per il bene della nostra Città.

Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi 

Aiello: battersi per l’ospedale di Pantalla.

Ci sono battaglie che devono essere combattute, al di la i chi le propone nell’interesse esclusivo della comunità e la battaglia per l’ospedale è una di quelle.

In questi giorni molte forze politiche, sindacali ed i sindaci della media valle del Tevere si pongono, giustamente, il problema del futuro dell’ospedale della media valle del Tevere. 

Siamo stati ormai abituati che non esiste cosa più duratura che le realizzazioni provvisorie; dunque per molto tempo ci dovremmo abituare a non avere più un ospedale.

Ci sono battaglie che devono essere combattute, al di la di chi le propone nell’interesse esclusivo della comunità e la battaglia per l’ospedale è una di quelle.

Non mi interessa chi la propone, non mi interessa chi ha sacrificato il nostro ospedale, mi interessa soltanto sapere chi è pronto a difenderlo.

In questi giorni vedo molte persone preoccupate giustamente per il futuro del nostro ospedale, rivedo vecchi amministratori, ma sempre giovani nello spirito, promotori di iniziative per l’ospedale.

Contemporaneamente vedo vecchi amministratori, ma giovani anagraficamente, utilizzare vecchie logiche di partito per massacrare definitivamente un territorio.

Un mio vecchio maestro mi ha insegnato che se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o lui non vale nulla,  dunque abbandoniamo le prese di posizione partitiche e scendiamo in piazza per l’ultima battaglia decisiva per il nostro territorio.

Una comunità ha diritto ad avere dei servizi essenziali, l’ospedale è uno di quei servizi indispensabili.

Il silenzio assordante di chi ha la possibilità di agire fa crescere le incertezze sul futuro del nostro ospedale.

Le scelte effettuate per l’emergenza, non devono essere l’alibi per cancellare l’ospedale.

Oggi si può tranquillamente stabilire il nuovo spartiacque tra chi sovrappone logiche vecchie e partitocratiche agli interessi legittimi del popolo e chi si batte per il ripristino dei servizi essenziali di una comunità.

Ben vengano, dunque, tutte le iniziative per tutelare il nostro ospedale. Ricordo solo a me stesso che siamo passati da chi qualche mese fa si batteva per il potenziamento dell’ospedale, con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti, a chi oggi deve difendere con i fatti e non con le parole la sopravvivenza dello stesso.

Oggi si scopre che l’ospedale si trova in una posizione strategica tra Perugia e Terni, dunque ottimo posto per realizzare il centro Covid19, ma per la stessa motivazione dico che questo territorio merita rispetto, che questo ospedale, nato male e cresciuto peggio, oggi deve avere il ruolo di ospedale di comunità che il territorio merita, dopo anni di saccheggio dei principali servizi alla città.

Non ci possiamo fare illusioni nel breve periodo perché la scelta già fatta, forse troppo affrettatamente, di fare dell’ospedale di Todi un centro Covid difficilmente potrà essere smantellata, non certo finché permane l’emergenza, è però essenziale, fin da subito, conoscere quali saranno le future scelte e, soprattutto, vigilare ed evitare che personaggi senza scrupoli possano approfittare della situazione per potenziare le strutture a loro territorialmente vicine a discapito di chi, con grande e forse troppa generosità, ha agito per un interesse comune, dimenticando che altri tale visione altruistica l’hanno rifiutata e non l’hanno neppure capita.

Todi è il suo territorio non sono figli di un Dio Minore.

Todi, 25 aprile 2020

Antonio Aiello

III Domenica di Pasqua: il commento al Vangelo.

Il commento della prof. Giuseppina Bruscolotti. Ascolta il file audio.

