I GRANDI INTERVENTI DI RECUPERO E RESTAURO DEI BENI CULTURALI DEL CENTRO STORICO DI TODI REALIZZATI CON I FONDI DELLA LEGGE SPECIALE.

Uno studio del dott. Alfonso Gentili


Gli interventi per il consolidamento, recupero e restaurodei beni monumentali, opere d’arte e siti archeologici ubicati nelle aree consolidate delle città di Orvieto e Todi sono stati progettati e realizzati dall’impresa Bonifica SpA di Roma (Presidente dr. G. Fortunato e trai consulenti l’arch. B. Sperandio di Trevi) del gruppo IRI-Iritecna in qualità di concessionaria, mediante convenzione del 5 luglio ’89, del Ministero per i beni culturali  e ambientali (Ministro Bono-PSDI e prima Vizzini-PSDI dal luglio ’87). La concessione di servizi venne affidatasulla base di un Programma di interventi approvato dallo stesso Ministero e finalizzato al recupero, restauro e valorizzazione dei centri storici delle due città umbre.Il Programma di interventi erafinanziato con i fondi statali stanziati dalle leggi speciali 227/84, 545/87 e 242/97 per un importo complessivo di lire 143 miliardi,di cui stimabili per Todi  circa 52 miliardi di lire.
L’impresa appaltatrice dei lavori di consolidamento e recupero dei beni monumentali e archeologici iniziati nel 1991 è stata l’Associazione temporanea d’imprese (A.t.i.) Fioroni Sistema spa (mandataria), Consorzio Cooperativo Costruzioni, Consorzio Recupero Umbria ’90, Edil 2000 srl, ICLA Costruzioni Generali spa, Fondedile, SEM-Società Edilizia Moderna, Todini spa e con la direzione tecnica per Todi di A. Pasimeni. Le imprese appaltatrici ed esecutrici degli interventi di restauro delle opere d’arte sono state COO.BE.C. arl, ESTIA srl, TEKNERESTAURO srl, Alberto Polidori, Paolo Giubboni, EDILTECNICA, Marcello Castrichini, Giantomassi-Zari, Mammoli. Il nuovo allestimento museale è stato curato da Centro Umbria Arte.
La funzione di Ingegnere capo è stata svolta prima dall’arch. Guglielmo Maria Malchiodi e dall’ottobre ’92dall’arch. Germana Aprato in qualità di Soprintendenti ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici (BAAAS) dell’Umbria. Per quanto riguarda la vigilanza sul consolidamento e restauro delle strutture d’interesse archeologico e i ritrovamenti connessi agli scavi la vigilanza è stata svolta dalla Soprintendente archeologica dell’Umbria dott.ssa Anna Eugenia Feruglio con l’assistenza di Paolo Bruschetti. La Direzione dei lavori è stata affidata con decreto ministeriale ai tecnici della Soprintendenza BAAAS dell’Umbria e specificamente all’arch. Giovanni Venturini per le opere monumentali e dalla dott.ssa Caterina Bon di Valsassina per le opere d’arte.  Per la città di Todi gli interventi  programmati e attuati hanno interessato i più importanti  beni monumentali del centro storico  e le opere d’arte custodite al loro interno.
Nei PALAZZI COMUNALI del secolo XIII e cioè i due edifici monumentali del Palazzo del Podestà prospiciente la piazza San Giovanni (oggi Garibaldi) e del Palazzo del Consiglio generale o Arengo (poi del Capitano del Popolo) sono stati eseguiti lavori di consolidamento e restauro architettonico, soprattutto al secondo piano di entrambi destinato interamente a sede del museo-pinacoteca per il quale occorreva anche ampliare gli spazi espositivi. Si trattò di lavori di completamento del consolidamento e di adeguamento del bene monumentale all’obbligo di superamento delle barriere architettoniche e alle norme di sicurezza in materia di musei e uffici pubblici, in particolare dopo la chiusura al pubblico della Pinacoteca disposta nel 1979 dall’allora direttore del Museo prof. F. Buchicchio per l’inagibilità della sala  Pinacoteca (sopra l’attuale sala delle Pietre) a causa del tetto pericolante.
