{"id":5712,"date":"2023-12-30T15:32:29","date_gmt":"2023-12-30T14:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5712"},"modified":"2023-12-30T15:32:30","modified_gmt":"2023-12-30T14:32:30","slug":"i-grandi-interventi-di-recupero-e-restauro-dei-beni-culturali-del-centro-storico-di-todi-realizzati-con-i-fondi-della-legge-speciale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5712","title":{"rendered":"I GRANDI INTERVENTI DI RECUPERO E RESTAURO DEI BENI CULTURALI DEL CENTRO STORICO DI TODI REALIZZATI CON I FONDI DELLA LEGGE SPECIALE."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><em><strong>(Parte seconda)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Continua il lavoro del dott. Gentili sui beni Culturali di Todi<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/gentili-alfonso.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4742\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il <strong>PALAZZO DEL VIGNOLA<\/strong> \u00e8 un bene culturale di <strong>propriet\u00e0 ecclesiastica<\/strong>\u00a0 che presenta interesse storico- artistico (art. 10, c. 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio) ubicato dietro la Cattedrale e composto da quattro parti: a) il <strong>Palazzo Landi-Corradi<\/strong> del <strong>XVI secolo<\/strong>, gi\u00e0 residenza nobiliare con il <strong>portale monumentale<\/strong>\u00a0 e la<strong> balaustrata<\/strong> del terrazzo attribuiti all&#8217;architetto emiliano <strong>Jacopo Barozzi detto il Vignola<\/strong>, acquistato nel 1712 \u00a0insieme ad altri edifici limitrofi dal Vescovo di Todi <strong>F.A. Gualtieri<\/strong> che lo fece ristrutturare per trasferivi nel 1720 <strong>il Seminario<\/strong> fondato dal Vescovo M. Lante nel 1608; b) l&#8217;<strong>ampliamento<\/strong> <strong>del palazzo<\/strong> realizzato durante il <strong>XVIII secolo<\/strong> lungo l&#8217;attuale via del Seminario fino a presso la Cattedrale; c) la <strong>porzione di edificio<\/strong> che raccorda il palazzo alla chiesa della Nunziatina; d) <strong>l&#8217;ultimo corpo di fabbrica<\/strong> del Seminario situato dietro l&#8217;abside del Duomo, fatto realizzare nel <strong>1954<\/strong> dal Vescovo <strong>A.M. De Santis <\/strong>(&#8217;33-&#8217;59) e che comprendeva anche i locali del cinemamonosala di 110 posti, l&#8217;unico cinema rimasto nel centro storico di Todi e che dal <strong>1983<\/strong>, appenadopo la terribile tragedia dell&#8217;incendio del Palazzo e con Vescovo delle\u00a0 Diocesi di Todi e di Orvieto <strong>D.L. Grandoni <\/strong>(&#8217;74-&#8217;86) e poi della Diocesi riunita Orvieto-Todi (&#8217;86-2003), funzionava grazie alla valida gestione dell&#8217;<strong>Associazione culturale&#8221;Jacopone<\/strong>&#8221; (Presidente <strong>M. Retti<\/strong>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"275\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-7.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5714\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-7.png 275w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-7-183x300.png 183w\" sizes=\"(max-width: 275px) 100vw, 275px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il <strong>restauro del palazzo<\/strong> \u00e8 stato <strong>il primo degli interventi<\/strong> di recupero e restauro dei beni culturali finanziati con i fondi della legge speciale 545\/87; i lavori hanno avuto inizio nel 1991 e sono stati <strong>ultimati nel 1993<\/strong> a voler significare la <strong>ripartenza della citt\u00e0<\/strong> dopo il tragico e devastante evento luttuoso del 25 aprile<strong> 1982.