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Dott. Alfonso Gentili. Seconda e ultima parte La legge n. 86 del giugno ’24recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario (c.d. legge Calderoli) è una legge-quadro che precede la stipula delle …
La Federazione italiana donne arti professioni affari conta 10 mila associate. Una delegazione ligure alla scoperta della città per tre giorni
La firma del patto di gemellaggio.
Nuove amicizie per la città di Todi, grazie alla locale sezione Fidapa guidata da Edy Pantella. A fine giugno, infatti, è stata ospite per tre giorni a Todi, alla presenza della Presidente del Distretto Centro Anna Maria Turchetti, una delegazione della sezione Fidapa Bpw di Savona, con la quale è stato instaurato un proficuo rapporto gemellaggio. La rappresentanza della Federazione italiana donne arti professioni affari, che conta in Italia oltre 10 mila associate, è stata ricevuta in Municipio dal Sindaco Antonino Ruggiano e dall’assessore Alessia Marta e poi guidata alla scoperta del centro storico: i palazzi comunali, il museo Lapidario, il Nido dell’Aquila, la chiesa della Nunziatina e il tempio di San Fortunato sono soltanto alcuni dei luoghi scelti per fare da ambasciatori della storia e della bellezza della città. Di particolare suggestione è stata la salita al campanile di San Fortunato, dalla cui vetta è stato possibile far ammirare a 360 gradi tutto il territorio circostante. Tra le occasioni di socializzazione anche la visita alla taverna presente in questi giorni nel chiostro di San Fortunato a margine del partecipatissimo torneo dei rioni che si sta svolgendo nell’area della Rocca e del Parco di Beverly Pepper. “Siamo grati alla sezione Fidapa – sottolinea il Sindaco Antonino Ruggiano – per le numerose e qualificate iniziative che ha organizzato in questi anni a favore della comunità tuderte e per l’impegno profuso, come in questo caso, per la promozione della città”. La presidente della sezione Fidapa Savona, Milly Torcello, ha espresso un sincero apprezzamento: “Il gemellaggio di ritorno con la splendida città di Todi è un atto dal forte valore simbolico con il quale abbiamo confermato un patto di collaborazione e amicizia e rafforzato il senso di appartenenza all’associazione. I valori della Fidapa BPW Italy ci accomunano e ci uniscono così come le nostre differenze ci arricchiscono e ci incoraggiano a coltivare un continuo confronto costruttivo”.
23
giugno/3 luglio:
Torneo di Calcetto, Parco della Rocca e
taverne al Chiostro di San Fortunato – tutte le sere;
3
luglio:
Primavera
Musicale di Todi,
Ass. Culturale Collegium Tiberinum, CONCERTO
PER PIANOFORTE E ORCHESTRA, Dorsi
– Gerosa – Artem Festival Orchestra,
musica
di Mozart e Schubert, Teatro Comunale, ore 18:00;
3/10
luglio:
Internazionali
di Tennis Città di Todi,
MEF Tennis Events, Tennis Club di Pontenaia;
5
o
6 luglio:
Note
d’Estate,
Ass. Gioventù Musicale d’Italia, Concerto del pianista Angelo
Arciglione, musiche di Chopin e Castelnuovo Tedesco. Aula Magna del
Liceo “Jacopone da Todi”, ore 21:00;
8
luglio:
concerto
Neutroblues, Piazza del Popolo, ore
21:15;
10
luglio:
Mostra-Mercato
Anticamente
– mercatino di antiquariato, modernariato ed oggettistica, Via A.
Menecali, ore 09:00/19:00;
10
luglio:
XI
edizione Automoto Raduno d’Epoca Città di Todi,
ASD Gli Amici di Todi, Piazza del Popolo e Piazza Garibaldi, ore
08:00/11:30 (da deliberare);
10
luglio:
Primavera
Musicale di Todi,
Ass. Culturale Collegium Tiberinum, RECITAL
PER VIOLINO E CHITARRA,
Andrea Cortesi e Francesco Teopini, musica di Paganini, Mozart,
Vivaldi, Satie, Milhaud, Einaudi e Alan Parson Project, Chiostro di
San Fortunato, ore 17:30;
13
luglio:
Note
d’Estate,
Ass. Gioventù Musicale d’Italia, Concerto di Giuseppe Gibboni,
violino, e Carla Dalia, chitarra, musiche di Paganini,
Castelnuovo
Tedesco e
Piazzolla.