38 anni dal rogo del Palazzo del Vignola. Il Comune e i cittadini di Todi lo ricordano

Il sindaco Ruggiano depone una corona di fiori sulla lapide

Sono trascorsi ormai trentotto anni dal tragico giorno in cui si verificò il Rogo del Palazzo del Vignola, il 25 aprile 1982. Todi in quel momento era una città in prima fila per il mondo dell’antiquariato e dell’artigianato artistico. E l’incendio si sviluppò attorno alle 10,45 proprio mentre era in corso la Mostra Nazionale dell’Antiquariato, uno degli eventi del settore più rinomati a livello nazionale e non solo, distruggendo il palazzo e causando ben 36 vittime. Fra queste ci furono molti antiquari ed artigiani, e sette cittadini tuderti.

Da 10 anni Todi ha istituito una giornata di lutto il 25 aprile, in memoria delle vittime, che viene celebrata con la deposizione di una corona di fiori sulla lapide apposta sulla facciata del Palazzo del Vignola. Alla presenza del Sindaco e di tutte le istituzioni militari, civili e religiose vengono letti i nomi delle vittime. Anche quest’anno ai loro familiari si rivolge il pensiero dell’Amministrazione, anche se purtroppo quest’anno a causa delle disposizioni per la limitazione del Coronavirus la cerimonia non potrà essere celebrata in questi termini.

In rappresentanza della città e della Giunta Comunale, il Sindaco Antonino Ruggiano porterà comunque l’omaggio, apponendo la corona di fiori sulla lapide, un segno di attenzione alla memoria ed anche un simbolo di una città che da questa vuole trovare la forza per riprendere il suo cammino.


Amministrazione Comunale di Todi

CGIL, CISL e Uil della Media Valle del Tevere intervengono sull’Ospedale di Pantalla

A difesa dell’Ospedale anche le Organizzazioni Sindacali, e le organizzazione dei pensionati, le più colpite dalla chiusura della struttura di Pantalla.

Le Organizzazioni Sindacali unitarie CGIL, CISL e Uil della Media Valle del Tevere unitamente alle rispettive Categorie dei Pensionati, preoccupate per le sorti della Struttura Ospedaliera di Pantalla, intendono con la presente nota, mettere in guardia tutti i soggetti, pubblici, privati ed imprenditoriali, del Comprensorio da possibili manovre che depauperino delle sue funzioni essenziali questo presidio che, ormai da anni, dà risposte ad una popolazione, che si attesta a circa 60.000 unità, e che risulta dislocata in un territorio piuttosto vasto con realtà a volte isolate per condizioni geografiche anche per la scarsità di collegamenti pubblici degni di questo nome.

Per parlare oggi della situazione dell’Ospedale Media Valle Tevere di Pantalla, è necessario  sottolineare quante  furono le lotte fondamentali che si dovettero combattere  per far nascere il Nosocomio comprensoriale. Va sottolineato che,  malgrado i numerosi dissidi e grazie alla lungimiranza e all’impegno della Regione, il progetto andò avanti e in meno di 4 anni l’Ospedale della Media Valle del Tevere, fu realizzato dalla Rpa di Perugia, nel pieno rispetto  dei tempi e della spesa prevista (41 milioni 623 mila euro comprensivi di strumenti e arredi, 22 mila metri quadrati di superficie, cinque blocchi collegati da un percorso centrale, per un costo al metro quadrato di 1.587,30 euro, 133 posti-letto, un parcheggio da 500 posti) e fu inaugurato il 21 maggio 2011.

Da allora non sono mancati attacchi di ogni genere e continue denigrazioni, fino ad arrivare ad oggi, quando, causa pandemia Covid19, questa Struttura è stata destinata a presidio anti-Covid, con la chiusura del Pronto Soccorso, della Chirurgia, della Riabilitazione, della Palestra Cardiologica, R.S.A., Punto nascita e Servizi diagnostici per immagini e di Laboratorio.

Per tutti i cittadini della MVT questo ha rappresentato un enorme sacrificio sotto ogni punto di vista. Ma tutti hanno di buon grado affrontato questa privazione, certi che, non appena fosse passata l’emergenza, l’Ospedale della Media Valle del Tevere sarebbe tornato ad essere quel presidio sanitario fondamentale per migliaia di cittadini, non solo com’era, ma anche arricchito dei mezzi messi a disposizione dalla generosità degli stessi cittadini che hanno dato vita ad una cospicua raccolta di fondi per aumentarne le dotazioni da lasciare all’Ospedale al momento della ripartenza e con creazione di una Terapia Intensiva.

