{"id":5806,"date":"2024-03-15T19:43:18","date_gmt":"2024-03-15T18:43:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5806"},"modified":"2024-03-15T19:44:58","modified_gmt":"2024-03-15T18:44:58","slug":"la-figura-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-nelle-costituzioni-del-regno-e-della-repubblica-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5806","title":{"rendered":"LA FIGURA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI NELLE COSTITUZIONI DEL REGNO E DELLA REPUBBLICA."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>P<em>arte terza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5793\" width=\"269\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Gentili-Alfonso.jpg 1059w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dopo l&#8217;elezioni politiche del <strong>febbraio 2013<\/strong> con risultati che, pur con il sistema maggioritario vigente, non consentivano la formazione di una maggioranza di Governo omogenea nelle due Camere e con il <strong>rinnovo<\/strong>, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, del <strong>mandato al Presidente della Repubblica G. Napolitano<\/strong> che per\u00f2 lo ricopr\u00ec solo per meno di due anni fino al gennaio &#8217;15, si riusc\u00ec nell&#8217;aprile &#8217;13 a formare il Governo delle c.d. &#8220;larghe intese&#8221;(<strong>Governo Letta <\/strong>&#8211; di grande coalizione (PD-PdL\/NCD-SC-UdC-PpI-RI). Il Presidente Napolitano comunque volle anche affidare ad una <strong>Commissione di esperti<\/strong> la stesura di un indice di argomenti per la riforma del sistema bicamerale e della forma di Governo al fine di favorire <strong>la nascita di Governi stabili ed efficienti<\/strong>. Il Governo Letta present\u00f2 quindi&nbsp; alle Camere una proposta di legge costituzionale per l&#8217;istituzione di un <strong>Comitato bicamerale di 42 parlamentari<\/strong> con il compito di redigere uno o pi\u00f9 progetti da approvare in Parlamento e sottoporre in ogni caso a referendum popolare. Tale progetto veniva per\u00f2 presto abbandonato con la nascita nel <strong>febbraio &#8217;14<\/strong> del <strong>Governo Renzi <\/strong>(<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_Democratico_(Italia)\">PD<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nuovo_Centrodestra\">NCD<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_di_Centro_(2002)\">UdC<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scelta_Civica\">SC<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_Socialista_Italiano_(2007)\">PSI<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Democrazia_Solidale\">DemoS<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Centro_Democratico_(Italia)\">CD<\/a>) che, a sua volta, predispose un&#8217;ampia <strong>riforma della Costituzione<\/strong> (con Ministra per le riforme costituzionali<strong> Boschi<\/strong>). La riforma, che peraltro non riguardava sostanzialmente i titoli II e III della parte II Cost. (Ordinamento della Repubblica), fu approvata dal Parlamento ma venne clamorosamente bocciata dal<strong> terzo referendum popolare<\/strong> del <strong>4 dicembre &#8217;16 <\/strong>(59,12% dei no), con le preannunciate dimissioni del capo del Governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo il <strong>quarto referendum popolare<\/strong> del&nbsp; 20 e 21 <strong>settembre 2020 &nbsp;<\/strong>ha riguardato la legge di revisione costituzionale d&#8217;iniziativa del senatore <strong>Quagliariello<\/strong> di centro-destra (in quota IDeA) approvata in seconda votazione dal Senato nel luglio &#8217;19 (Governo <strong>Conte I&nbsp; <\/strong>-M5S-LSP-MAIE) e dalla Camera nell&#8217;ottobre &#8217;19 (Governo <strong>Conte II <\/strong>&#8211; M5S-PD-LeU-IV-MAIE) relativa alle modifiche degli articoli 56, 57 e 59&nbsp; Cost. in materia di <strong>riduzione del numero dei parlamentari<\/strong> che di fatto per\u00f2 ha contribuito a sminuire il fondamentale ruolo di intermediazione e la centralit\u00e0 dell&#8217;unica <strong>istituzione direttamente rappresentativa <\/strong>della nostra <strong>Repubblica democratica<\/strong>. La legge costituzionale approvata ha previsto un consistente taglio dei componenti di ambedue i rami del Parlamento con la riduzione dei <strong>deputati<\/strong> da 630 a <strong>400<\/strong> e dei <strong>senatori<\/strong> da 315 a <strong>200 <\/strong>e ha specificato che il numero complessivo dei <strong>senatori a vita<\/strong> di nomina del Presidente della Repubblica e in carica non pu\u00f2 essere in alcun caso superiore a <strong>5.<\/strong> Il quesito referendario, in tempi di crescente populismo, ha ottenuto anche una <strong>larga approvazione popolare<\/strong> (quasi il 70% dei s\u00ec), con la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto al voto (anche se non necessaria) e con la promulgazione e pubblicazione della l. c. n. <strong>1<\/strong> del 19 <strong>ottobre 2020<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati dei <strong>referendum costituzionali<\/strong> finora svolti appaiono comunque indicare che il popolo (e pi\u00f9 precisamente il <strong>corpo elettorale<\/strong>) del nostro Paese non sembra gradire modifiche sostanziali all&#8217;assetto dell&#8217;<strong>ordinamento della Repubblica <\/strong>(Parte II Cost.) e specialmente i <strong>rafforzamenti di potere<\/strong> di singoli organi dello <strong>Stato<\/strong> come quelli della figura del <strong>capo del Governo<\/strong> (Cfr. il risultato del referendum del &#8217;06 sulla c. d. &#8220;<em>grande riforma<\/em>&#8221; nella parte seconda del presente studio). Questa avversione sembra derivare dalla <strong>saggezza e prudenza<\/strong> dei cittadini elettori forse anche perch\u00e9 <strong>memori<\/strong> o comunque ben <strong>consapevoli<\/strong> delle tragiche conseguenze subite dal popolo italiano dopo la <strong>svolta autoritaria <\/strong>attuata nel secolo scorsodal regime fascista e messa in atto gi\u00e0 con la legge n. <strong>2263<\/strong> del <strong>dicembre 1925<\/strong> (Governo <strong>Mussolini<\/strong>-dal &#8217;22 al &#8217;43- del <strong>Partito Nazionale Fascista<\/strong> (PNF) fondato a Roma nel novembre &#8217;21 come forza <strong>nazionalista,<\/strong> <strong>conservatrice<\/strong>, antisocialista e antiliberale). Quella vecchia legge introdusse in Italia la figura del<strong> Primo ministro<\/strong> (o c.d. <strong>Premier<\/strong> e <strong>premierato<\/strong>) con la funzione di <strong>Capo del Governo<\/strong> (Art. 1). In precedenza il Re, in base allo Statuto Albertino, era &#8220;<em>Capo Supremo dello Stato<\/em>&#8221; e anche capo del Governo in quanto &#8220;<em>al Re solo appartiene il <strong>potere esecutivo<\/strong><\/em>&#8221; (art. 5)&nbsp; e &#8220;<em>Il Re nomina e revoca i <strong>suoi<\/strong> Ministri<\/em>&#8221; (art. 65), oltre al fatto che &#8220;<em>Il <strong>potere legislativo<\/strong> sar\u00e0 collettivamente esercitato dal Re e da due Camere: Il Senato, e quella dei Deputati <\/em>(art. 3) . Con la legge del &#8217;25 il ruolodi <strong>capo del Governo<\/strong>, oltre ad essere stato attribuito al <strong>Primo ministro<\/strong>,fu anche <strong>notevolmente rafforzato<\/strong> nei confronti del Parlamento che invece venne poi progressivamente <strong>esautorato<\/strong> dai suoi <strong>compiti<\/strong> <strong>legislativi <\/strong>fino a