Per il MUSEO CIVICO i lavori hanno riguardato, oltre il consolidamento della copertura, l’individuazione e realizzazione di un vano ascensore e di un vano scala d’emergenza sul retro del palazzo del Capitano nell’area prospiciente via San Bonaventura, nonché l’adeguamento degli impianti tecnologici e il nuovo allestimento completo dello stesso per una corretta esposizione delle opere. L’intervento di restauro delle Sala del Consiglio dei Priori (oggi Sala affrescata) ha interessato il soffitto ligneo intagliato e dipinto e i dipinti murali delle pareti, compresi tra gli altri l’affresco della Città con tutto il suo territorio di P.P. Sensini e la Leggenda della fondazione di Todi di I. Mei. Il progetto di allestimento del Museo civicoè stato articolato in cinque Sezioni tematiche: archeologica, numismatica, tessuti, ceramiche e pinacoteca  e con una prima ampia Sezione dedicata al Museo della città come memoria della storia della città e del suo territorio.  Nel percorso musealesono state inserite anche le chiese dei SS. Filippo e Giacomo e della SS. Trinità,di proprietà comunale e restaurate sempre con i fondi della legge speciale, esponendovi le opere provenienti dalle stesse e altre affini.
Nel PALAZZO DEI PRIORI del secolo XIV ma con l’innalzamento parziale e le merlature su tutto il fronte completati nel XVI secolo, posto a sud-ovest della piazza Maggiore (ora del Popolo) e con appesa sulla facciata l’aquila in bronzo argentato, simbolo del Comune di Todi e opera di G. Gigliuccio, con due aquilotti sulle ali aperte quali simboli di Amelia e Terni nel XIII secolo sottomesse a Todi, sono stati eseguiti lavori di restauro architettonico. Il palazzo era già stato  ampiamente restaurato nel XIX secolo e in particolare la grande sala del consiglio per poter adeguatamente ospitare la sede della Pretura dal 1870 (per questo detto anche Palazzo della Pretura). I lavori di restauro hanno riguardato le facciate dell’intero palazzo, compresa la torre trapezoidale, prospicienti su piazza del Popolo, via Mazzini e piazza Garibaldi con interventi di pulitura delle superfici a mattone e in pietra, la ricostruzione di conci in pietra degradati o mancanti, il consolidamento delle lesioni statiche superficiali e le operazioni di velatura e di protezione dei paramenti. Inoltre e’ stato eseguito un accurato restauro delle opere d’arte presenti nella sala delle Udienze e in particolare degli affreschi (San Cristoforo col Bambino, Maestà e stemmi del XIV e inizio XV sec.) in pessimo stato di conservazione dovuto alle infiltrazioni d’acqua bloccate con il restauro dell’edificio.
Il MONASTEO DELLE LUCREZIE (propriamente di San Giovanni), più noto a Todi come Convento delle Lucrezie, è stato legato alle vicende del Terzo Ordine Francescano  della città  sin dai primi decenni del secolo XV ed è ubicato nel rione Nidola sulla sommità di uno sperone del colle di Todi ove  la leggenda volle si posasse l’Aquila del mito della fondazione della città. Il complesso delle Lucrezie era posto a ridosso delle mura urbiche con la zona sottostante del fosso delle Lucrezie interessata fin d’allora al fenomeno delle frane, che nel 1760 fecero rovinare a valle parte delle mura cittadine contigue al monastero, un fabbricato e una strada interna della città. Il Convento fu acquisito al patrimonio comunale a seguito del Regio Decreto n. 3036 del 7 luglio 1866 per la soppressione delle Corporazioni religiose e che all’art. 20 prevedeva  la concessione, da parte dello Stato, ai Comuni e alle Province per usi di pubblica utilità dei fabbricati dei conventi soppressi se sgombri dai religiosi, anche se le terziarie francescane vi dimorarono fino alla fine del secolo. Nel salone superiore F. Morigi nel 1927 trasferì dall’Istituto Crispolti la sua bottega dell'”ars legnaminis“. Nei locali sottostanti aveva trovato sede in locazione dal ’19 l’Accademia dei Convivanti che aveva adattato il salone inferiore a teatrino per i filodrammatici aprendolo al pubblico la sera di capodanno del ’21. Nel secondo dopoguerra la sala venne destinata a cinematografo e una parte degli altri locali furono poi concessi in locazione ai fratelli Gentili, artigiani che continuavano l’attività appresa dal Morigi. La Chiesa era stata destinata a palestra della società sportiva”Marzia Todi”, poi a palestra scolastica e infine data in locazione ai Gentili. Il corpo superiore dell’ex convento è stato utilizzato come edificio scolastico sin dagli anni ’40 con la scuola Media statale “Amedeo di Savoia-Aosta”,poi accorpata a fine anni ’90 con la scuola Media “G. Cocchi” e con la nuova denominazione di Scuola secondaria di I grado “Cocchi-Aosta” avente sede nel nuovo edificio del piazzale G. F. degli Atti appena fuori Porta Fratta. La destinazione scolastica del corpo superiore dell’ex convento non è però venuta meno in quanto è stata adibita a sede del plesso di scuola Primaria “San Fortunato-Santa Prassede”,l’unica con classi a tempo pieno della città di Todie anche a sede della scuola dell’Infanzia ex via Cesia. Nel piano più basso dell’ex convento si trova il c.d. “Nido dell’Aquila” che consiste in un ampio spazio accessibile dall’interno e utilizzato pure per feste da ballo all’aperto ma poi dichiarato inagibile da inizio anni sessanta, mentre il piano superiore è stato anche sede dell’astuccificio “Bomet” e poi dell’Ufficio di collocamento.