Chiostro
del Liceo “Jacopone da Todi”, ore 21:00;
17
luglio:
Fieramente
– mercatino di artigianato, vintage e della creatività, Giardini
Oberdan, ore 09:00/19:00;
18
luglio:
Romantico
Sinfonico
– Orchestra Internazionale di Roma, Umbria in collaborazione con il
Comune di Todi, Tempio della Consolazione, ore 21:00;
18
luglio/30
luglio:
progetto
AAMS:
International Summer Music Institute, The Language Center, locali
Scuola Comunale di Musica e Ridotto del Teatro;
23/25
luglio:
Umbria
Film Festival,
Piazza del Popolo (richiesta
dettagliata spazi non ancora pervenuta);
23
luglio/15 agosto:
mostra
collaterale alla manifestazione Umbria Film Festival, Sala delle
Pietre;
29/31
luglio:
Festival
Sette Parole,
Ass. Lettere Intime di Bolzano, Chiesa Nunziatina, svolgimento: ore
10:30 prove
aperte al pubblico, ore
19:30
lezioni
suonate; ore
20:00
aperitivi;
ore
21:00
concerti:
29
luglio:
F.J.Haydn
Quartetto op.64 n.2 in si minore G.Verdi Quartetto in mi minore;
30
luglio:
L.
van Beethoven Trio op.70 n.2 in mi bemolle maggiore F Mendelssohn
Trio op.49 in re minore;
31
luglio:
P.Tchaikovsky
Sestetto op.70 “Souvenir de Florence”;
29
luglio/7 agosto:
Italian
International Balloon Grand Prix,
Ass. Volo Vento Lento, Todi – Gualdo Cattaneo;
31
luglio/2 agosto: Umbria Music Festival, Ass. Oktuderfest
ETS, Piazza del Popolo, ore 21:00:
31
luglio:
Irama;
1
agosto:
Coez;
2
agosto:
Il Tre;
2
agosto:
Note
d’Estate,
Ass. Gioventù Musicale d’Italia, Trio
Bohèmo,
musiche di Brahms,
Haydn e Liszt.
Aula Magna del Liceo “Jacopone da Todi”, ore 21:00;
3/17
agosto:
TIMM
– Todi International Music Masters, The Language
Center;
6
agosto:
Calici
di Stelle 2022,
Ass. Astrofila Paolo Maffei di Perugia, Parco della Rocca, ore 22:00
(da
deliberare);
14
agosto:
Mostra-Mercato
Anticamente
– mercatino di antiquariato, modernariato ed oggettistica, Via A.
Menecali, ore 09:00/19:00;
21
agosto:
Fieramente
– mercatino di artigianato, vintage e della creatività, Giardini
Oberdan, ore 09:00/19:00;
22
agosto:
Note
d’Estate,
Ass. Gioventù Musicale d’Italia, Concerto
del pianista Juan Perez Floristan,
musiche di Schumann,
Liszt e
Beethoven.
Aula Magna del Liceo “Jacopone da Todi”, ore 21:00;
23
agosto/26 settembre:
mostra
artisti aborigeni del collettivo d’Arte APY, Ass. Culturale ArtEx,
Torcularium;
26
agosto/2 ottobre:
Festival
delle Arti 2022,
Fondazione Progetti Beverly Pepper:
26
agosto:
inaugurazione dell’opera dell’artista Fabrizio Plessi in Piazza del
Popolo e delle opere presso le cisterne romane;
27
agosto:
inaugurazione della mostra temporanea presso la Sala delle Pietre
(da
coordinare con Todi Festival);
2
ottobre: chiusura
del Festival, e dal 3 ottobre, disinstallazione dell’opera in
Piazza e della mostra presso la Sala delle Pietre;
27
agosto/4 settembre:
Todi
Festival 2022,
Gioform
S.r.l. Unipersonale (programma
ancora in via di definizione);
10
settembre:
Celebrazione
dei 50 anni dalla fondazione dell’AVIS,
Piazza del Popolo, ore 08:00/13:00 e Cinema Teatro Nido dell’Aquila
16:30/19:00;
11
settembre:
Mostra-Mercato
Anticamente
– mercatino di antiquariato, modernariato ed oggettistica, Via A.
Menecali, ore 09:00/19:00;
18
settembre:
Fieramente
– mercatino di artigianato, vintage e della creatività, Giardini
Oberdan, ore 09:00/19:00.
N.B.
Il presente programma potrà subire delle variazioni.
