Il civismo è libertàIl

“Consiglio comunale dell’8 giugno ha certificato una frattura tra la maggioranza, o meglio, la parte del Consiglio Comunale che appoggia la Giunta Ruggiano (8 consiglieri oltre il Sindaco) e i rappresentanti del gruppo consiliare “Per Todi”, che di recente ha aderito alla rete di “Umbria Civica”.
La conseguenza è che, numeri alla mano, a Todi non si può più parlare di “minoranza” consiliare, ma di opposizione, essendo quest’ultima composta, allo stato, da 8 consiglieri, ossia lo stesso numero di quelli che appoggiano la Giunta Ruggiano.
Ma il dato che mi preme evidenziare è la presenza, tra le fila dell’opposizione, di almeno 5 membri che non si richiamano apertamente ad un partito, ma che rivendicano la loro natura civica.
Al contrario, tra i filo-governativi, risultano solo movimenti ideologicamente schierati, ossia Forza Italia, Fratelli d’Italia e Todi Tricolore, alias Casapound.
E un caso? No.
No, perché la frattura tra “Per Todi” dei consiglieri Ruspolini (ex Lega) e Sordini (ex Forza Italia) si è consumata proprio su un terreno che nulla ha a che fare con le ideologie, ossia quello della coerenza, delle promesse fatte agli elettori, della correttezza istituzionale e, last but not least, della legalità.
La frattura difatti nasce dal caso “Ranchicchio”, l’attuale Vicesindaco, al quale i predetti chiedevano di fare un passo indietro, in quanto accusato di mendacio, di aver svolto le proprie funzioni, nella passata consiliatura, in situazioni di incompatibilità, circostanza per la quale è in corso un procedimento amministrativo di restituzione di emolumenti non dovuti.
La frattura ha portato ad una mozione di sfiducia della Giunta (non è possibile sfiduciare il singolo assessore o il vicesindaco) e, di seguito, ad una presa di distanze su altri temi, come la battaglia per la sanità, un campo minato per la Giunta Ruggiano, la quale sembra più interessata a mantenere rapporti cordiali con la Giunta Regionale piuttosto che a rivendicare servizi per i territori; insomma: allineata e coperta!
Quanto sopra è la prova che esiste una politica delle idee (o del fare) ed una politica delle ideologie, e a livello locale la prima deve prevalere, ossia l’obiettivo deve essere quello di convergere verso l’utilità per la collettività, senza preconcetti ideologici.
Da qui l’importanza dei movimenti civici, i quali appaiono, al momento, l’unico contenitore, l’unica forza, in grado di mediare con i movimenti ideologici, ossia i partiti.
E’ un ritorno alle origini.
Esiste una scala gerarchica istituzionale, composto dalle cellule comunali, dal tessuto provinciale, dalla tela regionale ed oltre, sino alla Stato Unitario ed alle Organizzazioni internazionali.
Se così è, la politica deve nascere dal basso, in un legame indissolubile fra persone e territorio, utile anche a definire l’identità di una comunità.
La politica, quella delle idee e del fare, parte dal territorio.
Questa è la verità; quindi, ben vengano formazioni civiche, di qualsiasi estrazione; ben vengano persone che hanno deciso di “rovesciare la piramide”: non più dall’alto verso il basso, ossia nel nostro caso, dalla Regione al Comune, ma in senso contrario.
I rappresentanti degli Enti locali come portavoce dei cittadini, non come intermediari tra gli
interessi di partito e le necessità locali.
Siamo civici, siamo liberi.”


Fabio Catterini