Purtroppo ad oggi, benché i dati sanitari siano estremamente confortanti, giungono notizie molto preoccupanti in merito alla sorte del nostro Nosocomio, tali da spingere tutti i Sindaci del Comprensorio a scrivere alla Presidente della Regione, perché vengano date tutte le rassicurazioni necessarie sul futuro della struttura e dei suoi Servizi di degenza.

Tale preoccupazioni non nascono a caso, dal momento che:

  1. rappresentanti politici della Lega chiedono a gran voce, ad esempio, la dislocazione, pressoché definitiva, di alcuni Servizi e Divisioni presso altri Nosocomi;
  2. il Direttore Generale della Sanità e Welfare Claudio Dario, altro veneto oltre l’Assessore Coletto, ha affermato, a mezzo stampa, che l’Ospedale di Foligno, altro presidio attualmente destinato a far fronte all’emergenza Covid, sarà presto riconvertito e tornerà ad essere quello che era prima, mentre per l’Ospedale di Pantalla non se ne parla ancora, cosa a dir poco bizzarra, considerando che la situazione è estremamente tranquilla e che Pantalla doveva essere un presidio per i malati leggeri di Covid19, che, con le nuove terapie, vengono ormai trattati, per la maggior parte, a livello domiciliare;
  3. l’Assessorato competente,ha destinato ad alcune cliniche private, l’effettuazione dei cosiddetti interventi leggeri che potevano essere caricati tranquillamente sull’Ospedale di Pantalla, una volta tornato alle funzionalità preesistenti, al 100%.

La nostra preoccupazione si aggiunge a quella di tutti i cittadini e dei Sindaci del Comprensorio in quanto temiamo che l’emergenza sanitaria, brillantemente superata grazie alle capacità di tutto il personale sanitario, ad ogni livello, di questa regione, fin troppe volte, maldestramente bistrattato proprio da quelli che oggi lo hanno scoperto tardivamente come presidio di qualità, possa essere usata come grimaldello nemmeno troppo sottinteso, per aprire le porte della sanità pubblica umbra alla sanità privata, connubio che in Lombardia ha dato i risultati, che tutti quanti gli italiani hanno davanti agli occhi e dei quali, crediamo, qualcuno dovrà darne conto.

Come Organizzazioni Sindacali, ribadendo la nostra preoccupazione, suffragata da una pubblica opinione sempre più allarmata e dalla presa di posizione dei Sindaci dei Comuni della Media Valle de Tevere, chiediamo un rapido confronto con le Amministrazioni locali e con la Regione dell’Umbria per ricevere, con chiarezza, l’assicurazione del ripristino dell’Ospedale della nostra zona.

Tale richiesta va intesa come una convinta difesa di un Presidio che, per motivi logistici e per condizioni strutturali, derivanti dal fatto che risulta una delle realizzazioni più recenti a livello regionale, rappresenta un tassello essenziale per la Sanità Umbra e non soltanto per il territorio della Media Valle Tevere.

IL PD INTERVIENE SUL FUTURO DELL’OSPEDALE DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE

Un documento unitario del PD della Madia Valle del Tevere: anche Marsciano si muove in difesa dell’Ospedale di Pantalla.

Le segreterie del Partito Democratico della Media Valle del Tevere ed i gruppi consiliari di tutti i comuni del comprensorio chiedono risposte certe e concrete alla Regione sul futuro dell’Ospedale di Pantalla. È, infatti, nota a tutti la situazione attuale, che ha visto la riconversione del nosocomio a COVID Hospital, con conseguente sospensione di tutte le attività ambulatoriali e di diagnostica, nonché la chiusura dei reparti di Chirurgia, Punto Nascita, emodialisi, RSA, Pronto soccorso, al fine di fronteggiare la pandemia attualmente in corso.