Giunta alla sua
ottava edizione, la rassegna “Note d’estate” è diventata uno degli appuntamenti
fissi della città di Todi, molto seguito e apprezzato sia dai tuderti che dai
tanti turisti che visitano i nostri bei monumenti o soggiornano nelle nostre
campagne.
Nata nel 2015 dalla
collaborazione tra la Fondazione Gioventù musicale d’Italia e il Comune di
Todi, sotto la direzione artistica di Stefano Giardino e Lucia Mencaroni, in questi anni ha ospitato soprattutto giovani e
giovanissimi artisti italiani e stranieri, vincitori di concorsi internazionali
prestigiosi e all’inizio di una brillante carriera. D’altra parte la missione
della Gioventù musicale e anche la nostra, è quella di diffondere il grande
patrimonio della musica classica, di dimostrare come la
musica d’arte della tradizione occidentale sia una componente viva e
ineliminabile della cultura e nello
stesso tempo creare un’opportunità di esibizione per quei giovani che al
difficile studio degli strumenti si sono dedicati con passione.
Per questo siamo
particolarmente felici ed orgogliosi di essere i primi in Umbria ad ospitare la
stella nascente del violinismo italiano, il vincitore del Concorso
internazionale di violino “Premio Paganini” di Genova 2021, Giuseppe Gibboni che il 13 luglio, nel Chiostro di San
Fortunato, si esibirà in duo con la chitarrista Carlotta Dalia, sua compagna anche nella vita. Con questa
formazione il giovanissimo violinista si è esibito nel dicembre 2021 a Dubai
Expo per conto del Ministero della Cultura Italiana, e sempre a dicembre, su
invito del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella (presente al
concerto), presso il Palazzo al Quirinale alla Cappella Paolina, in diretta
RadioRai3.
Nato nel 2001 in una
famiglia di musicisti, Gibboni è il quarto italiano a vincere il Concorso
Paganini e non accadeva dal 1997 che un nostro connazionale arrivasse a questo
riconoscimento così prestigioso. Dopo la sua affermazione al Paganini è stato
invitato da tutte le più grandi istituzioni italiane ed è diventato in breve
tempo uno dei concertisti più famosi del momento. Di lui Salvatore Accardo ha
scritto: “Èuno dei talenti più
straordinari che abbia conosciuto. Possiede un’intonazione perfetta, una
tecnica strabiliante in tutti i suoi aspetti, un suono molto affascinante e una
musicalità sincera”. Il programma, molto accattivante, prevede
musiche di Paganini, Tarrega, Castelnuovo Tedesco e Piazzolla.
Il primo concerto della rassegna sarà il 2 luglio e avrà come protagonista il pianista Angelo Arciglione, allievo di due grandi
signore della tastiera, Maria Tipo ed Elisso Virsaladze. Lodato dal pubblico e dalla
critica per la profondità delle sue interpretazioni e per la raffinatezza
timbrica, Angelo Arciglione si è imposto all’attenzione internazionale in
seguito ai numerosi premi in prestigiosi concorsi pianistici. Ha inciso in prima mondiale due cd con le composizioni
per pianoforte e per violino e pianoforte di Mario Castelnuovo-Tedesco. Per
questo una parte del programma sarà proprio dedicata a Castelnuovo-Tedesco,
grande compositore italiano molto apprezzato negli Stati Uniti sia come docente
presso l’Università di Los Angeles, dove ha avuto come allievi John Williams,
Jerry Goldsmith, Henry Mancini e André Previn, solo per citarne alcuni. È stato
apprezzato sia per le sue musiche strumentali “colte” che per le colonne
sonore. La seconda parte del programma lo vedrà cimentarsi in uno dei
capolavori della letteratura pianistica, la Sonata n°3 in Si min. op.58 di Fryderyk Chopin.
Dall’importante istituzione “Le dimore del quartetto” che seleziona i migliori
ensemble cameristici di tutto il mondo, proviene il Trio
Bohémo, composto da tre giovani
musicisti cechi che si esibirà il 2 agosto. Nel 2021 il Trio si è
aggiudicato il premio speciale per la migliore interpretazione di un’opera del
classicismo viennese all’ISA Festival in Austria e il Primo Premio
nel Concorso Internazionale Filippo Nicosia, il Primo premio e il Premio del
Pubblico all’International Johannes Brahms Competition in Austria e il Primo Premio
all’International Parkhouse Award di Londra. Nel frattempo i tre giovani hanno debuttato nelle più
prestigiose sale europee tra le quali la Wigmore Hall di Londra e il
Musikverein di Vienna. Eseguiranno un bellissimo programma che comprende il
celebre trio “Dumky” di Dvořák e musiche di Šostakovič
e Liszt
Vincitore
del Primo Premio e del Premio del Pubblico al Concorso Pianistico “Arthur
Rubinstein” di Tel Aviv nel 2021, del Primo Premio e del Premio del Pubblico al
Concorso “Paloma O’Shea” di Santander nel 2015, del Primo Premio al Concorso
Steinway di Berlino 2015 e della Medaglia della Città di Siviglia, Juan Pérez Floristán a soli 28 anni è
già un punto di riferimento per la nuova generazione di musicisti spagnoli ed
europei. In poco tempo ha debuttato in alcune delle principali sale da concerto
del mondo e il 22 agosto suonerà a a
Todi la celebre Wanderer-Fantasie di
Schubert oltre a brani di Chopin e Ravel.
