Dalla Congregazione di carità all’E.C.A. di Todi e dalle II.RR.B. a La Consolazione-Etab.

Dal dott. Alfonso Gentili un prezioso contributo per la conoscenza e la storia degli Enti di beneficenza tuderti.

La Congregazione di carità di Todi (1861-1937), ente di natura pubblica con organi nominati dal Comune, venne istituita con decreto del 20 ottobre 1860, n. 100, del Regio Commissario generale straordinario per le province dell’Umbria (da annettere al Regno d’Italia) Gioacchino Napoleone Pepoli, per amministrare, oltre tutti i  beni destinati genericamente a pro dei poveri, anche  le molte Opere pie allora esistenti sul territorio comunale e  che venivano così concentrate nella Congregazione pur mantenendo la propria personalità giuridica e i patrimoni distinti.

Le Opere pie concentrate nella Congregazione di carità erano le seguenti: Brefotrofio, Ospedale degli infermi, Ospedale dei Santi Filippo e Giacomo e Università dei sarti, Ospedale e Università di Sant’Antonio e dei calzolari, Pio relitto Tolomei, Pio relitto Longari, Pio relitto Rinaldi, Pio istituto della concezione, Pia scuola del Pian di San Martino, Istituto della misericordia, Asilo della Santissima Trinità per le povere giovani, Asilo infantile, Monte dell’onestà, Monte di pietà, Istituto della Consolazione e Colonia agricola, Conservatorio delle orfane e Pio dotalizio Gazzoli, Istituto delle maestre pie, Istituto Coreli Pericoli, Monte frumentario.

Le Opere pie, ai sensi della legge  753 del 1862, c.d. “legge Rattazzi” e prima legge italiana in materia di beneficenza che reca la  disciplina sia delle Opere pie che delle Congregazioni comunali di carità, erano Istituti assistenziali e caritativi, religiosi e laici, che il Regno d’Italia aveva ereditato dagli Stati preunitari  e che avevano  per fine esclusivo o parziale di soccorrere le classi meno agiate, in stato di salute o di malattia, di prestare loro assistenza, educarle, istruirle e avviarle a qualche professione, arte o mestiere. Vi erano compresi gli istituti che, oltre a ciò, avevano uno scopo ecclesiastico o erano retti da persone o corporazioni ecclesiastiche. La legge Rattazzi non si proponeva la creazione di un sistema pubblico di assistenza quanto piuttosto di riconoscere le istituzioni già esistenti e di sottoporre l’assistenza privata al pubblico controllo.

Lo Stato liberale, al fine di coordinarne  e meglio controllarne  l’azione, con la legge 6972 del 1890, c.d. “legge Crispi”, eresse le Opere pie  in enti pubblici denominati  Istituzioni pubbliche di beneficenza che, con regio decreto 2841 del 1923 (Presidente del Consiglio dei Ministri Mussolini), mutarono  il nome in Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza ( I.P.A.B.).

L’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) di Todi (1937- 1978) fu istituito, come in ogni comune del Regno d’Italia, in attuazione della legge 3 giugno 1937, n. 847, come ente morale, con personalità giuridica pubblica, avente lo scopo di “assistere” gli individui e le famiglie in condizioni di particolari necessità nell’intento di elevare l’attività dalla mera beneficenza elemosiniera a quella più moderna dell’assistenza e di concentrare, sul piano organizzativo e funzionale, i diversi istituti sorti in precedenza con finalità analoghe. Gli E.C.A. vennero così a sostituire le Congregazioni di Carità ( che furono soppresse) e subentrarono nel patrimonio e nelle attività delle stesse, nonché nell’amministrazione di tutte le I.P.A.B. presenti nei Comuni. Nella previsione normativa  del 1937 tali Istituzioni dovevano fondersi nell’E.C.A., con estinzione della personalità e fusione dei patrimoni e si disponeva, al contrario, il distacco dall’E.C.A. di tutti gli enti con scopi specifici e diversi dall’assistenza generica, immediata e temporanea come ospedali, ricoveri di vecchi e inabili, orfanotrofi ecc., nella necessità di garantirne l’autonomia completa. L’amministrazione dell’E.C.A. nel 1937 era affidata ad un organo collegiale (Comitato) presieduto dal podestà del Comune. Dal 1946 i membri venivano eletti dal Consiglio comunale e il Comitato eleggeva il Presidente.

L’ E.C.A. di Todi è stato poi soppresso, come tutti gli altri, nel 1978 in forza dell’art. 25  del D.P.R. n. 616 del 1977 e i suoi beni, attribuzioni e personale sono stati trasferiti al comune di Todi, tra cui quelli dell’importante Opera pia della Misericordia.