Tale situazione, però, descritta a più riprese e con veemenza come provvisoria, anche a fronte delle perplessità già sollevate pubblicamente dai sottoscrittori del presente documento, accusati di sterile polemica, si fa via via consolidando ed è sempre più concreta la possibilità che l’Ospedale di Pantalla diventi il punto di riferimento regionale per la gestione della pandemia anche nella Fase 2, con ogni conseguente disagio per tutti gli utenti del bacino della Media Valle del Tevere, circa 60.000, di fatto privati di ogni forma di assistenza ambulatoriale ed ospedaliera sul territorio.

Non possono che leggersi in questo senso, infatti, le preoccupanti proposte avanzate da esponenti della Lega Umbria, nonché dal senatore leghista Briziarelli, di riattivare il reparto di chirurgia dell’ ospedale di Castiglione del Lago attraverso l’utilizzo integrato degli operatori della chirurgia di Pantalla, proprio in vista dell’ avvio della Fase 2, in questo modo prospettando la possibilità che la sede ospedaliera Castiglione serva l’intero territorio dei distretti del Trasimeno e della Media Valle del Tevere. Ed ancora più preoccupanti sono le voci che si rincorrono nell’ambiente ospedaliero, secondo le quali sarebbe in ipotesi, in futuro, di una ulteriore riconversione del nosocomio senza chiarezza sulle modalità di gestione.

Alla luce di tutto quanto sopra, ritenuto che in questa fase, in cui i dati epidemiologici dell’Umbria relativi al COVID-19, permettono di programmare le modalità con cui avviare la ripresa, è necessario e urgente avanzare proposte concrete e condivise per il futuro assetto dei servizi sanitari del territorio, che consentano di rispondere con efficacia alle esigenze ordinarie di garanzia della salute pubblica, oltre che della prevenzione e cura dell’infezione da Coronavirus.

Si ritiene doveroso quindi:

1- Supportare l’azione dei Sindaci nell’interlocuzione con Regione Umbria ed U.S.L., al fine di mettere in campo una mobilitazione condivisa con i cittadini della Media Valle del Tevere a favore dell’Ospedale;

2- Riattivare progressivamente servizi sanitari e diagnostici presenti, secondo un crono programma condiviso che porti, appena saranno guarititi tutti i pazienti ad oggi ospitati, alla restituzione alla piena funzionalità dell’Ospedale della Media Valle del Tevere, individuando una struttura COVID alternativa, che sia meno strategica e strutturalmente funzionale e moderna per la popolazione.

3- Valorizzare l’esperienza che, generosamente, hanno svolto gli operatori sanitari durante questa emergenza attraverso la previsione di ampliamento dei servizi del nostro Ospedale affinché, in una prospettiva integrata dei servizi, si mantengano la terapia intensiva e gli altri attivati e sperimentati.

  1. Sostenere ogni iniziativa, anche di mobilitazione popolare, che il PD intraprenderà, non appena possibile, in difesa del presidio ospedaliero della Media Valle del Tevere.

I Segretari e Consiglieri comunali PD Media Valle del Tevere

L’OSPEDALE SI DIFENDE INSIEME, SENZA POLEMICHE E DIVISIONI.

Appello rivolto da Floriano Pizzichini a tutte le forze politiche e sociali del territorio affinché si apra un positivo dialogo con la Regione


Sull’ospedale comprensoriale evitare crociate e guerre politiche fra partiti. La difesa del nostro ospedale, dei suoi servizi, delle professionalità che in esse operano e la necessità che esso, dopo la sua conversione in Covid Hospital, torni quanto prima alle sue funzioni, passa dall’unità delle forze politiche del territorio e non da divisioni e scambi di accuse reciproche.  Neanche si può pensare che basti il comunicato stampa di qualche partito a garantire impegni e percorsi che vanno indicati e difiniti dai competenti livelli istituzionali.  È in quest’ottica che il nostro gruppo consiliare ha sostenuto la proposta di convocare sul punto un consiglio comunale, piuttosto che aprire inutili polemiche. Un’opportunità che viene offerta soprattutto all’amministrazione comunale che potrà, in quella sede, chiarire e spigare formalmente ai cittadini come e quando l’ospedale tornerà ad erogare servizi. Todi Civica rappresentò per prima, nelle sedi istituzionali, le proprie perplessità sulla scelta effettuata. Ma in quel momento, con senso di responsabilità e di collaborazione ha evitato polemiche e facili strumentazioni. L’avvio verso la fase due, come già avvenuto per altri ospedali di territorio, dovrà prevedere un ritorno alle funzioni primarie, per garantire ai cittadini della Media Valle del Tevere servizi fondamentali per la loro salute. L’appello quindi è rivolto a tutte le forze politiche e sociali del del territorio affinché si apra un positivo dialogo con la Regione dell’Umbria che, siamo certi, non potrà non considerare le nostre istanze.
Todi Civica