La
rassegna si chiuderà il 9 ottobre
con un concerto dedicato ad alcuni dei giovani talenti italiani freschi di
Laurea nei migliori Conservatori d’Italia. Ci sembra infatti importante
dedicare uno spazio ai ragazzi che con grande impegno portano a termine i loro
studi musicali nel nostro paese.
Tutti
i concerti avranno luogo negli spazi del Liceo
“Jacopone da Todi”, istituzione con la quale collaboriamo sin dal 2015,
grazie alla sensibilità e alla disponibilità del Dirigente scolastico Prof. Sergio
Guarente.
È ormai prossima la tredicesima edizione de “All’Ombra del Castello”, la rassegna cinematografica che ogni estate anima la caratteristica piazza della frazione di Izzalini. Il titolo di quest’anno, “RICOMINCIAMO!”, sintetizza al meglio l’entusiasmo dei membri del Comitato promotore e dei paesani di tornare a vivere un momento conviviale divenuto ormai una vera e propria tradizione del borgo, costretto a farne a meno nei due anni di pandemia appena trascorsi. “Di nuovo a Izzalini il cinema estivo. Quattro film sul tema del ritorno, nella speranza che anche questo, del cinema in piazza, sia un ritorno gradito e, soprattutto, definitivo” è l’augurio del Prof. Manfredo Retti che collabora all’organizzazione della manifestazione che vedrà quattro film, uniti dal medesimo tema del nuovo inizio, alternarsi sullo sfondo del castello di Izzalini nei sabati dal 2 al 23 luglio prossimi. Inaugurerà la rassegna “Tutta un’altra vita”, commedia di Alessandro Pondi con Enrico Brignano ed Ilaria Spada. A seguire i film “Downsizing – Vivere alla grande” di Alexander Payne, “Un giorno di ordinaria follia” di Joel Schumacher, e “Paradise – Una nuova vita” di Davide del Degan. Come nelle scorse edizioni la visione del film è gratuita.
Sabato 2 luglio, alle ore 17.30, presso il Convento della SS. Annunziata, in via Borgo
nuovo a Todi, si terrà l’inaugurazione dell’Archeoclub di Todi. Dopo molti anni riapre la
sede tuderte dell’associazione culturale diffusa su tutto il territorio italiano, grazie
alla tenace volontà di alcuni antichi soci e l’entusiasmo di nuovi iscritti, che, si spera,
divengano sempre più numerosi.
Per l’occasione il professor Gian Luca Grassigli, professore di Archeologia Classica
dell’Università degli Studi di Perugia, terrà una prolusione dal titolo “Il Germanico di
Amelia. Una rilettura”, durante la quale proporrà le sue più recenti riflessioni sul tema.
La sede di Todi condivide ovviamente la mission di Archeoclub d’Italia (“Forti del
Passato, consapevoli del Presente, impegnati nel Futuro..”), che si realizza tramite
attività culturali tese a valorizzare l’immenso patrimonio archeologico, storico e
artistico del nostro Paese e, più in particolare, del nostro territorio. Si pensa già ad una
serie di incontri e conferenze, ma anche a visite guidate a vere e proprie piccole perle,
luoghi vicini e poco conosciuti.
L’inaugurazione si concluderà con un aperitivo offerto a tutti i partecipanti. Sarà anche
possibile iscriversi durante l’evento
“Vivere intensamente il reale: la gratuità in azione”
è il concetto che accompagna il programma delle attività dell’Associazione
Matavitatau per l’anno 2022 che sarà presentato il prossimo 26 giugno 2022.
