In crescita le presenze turistiche in Umbria, Todi al palo. La Fisascat chiede un tavolo con istituzioni e imprese.

Crescono le presenze turistiche in Umbria anche per il 2023 e, numeri alla mano, si attestano a ben
6.875.738. Si tratta di un dato in aumento di ben 559.843 unità rispetto al 2022 e di 794.091 rispetto
al 2018. Questi risultati non possono che far piacere, vista l’importanza del comparto turistico a
livello economico per il “brand Umbria”, ma non tutto il territorio regionale raggiunge le stesse
performance.
Dodici le aree – con grandezze diverse e specifiche peculiarità- in netta ascesa (Terni-Trasimeno-
Spoleto) e aree, come quella della città di Todi, che resta al palo. La città di Jacopone rappresenta
appena il 4% nel 2023 sul totale dei numeri. In termini assoluti le presenze turistiche nel tuderte
erano pari a 243.265 nel 2018 e sono state di 268.153 nel 2023 (+ 24.897 unità). Un risultato non
all’altezza delle aspettative.
Alcune riflessioni pertanto sorgono spontanee, perché il territorio tuderte non riesce a fare il salto
di qualità? E’ bene riconoscere che sono tante le iniziative che vengono promosse, l’esposizione
mediatica del tuderte probabilmente non ha mai avuto cosi tanta enfasi come nell’era attuale, ma
tutto ciò non ci permette di fare un significativo salto in avanti.
Quali sono le criticità del nostro territorio che devono essere affrontate per far si che il comparto
turistico possa effettivamente caratterizzarsi come uno dei principali volani della nostra economia?
Ad oggi, la ricchezza prodotta dal comparto non è riuscita ad apportare sostanziali modifiche sul
piano occupazionale, il settore infatti continua a caratterizzarsi per una occupazione stagionale e
“grigia” in cui i contratti part-time sono la prassi e la gran parte delle stesse attività che hanno come
core business il turismo non hanno sviluppi considerevoli.
“Come Fisascat Umbria- conclude Natili- riteniamo opportuno che si apra un dibattito tra gli
addetti ai lavori. Dibattito che possa entrare nel merito sulle criticità che “tarpano le ali” ad un
territorio ricco di potenzialità e che necessità di una regia al fine di realizzare quelle sinergie
funzionali al raggiungimento del massimo obiettivo. Apriamo oggi stesso un tavolo tra gli operatori
del settore, le associazioni di rappresentanza delle imprese e dei lavoratori e le amministrazioni per
comprendere le criticità ed individuare una via di uscita”.