Il restauro architettonico del complesso monumentale delle Lucrezie, oltre ai vari interventi statici, e’ consistito nel recupero e adeguamento di alcuni spazi del complesso conventuale per destinarli ad attività culturali come esposizioni, auditorium, spettacoli e accoglienza. Importanti lavori di restauro conservativo sono stati effettuati nel loggiato che si apre ad “U” sulla valle del Tevere, con interventi di consolidamento e restauro pittorico delle decorazioni delle travi e pianelle. Si è provveduto anche al rifacimento di tutti gli intonaci della struttura, poi tinteggiati con terre naturali. Tutta la pavimentazione è stata ricostruita in cotto e sono stati altresì ricostruiti tutti gli impianti necessari con adeguamento alle norme di prevenzione incendi e, per quanto possibile, all’abbattimento delle barriere architettoniche. Per quel che riguarda la Chiesa di San Giovanni, in pessime condizioni di conservazione anche per il precedente uso improprio dell’edificio, è stato eseguito il recupero conservativo del campanile e del portale in pietra arenaria e nell’abside è stato riportato alla luce un ciclo di affreschi risalente alla prima metà del ‘600 in precedenza coperto con uno strato di calce e raffigurante entro i riquadri Storie della vita della Vergine e di San Giovanni Battista, entro le lunette Santi Francescani e entro i medaglioni al centro dell’ombrello mistico quattro figure di Sante e le Virtù teologali (nella calotta absidale).        
Il CONVENTO DI  SAN FORTUNATO è stato legato anch’esso  alla vicende tuderti dell’Ordine Francescano che, dopo un primo insediamento all’esterno del perimetro urbano in loc. Sant’Arcangelo delle Fontane, volle entrare a far parte della realtà religiosa e sociale della città e a metà secolo XIII i Minori francescani permutarono la prima sede con il convento di San Fortunato  allora occupato dalla comunità di Benedettini Vallombrosani e che, insieme alla chiesa omonima, era collocato nel borgo alto della città. L’insediamento in città dei Minori francescani sottintendeva la volontà di costruire una nuova chiesa e di ampliare il convento stesso. Quel secolo segnò il momento di massimo sviluppo della comunità francescana di Todi e il convento diventò sede della Soprintendenza sugli altri edifici monastici con la carica di custodia tudertina nella provincia dell’Umbria. Nella sacrestia della chiesa era custodito l’Archivio Secreto di San Fortunato che, ritrovato e riordinato  nel 1860 dal conte Lorenzo Leoni dopo secoli d’incuria, fu trasportato insieme alla Biblioteca al primo piano dell’ex convento (poi divenuto sede delle scuole elementari di San Fortunato). Nel 1918 tutto il materiale  fu trasportato al secondo piano dei Palazzi comunali. Il complesso conventuale che occupa un’ampia area dietro la Chiesa già prima dei lavori di ristrutturazione si articolava su tre livelli sovrapposti con al piano terra il magazzino comunale, la rimessa di auto con grandi ambienti voltati e la centrale termica dell’archivio. Il primo piano (già sede della scuola elementare di San Fortunato con ingresso sul lato est della Chiesa) era occupato dall’Archivio storico comunale di rilevante importanza, con la sala di lettura, gli uffici e la serie di depositi dei suoi preziosi volumi. Il secondo piano (in parte già sede della scuola Media statale “G. Cocchi” dal 1942 al 1978 quando fu trasferita nel nuovo edificio fuori le mura e con ingresso sul lato ovest della Chiesa dalla prima porta nel chiostro dell’ex convento) invece era occupato dal Ginnasio municipale sin dal 1871, poi dal Regio Ginnasio Jacopone dal 1929 e dal Regio Liceo Ginnasio Jacopone dal ’35. Dal ’46, con la Repubblica, divenne il Liceo Ginnasio statale “Jacopone da Todi” fino al ’94 quando assunse la nuova denominazione di Liceo”Jacopone da Todi” a seguito dell’accorpamentocon il Liceo scientifico statale “Donato Bramante”di via Roma fondato nel ’69 (con dal 1985 Preside dello stesso l’innovatore prof. F. Tofanetti e, dal ’94 fino al collocamento a riposo nel 2008, del nuovo polo scolastico comprensivo di tre indirizzi liceali (Classico, Linguistico– dal 1992 (Preside prof. R. Cassisi)- e Scientifico) ai quali si è poi aggiunto nel 2011 anche l’indirizzo liceale delle Scienze Umane (Dirigente scolastico prof. S. Guarente). La sede del Liceo classico ha l’accesso sul lato ovest della Chiesa (con la contigua piazza Pignattaria dove un tempo si teneva la “fiera delle cocce”) e dalla seconda porta presente nel ben conservato chiostro; in parte è sopraelevata e prospiciente il piazzale della Rocca.