Preceduto dall’importante appuntamento che ha visto la
proiezione del filmato “Vivere senza paura nell’età dell’incertezza”, lo scorso
maggio in collaborazione con la Diocesi Todi – Orvieto, esce ora il programma
completo delle attività associative dell’Associazione Culturale Matavitatau di
Todi per l’anno 2022.
Confermate le collaborazioni con il Rotary Club di
Todi, la testata giornalistica Umbria e Cultura,
l’Associazione Toward Sky la Caritas italiana e Figli e amici di Boa Vista Italia.
Matavitatau, il cui stesso nome suggerisce l’invito a
lasciarsi coinvolgere dall’antico nella sua dimensione di meraviglia che apre
alla conoscenza, nei suoi oltre dieci anni di attività ha proposto numerose
iniziative mirate a riscoprire le radici latine dell’identità italiana, il
bello e il gusto del passato nelle sue connessioni con il presente.
“La memoria come arma potente di resistenza” è il
titolo dell’evento di presentazione del programma delle attività che il
prossimo 26 giugno alle ore 18:00 sarà presentato presso il Teatro Crispolti di
Todi, ad ingresso libero, e che sarà seguito da un momento di degustazione
durante il quale saranno servite anche alcune pietanze ricostruite sulla base
di antiche ricette latine.
Per quanti vorranno unirsi al nutrito gruppo di soci
Matavitatau qui di seguito i contatti:
La commemorano e leggono poesie Manfredo Retti, Gianluca Prosperi e Giorgio Crisafi
Il prossimo sabato sarà l’ultimo della stagione. Poi il Circolo Tuderte
avrà due mesi di pausa per riaprire a settembre. Riguardo a sabato 25 giugno è
stato modificato in urgenza il programma culturale per dedicarlo alla memoria
del poeta (lei non voleva definirsi poetessa) tuderte Patrizia Cavalli, morta
due giorni or sono e celebrata dai più importanti mezzi di comunicazione
nazionali. Il Circolo Tuderte avrà come ospiti per parlare di Patrizia Cavalli
tre dei migliori esponenti della cultura di Todi: il prof. Manfredo Retti, che
tratterà dei suoi rapporti con il poeta e della sua vita tuderte, il prof.
Gianluca Prosperi, che si dedicherà all”opera e alle poesie di Patrizia , e
infine l’attore ed artista Giorgio Crisafi che leggerà alcune poesie. Siamo certi
che la sua grande cultura e la sua attività letteraria saprà essere ricordata
da Todi con altre iniziative che renderanno merito ad uno dei più importanti
poeti contemporanei.
Il Liceo “Jacopone da Todi” ricorda con grande affetto Patrizia Cavalli, già allieva del Liceo e poetessa tra le più importanti del panorama letterario italiano ed europeo. Aver avuto Patrizia Cavalli come studentessa del nostro Liceo classico è un motivo di grande orgoglio: la sua voce poetica è stata tra le più alte e profonde, donandoci versi memorabili nell’ambito di una disamina della spinoziana “geometria delle passioni” tale da scandagliare con stupefacente maestria le tonalità emotive più riposte dell’umana esistenza. In un’intervista di due anni fa, la poetessa aveva affermato: “La poesia è prendere qualcosa e togliere il superfluo per farlo risplendere”. La comunità del Liceo “Jacopone da Todi” esprime a Patrizia Cavalli tutta la sua gratitudine per lo splendore che ci ha regalato.
Poesia. Scomparsa a Roma a 75 anni l’autrice che raccontò in versi (e non solo) le emozioni e il distacco
La voce di Patrizia Cavalli Infinito canzoniere d’amore
di Paolo Di Stefano
Forse intorno a nessun poeta della sua generazione come intorno a Patrizia Cavalli si è alimentata l’aura della leggenda, una sorta di culto d’altri tempi anche presso il lettore comune, che ha mostrato di gradire la sua voce superando l’arcigna diffidenza attuale per la poesia. L’ha scritto giustamente Roberto Galaverni recensendo l’ultima sua raccolta, Vita meravigliosa (2020). Alfonso Berardinelli, un critico molto severo, per non dire impietoso, verso la confusa contemporaneità poetica ha sempre posto Patrizia Cavalli tra i valori più sicuri del nostro tempo: quasi un modello di «naturalezza espressiva» in un’epoca afflitta dalla posa dell’oscurità opaca e intellettualoide.