che, dal novembre &#8217;26, si ebbe la fine&nbsp; di ogni vita politica e la piena realizzazione del <strong>regime autoritario<\/strong> (e cio\u00e8 la trasformazione dello Stato in senso <strong>autoritario <\/strong>in cui la sovranit\u00e0 \u00e8 esercitata da un <strong>partito egemone<\/strong> o da un <strong>dittatore<\/strong>). Si pervenne alla soppressione delle <strong>libere elezioni<\/strong> e alla <strong>fine del regime parlamentare <\/strong>democratico&nbsp; e liberale che fu sostituito da un <strong>regime dittatoriale<\/strong> <strong>a partito unico<\/strong> incentrato sull&#8217;<strong>autorit\u00e0 del capo del Governo<\/strong> e sul <strong>terrore poliziesco<\/strong>. Infine nel <strong>marzo &#8217;39<\/strong> si arriv\u00f2 anche allo <strong>scioglimento<\/strong> della<strong> Camera dei deputati elettiva<\/strong>, sostituendola con la Camera dei fasci e delle corporazioni non elettiva, mentre il <strong>Senato<\/strong> era composto di membri ultraquarantenni <strong>nominati a vita dal Re<\/strong> in numero non limitato. Abbastanza forte appariva la <strong>somiglianza di contenuto<\/strong> della legge di revisione costituzionale della c.d. &#8220;<em>grande riforma<\/em>&#8221; approvata in Parlamento nel <strong>novembre &#8217;05<\/strong> (Governo <strong>Berlusconi III (FI-AN-LN<\/strong> e altri) con&nbsp; la legge n. <strong>2263<\/strong> di cui sopra emanata 80 anni prima dal regime fascista, ma la stessa per fortuna fu poi <strong>nettamente bocciata <\/strong>(con il 61,29% dei no) appunto dalla <strong>maggiore saggezza e prudenza<\/strong> del corpo elettorale nel referendum del <strong>giugno &#8217;06<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La forma di governo <\/strong>costituzionale vigente nella Repubblica italiana \u00e8 infatti quella in cui&nbsp; la <strong>sovranit\u00e0 <\/strong>\u00e8 ripartita tra <strong>organi costituzionali diversi<\/strong> e in cui vige il principio della <strong>separazione dei poteri <\/strong>(<strong>legislativo, esecutivo e giudiziario<\/strong>). Nella forma di <strong>Governo parlamentare <\/strong>scelta dai padri costituenti<strong> i due pilastri <\/strong>sono da un lato <strong>il Governo nominato<\/strong> <strong>dal Capo dello Stato<\/strong> che deve godere della sua fiducia e per\u00f2 anche della <strong>fiducia del Parlamento <\/strong>e dall&#8217;altro lato&nbsp; il <strong>potere del Capo dello Stato di sciogliere le Camere <\/strong>anticipatamente, investendo cos\u00ec il <strong>corpo elettorale<\/strong> del compito di rinnovare il Parlamento. In questo assetto istituzionale nasce una <strong>doppia responsabilit\u00e0<\/strong>&nbsp; <strong>del Governo <\/strong>(e vale a dire del<strong> Consiglio dei Ministr<\/strong>i,quale <strong>organo<\/strong> della Repubblica previsto dal titolo III, sezione I della parte II Cost.) sia verso il<strong> Presidente della Repubblica <\/strong>che lo <strong>nomina<\/strong> che verso il<strong> Parlamento<\/strong> che gli concede la <strong>fiducia<\/strong> ma pu\u00f2 anche togliergliela e in tal caso il Capo dello Stato \u00e8 obbligato a <strong>licenziare il Governo<\/strong> e formarne un altro che riesca a&nbsp; godere della fiducia del Parlamento. Ove invece il Capo dello Stato intenda <strong>sostenere il Governo <\/strong>e non licenziarlo ha solo il <strong>potere di sciogliere anticipatamente le Camere<\/strong> nella speranza che il <strong>nuovo Parlamento<\/strong> dia<strong> la fiducia<\/strong> (negata dal precedente) alla linea e al programma del Governo approvandone la politica condivisa appunto dal Presidente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio sull&#8217;<strong>ordinamento della Repubblica <\/strong>(parte II Cost.) e sulla forma di Governo torna di nuovo ad incidere il <strong>disegno di legge costituzionale n. 935 <\/strong>recante &#8220;<em>Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l\u2019elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilit\u00e0 del Governo e l\u2019abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica<\/em>&#8221; d&#8217;iniziativa governativa che \u00e8 stato presentato il 15 <strong>novembre &#8217;23<\/strong> dalla <strong>Presidente del Consiglio G. Meloni<\/strong> di <strong>Fratelli d&#8217;Italia <\/strong>(partito di cui \u00e9 la Presidente sin dal marzo &#8217;14)in carica dal 22 <strong>ottobre &#8217;22<\/strong> e gi\u00e0 <strong>Ministra per la giovent\u00f9 <\/strong>del Governo <strong>Berlusconi IV<\/strong>, dal maggio &#8217;08 al novembre &#8217;11, in quota <strong>Popolo della Libert\u00e0<\/strong> (PdL che eranato dall&#8217;unione di FI e di<strong> AN<\/strong>) e dalla <strong>Ministra<\/strong> per le riforme istituzionali <strong>Alberti Casellati <\/strong>(di <strong>FI<\/strong> e gi\u00e0 Presidente del Senato dal &#8217;18 al &#8217;22).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alleanza Nazionale<\/strong> (AN) \u00e9 stata una forza politica <strong>nazionalista<\/strong> e <strong>conservatrice<\/strong> di<strong> destra<\/strong> c.d. <strong>post-fascista<\/strong>, nata nel <strong>gennaio &#8217;94<\/strong> come lista elettorale (AN-MSI) per l&#8217;elezioni politiche del <strong>marzo &#8217;94<\/strong> dalle quali deriv\u00f2 il Governo <strong>Berlusconi I <\/strong>delPolo delle Libert\u00e0 e del Buon Governo composto da <strong>FI-LN-MSI\/AN-CCD-UDC <\/strong>e unico Governo della Repubblica che ha visto la presenza anche di <strong>esponenti del MSI<\/strong> (poi sciolto nel &#8217;95) ma che \u00e8 &nbsp;rimasto per\u00f2 in carica solo otto mesi causa l&#8217;uscita dalla maggioranza della <strong>Lega Nord<\/strong> del fondatore <strong>U. Bossi<\/strong>. Viene anche ritenuto il primo governo della c.d. &#8220;<strong>Seconda Repubblica&#8221; <\/strong>caratterizzata dal consolidamento dei <strong>due schieramenti opposti<\/strong> di centro-destra e di centro- sinistra. <strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>AN<\/strong> era poi divenuta partito dal<strong> &#8217;95<\/strong> con leader e presidente <strong>G. Fini <\/strong>(peraltro gi\u00e0 <strong>segretario del MSI <\/strong>dal &#8217;87 al &#8217;90 e dal &#8217;91 al &#8217;95) fino alla confluenza appunto nel <strong>PdL<\/strong> e al conseguente <strong>scioglimento di AN <\/strong>nel marzo &#8217;09. Il partito di <strong>AN<\/strong>, che nel simbolo conservava anche la <strong>fiamma tricolore<\/strong> con sotto la scritta <strong>M.S.I.<\/strong>, era composto dal <strong>MSI-DN<\/strong> (derivante dalla confluenza nel MSIdel partito dei monarchici nel &#8217;72) e da altre associazioni e personalit\u00e0 di destra. Il partito <strong>MSI-DN<\/strong> venne sciolto il 27 <strong>gennaio &#8217;95 <\/strong>proprio dal congresso di AN con la c.d. &#8220;<strong>svolta di Fiuggi<\/strong>&#8221; di <strong>G. Fin<\/strong>i,chene \u00e8 stato anche l&#8217;ultimo Segretario. Il <strong>Movimento Sociale Italiano<\/strong>, con simbolo la <strong>fiamma tricolore<\/strong> e sotto la scritta M.S.I., era statounpartito d&#8217;ispirazione <strong>neofascista <\/strong>(cio\u00e8 volta a <strong>rivitalizzare<\/strong> l&#8217;ideologia fascista) fondato nel <strong>dicembre &#8217;46<\/strong> da alcuni reduci della <strong>Repubblica Sociale Italiana<\/strong> (RSI) come <strong>G. Almirante<\/strong> ed ex