Le Istituzioni Riunite di Beneficenza (II.RR.B.) di Todi (1938-2002) vennero istituite con regio decreto 27 dicembre 1938 che stabilì il decentramento dall’E.C.A. delle seguenti Opere pie riunendole appunto sotto un’unica denominazione:

– Ospedale degli infermi di Todi (1421-1860, privato), poi nuovo Ospedale civile in via G. Matteotti, ex via Piana (1860-1972, pubblico); nel 1972 l’Ipab Ospedale degli infermi venne distaccata dalle II.RR.B.  in attuazione della legge 132 del 1968 istitutiva degli enti ospedalieri con propri Consigli di amministrazione e Presidenti;

Brefotrofio (secolo XIII-2002),chiamato anche Ospedale degli esposti, con lo scopo di cura e mantenimento degli esposti o trovatelli (neonati illegittimi abbandonati o in pericolo di abbandono) e dalla prima metà del ‘900 nella nuova sede in viale della Consolazione con una media di circa 10 esposti;

– Monte dell’onestà (1601-2002), cui apparteneva tra l’altro il Palazzo della Congregazione di carità dell’800 in via Roma, con lo scopo di distribuire 27 doti a fanciulle da marito e di curare e mantenere zitelle povere ed inferme o inabili al lavoro;

– Asilo della Santissima Trinità delle povere giovani di Todi (1841-2002), con lo scopo di ricoverare,mantenere ed educare fanciulle povere di Todi fino al compimento dei 18 anni procurando loro anche una dote;

– Conservatorio delle orfane e Pio dotalizio Gozzoli (1771-2002), cui appartenevano tra l’altro il Palazzo dell’ex Orfanotrofio femminile e annessa Cappella per circa 60 giovanette in viale della Consolazione e il Palazzo Vecchi Ercolani (già Errighi) di fine ‘500 in Piazza Umberto I, con lo scopo del ricovero e mantenimento di fanciulle povere orfane;

– Asilo d’infanzia (1860-2002), in un locale della Trinità con lo scopo di accogliere fanciulle e fanciulli poveri in età tra i tre e cinque anni;

– Istituto delle maestre pie (1771-2002), scuola elementare femminile con lo scopo di istruire ed educare le fanciulle povere della città in età compresa tra i sei e i dodici anni e di insegnare loro i lavori femminili;

– Pia Scuola del Pian di San Martino (1741-2002), con lo scopo di istruire fanciulli poveri nella villa del Pian di San Martino, contado di Todi.

Con successivi regi decreti 22 giugno 1939 e 29 gennaio 1942 furono aggiunti anche:

l’Opera pia o Istituto della Consolazione e Colonia agricola di Todi (1527-2002), cui appartenevano tra l’altro l’ex convento di Montecristo del ‘200 e  il Castello medievale di Petroro,  già Congregazione dei nobili che governa la Fabbrica della Vergine Santissima della Consolazione di Todi (1509) che aveva lo scopo di gestire la costruzione della Chiesa di Santa Maria della Consolazione e i legati e donazioni ad essa collegati. Dal 1864 fa parte dell’Opera pia anche la Colonia Agricola dalla cui trasformazione nasce, nel 1883, la Regia scuola pratica di Agricoltura poi intitolata nel 1921 ad Augusto Ciuffelli, Ministro dei lavori pubblici (cui si deve, tra l’altro, la costruzione della Ferrovia Centrale Umbra e dell’acquedotto comunale dalle sorgenti dei Monti Martani al serbatoio della Rocca).  Scopi dell’Opera pia e della Colonia agricola (eretta anch’essa in corpo morale) erano i restauri per la manutenzione del Tempio della Consolazione e il mantenimento del culto, nonché l’educazione e istruzione alle cognizioni teoriche-pratiche dell’agricoltura dei fanciulli maschi tra gli otto e dodici anni presi dalla classe povera degli agricoltori secondo apposito Regolamento.

l’Istituzione pro orfane Giovanni Bacarini Morettini (1942-2002 ) con lo scopo di provvedere gratuitamente al ricovero,mantenimento, educazione morale, fisica, istruzione civile e religiosa,avviamento al lavoro e faccende domestiche di fanciulle povere ed orfane nate a Todi e nella frazione di Duesanti.

Le II.RR.B. di Todi hanno amministrato tali Opere pie fino al 31.12.2002 (ultimo Presidente Ferracchiati, 1998-2002, dopo le presidenze Baldassarri, Lucaroni, Costanzi, Bigaroni ed altri). Con determinazione dirigenziale (Dr. Gatti) della Regione Umbria n. 7929 del 2002 e con decorrenza dal 1° gennaio 2003 sono state trasformate in un nuovo ente denominato “La Consolazione-ente tuderte di assistenza e beneficenza” con l’acronimo”La Consolazione – E.T.A.B.“, che  è succeduto sia alle II.RR.B. estinte che alle nove Opere pie fuse e con un nuovo Statuto che assegna all’ente i seguenti scopi: fini assistenziali e culturali  collegati alla comunità cittadina, il mantenimento e l’apertura al culto del Tempio della Consolazione, il ricovero ed il mantenimento dei bambini abbandonati, il mantenimento degli alunni bisognosi nel convitto annesso alla Scuola Agraria “Ciuffelli” di Todi, la erogazione di sussidi a giovani povere in occasione del loro matrimonio o in caso di inabilità al lavoro o d’infermità, il ricovero, la istruzione e l’educazione di giovani povere ed orfane, la gestione di asili d’infanzia, la erogazione di sussidi per la istruzione dei giovani poveri di Pian di San Martino.