I lavori di consolidamento statico,dato anche un antico e noto movimento franoso, e di ristrutturazione architettonica e impiantistica del grande complesso ex conventuale, con particolare attenzione anche al sistema di smaltimento delle acque meteoriche  provenienti dai tetti del convento e della chiesa, sono stati progettati ed eseguiti in funzione delle destinazioni d’uso indicate dall’Amministrazione comunale e specificamente la nuova sede della Biblioteca comunale “L. Leoni”,lasede dell’Archivio storico comunale e ilmantenimento della destinazione a Scuola secondaria di II grado e cioè in funzione di tre servizi fondamentali per la cittadinanza. In particolare è stato scelto di ubicare l’Archivio storico al piano terra dell’imponente edificio anche per motivi statici, la Biblioteca al primo piano creando però un collegamento verticale (corpo scala e relativo ascensore) per unire le due parti tra loro complementari e lasciando tutto l’ultimo piano, oltre la palestra (ex refettorio benconservato) al piano primo, all’antica e prestigiosa Scuola secondaria superiore nella quale tanti di noi cittadini di Todi negli anni ci siamo veramente formati e che ricordiamo sempre con gratitudine (Preside prof. G. Bilancini,  per noi diplomati del luglio ’67).
La CHIESA DI SAN FORTUNATO, di stile gotico eche con la sua mole maestosa sovrasta il centro storico della città di Todi, trae origine dalla volontà dei Minori francescani, una volta presa dimora  sulla vetta del colle nell’ex convento dei Vallombrosani, di realizzarvi accanto un nuovo tempio dedicato al patrono di Todi,in gara con i Domenicani che vivevano nel convento di San Leucio, antica abbazia confinante con il convento poi abbattuta verso la fine del XIV secolo per costruivi la Rocca. Iniziati “in Anno Domini 1292, septimo idus Iunii” i lavori vennero ultimati solo nella seconda metà del XV secolo (ma con la decorazione della facciata rimasta incompiuta) insieme all’attiguo grande campanile gotico che originariamente aveva la terminazione a palla di rame con angelo sovrastante, poi distrutta da un fulmine a metà ‘700 e sostituta con l’aquila, simbolo civico di Todi. Nella cripta sono conservate oltre le urne funerarie dei santi protettori della città (Santi Fortunato, Callisto e Cassiano insieme a quelle delle Sante Romana e Degna) anche le ossa di Jacopone da Todi.
I lavori eseguiti con i fondi della legge speciale sono consistiti nella revisione e impermeabilizzazione del manto di copertura, nel consolidamento e restauro di alcuni elementi strutturali dell’edificio monumentale e nella realizzazione dei vari impianti tecnologici a norma di legge. L’impermeabilizzazione ha riguardato le due falde più basse della copertura del tempio in corrispondenza delle due cappelle laterali dove si verificavano infiltrazioni d’acqua piovana minacciandone le decorazioni e mettendone a rischio la conservazione. E’ stato tolto il vecchio canale di gronda e realizzato un ampio canale di raccolta delle acque piovane garantendo un efficace smaltimento delle stesse nelle fognature cittadine senza più perdite e continue infiltrazioni di acqua nelle fondazioni. Sono stati eseguiti i lavori di sostituzione, con nuovo materiale simile, delle strutture di copertura completamente fatiscenti della sala adiacente alla sagrestia (a sx dell’altare) e della Cappella Gregoriana (a dx dell’Altare). E’ stato realizzato anche un sistema complesso di impianti che ha reso l’edificio utilizzabile anche per manifestazioni con grande affluenza di pubblico e idoneo a garantire la sicurezza dei beni ivi contenuti, come l’impianto antintrusione, l’impianto di rilevamento fumi, il sistema di controllo con telecamere a circuito chiuso per la sicurezza della cripta e il nuovo impianto elettrico e di illuminazione.
(Fine parte prima)
Li 20 novembre 2023
Dott. Alfonso Gentili, già Segretario Generale del Comune di Todi (1989-2000)
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