esponenti del regime. Era ritenuto l&#8217;erede del <strong>Partito Fascista Repubblicano<\/strong> (PFR), quale partito unico della RSI, fondato da <strong>Mussolini<\/strong> (dopo la caduta del fascismo il <strong>25 luglio &#8217;43<\/strong>) per combattere fino all&#8217;ultimo <strong>a fianco della Germania nazista<\/strong> e <strong>contro gli Alleati<\/strong>. Nel gennaio &#8217;95 gli aderenti al disciolto MSI-DN erano poi confluiti in gran parte appunto nel partito di <strong>AN di destra<\/strong> e solo in parte in quello del <strong>Movimento Sociale Fiamma Tricolore <\/strong>(MSFT), noto come Fiamma Tricolore, di <strong>estrema destra e neofascista<\/strong> di <strong>P. Rauti<\/strong> e altri esponenti del MSI oppositori alla c.d. svolta di Fiuggi.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp; tradizione politica di AN, dopo lo scioglimento nel &#8217;09, \u00e8 stata poi raccolta dal partito di Fratelli d&#8217;Italia-Alleanza Nazionale pi\u00f9 noto come <strong>Fratelli d&#8217;Italia (FdI) <\/strong>avente ancora nel simbolo la <strong>sigla M.S.I.<\/strong> sotto la <strong>fiamma tricolore<\/strong> e il nome di <strong>AN<\/strong> fino al <strong>&#8217;17 <\/strong>e con la stessa sede nazionale gi\u00e0 del MSI e di AN a Roma in via della Scrofa. Questo nuovo partito \u00e8 stato fondato nel <strong>dicembre &#8217;12<\/strong> da <strong>La Russa, Crosetto, Meloni<\/strong> e altri di provenienza AN, PdL e MSI a seguito di una <strong>scissione dal PdL<\/strong>, che poi si dissolse nel <strong>novembre &#8217;13<\/strong> dopo l&#8217;ulteriore scissione del Nuovo Centrodestradi Alfano e la rinascita di Forza Italia.<strong> Fratelli d&#8217;Italia<\/strong>, il maggiore partito italiano alle ultime elezioni politiche del 25 <strong>settembre &#8217;22 <\/strong>(26% dei voti contro il 4,30% di quelle del &#8217;18), \u00e8 nato come partito di <strong>destra post-fascista<\/strong> prosecutore della <strong>destra parlamentare di AN <\/strong>quale <strong>evoluzione del MSI<\/strong>. Non a caso per\u00f2 <strong>FdI <\/strong>nel suo simbolo ha continuato e continua tuttora a mantenere la<strong> fiamma tricolore <\/strong>gi\u00e0 utilizzata storicamente come simbolo dal <strong>MSI<\/strong>,a differenza per esempio del <strong>Partito Democratico <\/strong>(PD), il secondo partito (19% dei voti) alle stesse elezioni del &#8217;22, che \u00e8 stato fondato nell&#8217;<strong>ottobre &#8217;07 <\/strong>come partitodi <strong>centro-sinistra<\/strong> nato dalla fusione dei <strong>DS<\/strong> con <strong>La Margherita<\/strong> e con <strong>W.<\/strong> <strong>Veltroni<\/strong> eletto Segretario nazionale. Questo nuova formazione politica era stata preceduta appunto dal partito dei <strong>Democratici di Sinistra <\/strong>(DS) che, gi\u00e0 dalla nascitanel <strong>febbraio &#8217;98<\/strong>, non aveva pi\u00f9 nel simbolo la tradizionale <strong>falce e martello<\/strong> del Partito Comunista Italiano. Dopo le elezioni politiche anticipate dell&#8217;<strong>aprile &#8217;96 <\/strong>vinte dal centro-sinistra (L&#8217;Ulivo)il partito dei <strong>DS<\/strong> ha avuto come primo segretario <strong>M. D&#8217;Alema<\/strong>,il quale poi \u00e8 anche diventato <strong>Presidente del Consiglio dei ministri<\/strong> ed \u00e8 stato <strong>l&#8217;unico esponente<\/strong> di un partito di sinistra ex-comunista a ricoprire tale carica nella storia della Repubblica Italiana fino ad oggi, pi\u00f9 precisamente nei due Governi <strong>D&#8217;Alema I e II <\/strong>del L&#8217;Ulivo (ottobre &#8217;98 -aprile &#8217;00). Il<strong> PCI<\/strong>,avente la sede nazionale a Roma in via delle Botteghe Oscure,era statosciolto nel <strong>febbraio &#8217;91<\/strong> su iniziativa del Segretario <strong>A. Occhetto <\/strong>e sostituitodal <strong>Partito democratico della Sinistra <\/strong>(PDS) quale evoluzione dello stesso PCI e avente ancora nel simbolo la <strong>falce e martello<\/strong> e la scritta <strong>P.C.I.