A fronte dei numerosi e consistenti servizi  assistenziali erogati come sopra in passato nelle varie strutture allestite nei palazzi e complessi immobiliari di proprietà delle Opere pie tuderti amministrate dalla Congregazione di Carità di Todi dal 1860 e in parte riunite nelle Istituzioni  Riunite di Beneficenza di Todi dal 1939, l’attività delle stesse II.RR.B. e  del nuovo Ente La Consolazione-E.T.A.B. risulta invece caratterizzata, già a partire dagli anni settanta del secolo scorso, dalla messa a reddito (locazioni per sedi scolastiche di istruzione secondaria superiore o ad usi diversi dai servizi sociali) di alcuni dei principali palazzi e complessi immobiliari posseduti, limitandosi alla produzione ed erogazione di un solo piccolo servizio socio-assistenziale residenziale, il Gruppo famiglia (che dovrebbe anche essere rinominato secondo la normativa regionale vigente) da tre/cinque posti letto e avente sede sin dal 1985 presso una porzione  di Palazzo Francisci presa in locazione da altra Ipab, oltre ad interventi minori di concessione di sussidi e contributi vari. L’attività di tale ente pubblico appare da ultimo essersi incentrata soprattutto sul restauro manutentivo della Chiesa della Consolazione (che fa seguito ai complessi lavori di consolidamento statico delle fondazioni della stessa e di manutenzione interna ed esterna, compresa la pavimentazione del percorso chiesa- parcheggio, realizzati nei primi anni novanta dalla concessionaria Bonifica spa con i fondi della legge speciale per Todi e Orvieto), su attività culturali collaterali e sulla promozione dell’immagine del monumento rinascimentale che, peraltro, per la seconda volta e senza essere stato ora efficacemente difeso da nessuno, si trova ad avere la visuale “disturbata” da due mastodontiche opere d’arte moderna in ferro collocate in modo inappropriato nelle vicinanze dello stesso, per la rimozione delle quali e trasloco in altro sito, a nostro avviso, sarebbe auspicabile l’apposizione e il rigoroso rispetto anche di un adeguato  vincolo indiretto di cui all’art. 45  del Codice dei beni culturali ai fini della opportuna e doverosa tutela del bel monumento attribuito all’arch. Donato Bramante (1444-1514).

Appare evidente l’assenza, negli ultimi anni, di una programmazione strategica e dell’attivazione dei conseguenti investimenti per la  realizzazione di un qualche nuovo servizio e struttura a ciclo residenziale o semiresidenziale di tipo socio-assistenziale e socio-educativo oppure socio-sanitario, in base alle norme legislative e regolamentari regionali vigenti (ad es. R.R. n. 8/2005 ora abrogato e sostituito dal n. 7/2017), al fine di dare adeguata risposta ai crescenti  ed anche nuovi bisogni più gravi delle fasce giovanili (bambine/i, adolescenti e minorenni, in particolare se disabili) della popolazione tuderte secondo la missione storica dell’Ente, destinandovi le importanti risorse finanziarie ritratte dal consistente patrimonio immobiliare gestito, in particolare da quello edilizio messo a reddito e, se necessario, ricorrendo anche a capitale di debito per tali investimenti anziché per scopi diversi.

In proposito non appare possibile considerare servizio/attività istituzionale di Etab il Centro Disturbi dei Comportamenti Alimentari (DCA) di Todi con sede in  Palazzo Francisci, in via Cesia, fondato nel 2003  e consistente in una struttura residenziale ( 10 p. l.) e semiresidenziale ( 5 p.l.) che peraltro accoglie pazienti da tutto il territorio nazionale secondo le regole del S.S.N., in quanto del centro DCA risulta titolare l’Azienda USL Umbria 1 ed Etab si limita a  contribuire e collaborare al servizio in base ad apposita convenzione stipulata inizialmente nel  2003 (Presidente Ferracchiati 2003-2007).

Né, ad oggi, è dato intravedere cambiamenti di linea strategica o nuovi obiettivi impostati o enunciati in tale direzione da parte della nuova Amministrazione dell’Ente che si è insediata dalla metà del mese maggio scorso a seguito di scadenza naturale della precedente. E’ bene, pertanto e in prospettiva futura, ricordare e sottolineare  che il Testo unico regionale in materia di Sanità e di Servizi sociali del 2015, all’art. 269, prevede espressamente che le funzioni di un’Azienda pubblica di servizi alla persona (ASP) si realizzano, prevalentemente, attraverso la produzione e l’offerta di servizi ed interventi sociali (socio-assistenziali), socio-sanitari e socio-educativi.

Dr. Alfonso Gentili – ex Segretario Generale del Comune di Todi

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