FRATELLI D’ITALIA, OVVERO I TURISTI DELLA DEMOCRAZIA (A ROMA COME A TODI)

La vergognosa gazzarra messa in scena martedì dall’on. Giovanni Donzelli (vicepresidente del Copasir e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia) alla Camera, dove egli ha accusato il Partito Democratico e alcuni suoi parlamentari di contiguità con mafia e terrorismo (su tutti il sen. Walter Verini, cui va la nostra solidarietà e da sempre in prima fila nella lotta alle mafie) mentre si stava discutendo nella massima concordia l’istituzione della Commissione Parlamentare Antimafia, ha svelato plasticamente tutto l’analfabetismo istituzionale di Fratelli d’Italia e dei cosiddetti “nuovi al potere”.

Il fatto, poi, che l’oscena boutade di Donzelli fosse basata su documenti riservati fornitigli dal sottosegretario e compagno di partito Andrea Delmastro Delle Vedove rende ancora più grave e drammatica la vicenda in questione, visti i risvolti di sicurezza nazionale. Comportamenti da turisti della democrazia che la Presidente del Consiglio Meloni e lo stato maggiore di Fratelli d’Italia hanno ritenuto di non dover censurare, risultando, quindi, tacitamente approvati.

D’altronde, l’abitudine di Fratelli d’Italia a mettere gli interessi della propria casacca davanti a tutto difendendo anche l’indifendibile è ormai nota. Il caso di Todi ne è l’emblema, visto che per blindare la poltrona del vicesindaco Ranchicchio non si è esitato a determinare un blocco dell’azione amministrativa e a calpestare il Consiglio Comunale.

Il Partito Democratico si colloca all’opposto di questo modo di fare politica, orgoglioso di difendere le istituzioni prima di ogni cosa, lasciando volentieri a Fratelli d’Italia la bava alla bocca di Donzelli e l’attaccamento alla poltrona di Ranchicchio.

Partito Democratico Coordinamento PD Todi