Disse di aver scritto le prime poesie a sei anni per Kim Novak, di cui era innamorata. Ma in effetti, fin dal libro d’esordio (Le mie poesie non cambieranno il mondo è del 1974), Patrizia Cavalli si distingue sia rispetto alla temperie ancora vitale (o già morente) dello sperimentalismo neoavanguardista sia dal cosiddetto neo-orfismo entro cui si iscrivevano tanti suoi coetanei. Si distingue per una spontaneità dall’andamento diaristico, colloquiale e ironico, nato e cresciuto sotto l’egida di Elsa Morante, cui è dedicato l’esordio e alla quale si deve l’imprinting e la benedizione a futura memoria: «Patrizia è la poesia», disse. Senza dimenticare l’accostamento frequente (e inevitabile) a Sandro Penna oltre che, naturalmente, alla poesia «onesta» di Umberto Saba.
Altri suoi estimatori entusiasti sin dalla prima ora sono Cesare Garboli, Alberto Asor Rosa e il filosofo Giorgio Agamben, che ha parlato di «poeta disincantato e quasi preistorico, maestro incomparabile dei metri e delle rime interne, sovranamente privo di scrupoli morali…». Per questi critici la fedeltà a sé stessa è una ammirevole coerenza estrema nel fondere disperazione e umorismo, mentre per altri è pura ripetizione e in sostanza deficit di ispirazione.
Non è escluso che tra gli inni e le eccessive diminuzioni, la lettura più corretta si trovi a dare ragione ora agli uni ora agli altri, oppure stia nel giusto mezzo. Per esempio quella di Enrico Testa, che riconosce nell’opera di Patrizia Cavalli un «arguto e feriale canzoniere d’amore» in cui si descrivono analiticamente gli opposti: la vicinanza e il distacco, la presenza e l’assenza, il desiderio e il tradimento, l’istinto e il raziocinio, soprattutto la sincerità e la finzione.
Versatile
Tradusse Shakespeare e Molière. Fu finalista al Campiello con una raccolta di prose
Nata nel 1947 a Todi, Patrizia Cavalli si trasferisce già nel 1968 a Roma, dove è morta ieri dopo lunga e feroce malattia. A Roma ha studiato, laureandosi in filosofia e dedicandosi poi alla traduzione di testi teatrali (per Carlo Cecchi tradusse l’Anfitrione di Molière nel 1981 e La tempesta di Shakespeare nel 1984, per il Teatro dell’Elfo di Milano nel 1988 Sogno di una notte di mezza estate). Ha collaborato per la Rai con due radiodrammi, La bella addormentata (1975) e Il guardiano dei porci (1977). Il cielo è la sua seconda raccolta poetica, che arriva solo nel 1981 e che verrà riunita con la prima in un volume antologico del 1992, con l’aggiunta di una terza tappa, L’io singolare proprio mio, dove risalta ancora di più la convivenza di costruzioni quasi labirintiche (anche sintatticamente) e di soluzioni fulminanti, arguzie epigrammatiche: «Penso che forse, a forza di pensarti/ potrò dimenticarti, amore mio».
Pur riconoscendo che «non c’è niente di naturale nella letteratura», distingueva, Patrizia Cavalli, tra la rapidità di alcuni suoi versi e il «ragionamento ispirato» di altri: «Io scientificamente mi domando/ come è stato creato il mio cervello,/ cosa ci faccio io con questo sbaglio./ Fingo di avere anima e pensieri…». In realtà, a volte sembra che la sua poesia voglia abbandonare il racconto di un io privatissimo, come in Sempre aperto teatro (1999), ma per ritornarvi quasi ossessivamente formando una sorta di commedia di «crudeltà e spavalderia» (Berardinelli) tutta interiore, che se gioca abilmente a cambiare le forme utilizzando la tradizione con grande consapevolezza e spingendosi sempre più verso il poemetto, lascia inalterati i motivi di fondo. La personale «stanza della tortura» di Patrizia Cavalli è fatta di rime e di endecasillabi ora facili ora angosciosi, da cui non si vede via d’uscita se non attraverso il gioco o l’acrobazia spettacolare delle parole: «Mi fingo morta, e sono già risorta. / Ma almeno per un po’ ti stupirai?».
Stupì nel 2019 pubblicando una raccolta di prose («una storia morale parallela, a rovescio»), intitolata Con passi giapponesi, con cui entrò nella cinquina del Campiello. Intervistata da Roberta Scorranese, due anni fa, disse: «Non scrivo da almeno quattro mesi. La malattia, dicono, al momento s’è ritirata ma queste maledette cure che ho fatto mi hanno portato via l’energia e la memoria. Come si fa a fare poesia senza memoria? La poesia è prendere qualcosa e togliere il superfluo per farlo risplendere».
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