Ma quand’è che l’ospedale di Pantalla verrà restituito alla Media Valle del Tevere come era prima che venisse convertito in COVID Hospital?

Comunicato Gruppi Consiliari Partito DemocraticoTodi CivicaPartito Socialista Italiano 


C’è qualcosa che non ci convince nel gioco delle parti fra i rappresentanti istituzionali regionali e nazionali della Lega e i sindaci ( in particolare di centro destra) della Media Valle Tevere. Se infatti, i primi, si “sperticano” nel presentare con straordinaria enfasi le graduali –  e in alcuni casi scontate –  riaperture di una parte dei servizi ospedalieri, i secondi continuano la loro interlocuzione con la giunta regionale, evidenziando forti preoccupazioni e chiedendo un cambio di linea rispetto alle scelte adottate dalla massima assise umbra. Non è chiaro pertanto se il futuro dell’ospedale comprensoriale trovi lettura nell’ottimismo con cui il Consigliere Regionale Peppucci tratta la questione o se, al contrario, siano fondate le perplessità espresse dai primi cittadini del nostro territorio. Una contraddizione interna soprattutto alle forze politiche di maggioranza che non ci lascia in alcun modo tranquilli. Rimaniamo convinti del fatto che individuare la struttura di Pantalla quale presidio Covid per le future, possibili, emergenze sia stato un grosso errore, da correggere. È evidente che l’ospedale di Pantalla, se piegato a questa scelta, non potrà in alcun modo riavere tutti i servizi di cui disponeva. La predisposizione della week surgery ( chirurgia dal lunedì al venerdì ) non può sostituire quella h24 presente prima del Covid. Non si fa cenno alcuno al Punto Nascita, alla Pediatria e rimangono incognite su Ostetricia e Ginecologia. A ciò si aggiunga che l’impoverimento dell’ offerta sanitaria peserà anche su quei reparti di eccellenza di cui disponeva la struttura. Per citarne alcuni: la Radiologia, il Centro Riabilitazione e la Gastroenterologia, quest’ultima, addirittura, accreditata dalla Società Italiana di Endoscopia Digestiva per l’alta qualità del servizio offerto. In questo quadro è facilmente prevedibile una lunga agonia dell’ospedale e conseguenti azioni future su un sua riconversione. Serve cambiare strategia e serve chiarezza, che al momento, gli atteggiamenti contraddittori della politica, non offrono. In questo senso anche le nomina del futuro dirigente sanitario, riteniamo, dovrà tenere conto del fattore territoriale, valorizzando le esperienze ad esso legate, al fine di rappresentare e guidare al meglio un ospedale che deve rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio.
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