<\/strong> sotto la nuova <strong>Quercia<\/strong>, mentre una parte minoritaria aveva dato vita con <strong>A. Cossutta<\/strong> al Partito della <strong>Rifondazione Comunista<\/strong> (PRC) di estrema sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine \u00e8 anche da ricordare che l&#8217;organizzazione giovanile del MSI-DN denominata <strong>Fronte della Giovent\u00f9<\/strong> (FdG) di estrema destra<strong> nazionalista e neofascista<\/strong>, derivata dalla <strong>Giovane Italia<\/strong> del c.d. &#8220;Misse&#8221;, e in attivit\u00e0 dal &#8217;71 al &#8217;96, aveva visto l&#8217;adesione attiva sia dell&#8217;attuale <strong>Presidente del Consiglio dei ministri<\/strong> e Presidente in carica di FdIa partire dal &#8217;92 che dell&#8217;attuale <strong>Presidente del Senato<\/strong> negli anni &#8217;70, quando addirittura ne era uno dei capi a Milano. Tutto questo anche per significare che i fatti e gli eventi della <strong>storia contemporanea <\/strong>soprattutto <strong>del<\/strong> <strong>proprio Paese <\/strong>se non del mondo intero, forse ancora poco studiata nelle scuole superiori, non dovrebbero essere mai<strong> ignorati <\/strong>o&nbsp; <strong>dimenticati <\/strong>e nemmeno <strong>sottovalutati <\/strong>da parte dei <strong>cittadini elettori<\/strong> che tutti insieme (il <strong>corpo elettorale<\/strong>) sono l&#8217;organo originario dello <strong>Stato democratico<\/strong> in quanto &#8220;la sovranit\u00e0 appartiene al popolo&#8221; (art. 1 Cost.) e neanche da parte dei <strong>cittadini <\/strong>che in numero crescente<strong> non vanno pi\u00f9 a votare<\/strong> e la cui scelta, quale che ne sia il motivo, \u00e8 sempre un <strong>errore grave<\/strong> in quanto lasciano decidere gli altri anche se addirittura fossero una minoranza. Questa evenienza forse meriterebbe l&#8217;attenzione delle Camere legislative anche se troppo occupate quotidianamente a convertire la miriade di <strong>decreti legge provvedimento<\/strong> emanati dal potere esecutivo (Governo) che inoltre, con l&#8217;utilizzo troppo frequente della questione di fiducia, sta gi\u00e0 di fatto assumendo <strong>anche il potere legislativo <\/strong>contro il principio fondamentale della <strong>separazione dei poteri <\/strong>proprio di uno <strong>Stato democratico<\/strong> (e non di uno <strong>Stato autoritario<\/strong>)e che purtroppo sta divenendo meno rilevante.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine parte terza<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Li&nbsp; 15 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte terza Dopo l&#8217;elezioni politiche del febbraio 2013 con risultati che, pur con il sistema maggioritario vigente, non consentivano la formazione di una maggioranza di Governo omogenea nelle due Camere e con il rinnovo, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, del mandato al Presidente della Repubblica G. Napolitano che per\u00f2 lo ricopr\u00ec &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5806\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,46],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5806"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5806"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5807,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5806\/revisions\/5807"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}