Andrea Vannini: L’ospedale di Pantalla non si tocca.

Cresce l’impegno in difesa dell’ospedale della Media Valle del Tevere

Ho partecipato, per quel poco che conto, cercando di dare una mano in questa emergenza, non ho fatto mai polemiche anzi ho ringraziato e sostenuto il lavoro fatto dal COC di Todi.
È mia intenzione continuare a farlo finché durerà, per poi tornare, come è normale che sia, a fare una opposizione seria e forte avendo differenti visioni di sviluppo per questa città.
Ma non posso rimanere fermo di fronte a quanto sta accendendo al nostro ospedale, alle prese di posizioni politiche gravi. 
L’Ospedale di Pantalla non si tocca.
Lo dobbiamo a tutti quei straordinari professionisti che lavorano all’interno, lo dobbiamo ai cittadini che hanno diritto ad un ospedale nella Media Valle del Tevere, funzionante ed efficiente.
Non indietreggerò di un millimetro su questo, sono a disposizione per qualsiasi azione comune, nel rispetto delle regole ovviamente: petizioni, raccolte firme, manifestazioni di dissenso e proposta, insomma qualsiasi iniziativa che riattivi, migliorandola, la situazione preesistente dei Servizi Sanitari. 
Aspetto proposte, sono a completa disposizione per difendere il nostro ospedale. 
Andrea Vannini – Consigliere Comunale PD Todi 

Si discuta subito, con il coinvolgimento delle forze politiche, sociali ed economiche della città, la proposta di riapertura dell’ospedale Pantalla

La richiesta di Catia Massetti in un articolato e ben motivato comunicato sull’Ospedale.

Leggo che le legittime preoccupazioni manifestate da più parti per il futuro dell’ospedale vengono fatte passare ora per sterili polemiche, ora per argomenti strumentali.Spero che non venga considerata polemica o strumentale la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale sul tema della riapertura dell’ospedale di Pantalla. Se, usando questi argomenti, si trova il modo di non affrontare la questione, in piena trasparenza e con il confronto aperto delle forze politiche e dei rappresentanti istituzionali della città, mi viene il dubbio che si stia cercando di aggirare l’ostacolo, magari sollevando un bel polverone di polemiche per non dire quello che si vuole fare.
Oggi i sindaci della MVT incontreranno l’assessore regionale alla Sanità. La Regione deve dare risposta al Ministero sulla individuazione della struttura COVID in Umbria. Nel frattempo già da qualche giorno sappiamo che, a Pantalla, la ex RSA è stata trasformata in struttura di isolamento per i malati di coronavirus in via di guarigione, che trascorreranno lì l’ultima fase di ricovero prima della dimissione (in altre realtà si usano alberghi o strutture dismesse). Inoltre, i reparti COVID di Foligno e Orvieto stanno chiudendo e i malati, con tutta probabilità, verranno dislocati a Pantalla. Non è dunque difficile immaginare l’esito dell’incontro che dovrebbe tenersi oggi. Ecco perché è necessario che si discuta subito,  con il coinvolgimento delle forze politiche, sociali ed economiche della città, la proposta di riapertura dell’ospedale Pantalla. Non possiamo delegare ad altri la responsabilità di una scelta, che deve tener conto della complessa situazione che ci troviamo a vivere, per l’emergenza in atto e per la fase di ripresa che si sta avviando. Perché è proprio la Fase 2 della pandemia, che si sta aprendo nel Paese, che dovrebbe spingerci a valutare la riapertura dell’ospedale di Pantalla come parte della ripartenza del territorio. Abbiamo discusso, in passato, sull’importanza di un investimento pubblico così rilevante, come è stato quello che ha permesso di realizzare un ospedale unico comprensoriale, in grado di garantire servizi moderni ed efficienti, capace di fornire servizi sanitari integrati nella rete ospedaliera e dei servizi di territorio dell’Umbria. Le istituzioni e le comunità hanno saputo cogliere anche i risvolti positivi di natura economica che l’attività sanitaria, così pensata, poteva portare ad un territorio vasto, alla sua capacità attrattiva nei confronti dei territori circostanti e all’indotto che l’attività sanitaria è in grado di attivare. Oggi, invece, l’ospedale è chiuso. Se la Regione, come sembra, lo manterrà COVID Hospital per un periodo che possiamo immaginare lungo almeno un anno o anche di più (i contratti del personale COVID assunto in via straordinaria hanno scadenza 2023!) e comunque fino alla individuazione di una cura o un vaccino, che ci consentiranno di uscire dall’emergenza, rimarrà certamente la prima linea della guerra al Virus, ma non sarà parte di quella auspicata ripresa economica e sociale che dobbiamo favorire con ogni mezzo nella cosiddetta Fase 2. Oggi nella MVT i servizi sanitari di base sono, in parte interrotti, in parte sparpagliati sul territorio degli otto Comuni e in parte spostati in altri ospedali e strutture della Usl Umbria 1, con grave danno per le esigenze sanitarie di sessantamila abitanti e con il ridimensionamento dell’attività professionale di tanti operatori sanitari impiegati nella struttura. Abbiamo l’obbligo morale di discutere del futuro dell’ospedale della MVT  soprattutto nei loro confronti. Loro che si sono messi a disposizione per affrontare un’emergenza inaspettata e imprevista nelle dimensioni. A quelli di loro che hanno saputo riconvertirsi attraverso una formazione mirata e velocissima, per garantire assistenza e cura a malati, umbri e non, che, in solitudine e solo con il sostegno quotidiano di medici, infermieri e operatori socio sanitari, hanno dovuto combattere una battaglia che non tutti hanno vinto. E anche a quelli di loro che si sono adeguati ad una riconversione dei servizi e delle prestazioni, che si sono notevolmente ridimensionati, in altri ambiti e strutture.

Per gli operatori e per i cittadini della MVT è utile che si valuti la riapertura anche parziale dell’ospedale nella fase 2. Per esempio riaprendo il Pronto Soccorso e i servizi diagnostici ad esso collegati. E’ possibile farlo, era stato elaborato un piano di suddivisione di accessi e percorsi al PS poco prima della chiusura, d’altra parte il nostro ospedale ha una struttura moderna e funzionale perché modulare, su cui si può agire isolandone interi blocchi. Dunque perché no? Perché non proporre alla Regione di utilizzare altre strutture sanitarie chiuse da pochi mesi e riconvertibili in strutture COVID?E c’è un ulteriore elemento di riflessione a sostegno della necessità di discutere subito del futuro dell’ospedale comprensoriale: l’emergenza in atto spinge a pensare che in futuro situazioni come queste possano riproporsi, impongono al Paese di ripensare la rete dei servizi sanitari pubblici e la loro capacità di risposta, per esempio in termini di disponibilità di posti di terapia intensiva. L’Umbria sarà parte di questa riorganizzazione e la Giunta regionale sta già progettando un assetto diverso della sanità aumentando, come da programma elettorale, il peso e il ruolo della sanità privata, le comunità della Media Valle del Tevere e i loro rappresentanti istituzionali non possono e non devono rinunciare a svolgere un ruolo attivo nella progettazione che potrebbe portare a ripensare anche il ruolo e la funzione del nostro ospedale.
Catia Massetti Consigliera comunale PD Todi