<\/strong> L&#8217;intervento si \u00e8 articolato in <strong>tre&nbsp; filoni principali<\/strong> il primo dei quali \u00e8 consistito nel completamento del <strong>ripristino della funzionalit\u00e0 statica e strutturale <\/strong>del complesso monumentale, in parte peraltro gi\u00e0 realizzato dall&#8217;impresa incaricata dalla propriet\u00e0 per il consolidamento strutturale dell&#8217;edificio. Il secondo intervento ha riguardato la <strong>progettazione e realizzazione dei<\/strong> <strong>nuovi sistemi di sicurezza <\/strong>in base all&#8217;ultima normativa statale in materia emanata proprio a seguito dell&#8217;incendio del Palazzo del Vignola, con l&#8217;inserimento di tutti i <strong>sistemi tecnologici <\/strong>atti a garantire la sicurezza e mediante la realizzazione di <strong>tre nuove scale di emergenza<\/strong> poste a distanza idonea dalla baricentrica <strong>scala monumentale <\/strong>che dal <strong>cortile interno<\/strong> porta al <strong>piano nobile<\/strong>, con il salone d&#8217;onore e le ampie stanze arricchite da portali in pietra serena e terminante sul <strong>loggiato<\/strong>; l&#8217;intervento ha visto anche l&#8217;inserimento di <strong>porte tagliafuoco<\/strong> e tutto l&#8217;interno del palazzo compartimentato. L&#8217;ultimo intervento del fedele restauro del Palazzo \u00e8 stata la <strong>ricomposizione estetica<\/strong> volta a restituire l&#8217;unitariet\u00e0 della <strong>dignit\u00e0 monumentale e architettonica<\/strong> dello stesso distrutta dall&#8217;incendio, con la riproposizione dei materiali tradizionali per intonaci, pavimentazione, infissi in legno e porte, oltre i <strong>pregevoli portali in arenaria<\/strong> consolidati e restaurati.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>CATTEDRALE DI TODI<\/strong>, dedicata a Santa Maria dell&#8217;Annunziata,\u00a0 di origini molto antiche e incerte\u00a0 si considera portata avanti nella costruzione intorno alla seconda met\u00e0 del <strong>XIII secolo<\/strong> e ultimata nella prima met\u00e0 del <strong>XIV <\/strong>per poi essere stata rialzata e completata nei primi anni del <strong>&#8216;500<\/strong> con l&#8217;incorporazione di parte del <strong>campanile<\/strong> nella nuova costruzione lasciandone solo la parte pi\u00f9 alta come elemento architettonico a se stante e dotato anche di una <strong>cuspide piramidale<\/strong> poi rimossa dagli ulteriori interventi ottocenteschi.\u00a0 La grandiosa e imponente <strong>facciata a coronamento orizzontale<\/strong> \u00e8 suddivisa in due lesene verticali che inquadrano l&#8217;<strong>elegante rosone<\/strong> nell&#8217;ordine superiore e il <strong>portale centrale di legno intagliato<\/strong> in quello inferiore e da due fasce orizzontali a mezza altezza con al centro lo <strong>stemma<\/strong> in travertino. Il portale maggiore \u00e8 sottolineato da un <strong>arco a sesto acuto<\/strong> a bande di pietra\u00a0 bianca e rosa\u00a0 e decorato. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5715\" width=\"320\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-8.png 800w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-8-300x215.png 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-8-768x549.png 768w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>L&#8217;intervento <\/strong>realizzato con i fondi della legge speciale 545\/87 ha riguardato proprio la <strong>facciata del Duomo <\/strong>ed \u00e8 stato il primo restauro sistematico dell&#8217;opera. E&#8217; consistito nel <strong>restauro dei paramenti lapidei&nbsp; e del rosone centrale <\/strong>con la relativa <strong>vetrata<\/strong>. Il <strong>restauro della facciata<\/strong> ha riguardato l&#8217;<strong>intera<\/strong> <strong>struttura portante<\/strong> di circa due metri di spessore con la sostituzione delle numerose pietre danneggiate, la sigillatura dei giunti tra le pietre, l&#8217;eliminazione dei vuoti interni della muratura riempiendo le cavit\u00e0 con microiniezioni, l&#8217;eliminazione delle infiltrazioni d&#8217;acqua pluviale all&#8217;interno della muratura&nbsp; che poi fuoriuscivano dove le connessure delle pietre presentavano difetti. Tutti fattori che causavano l&#8217;evidente degrado sia della facciata che anche della <strong>controfacciata interna<\/strong> con fenomeni di deterioramento degli affreschi interni come&nbsp; il <em>&#8220;<strong>Giudizio Universale&#8221;<\/strong><\/em>di <strong>Ferra\u00f9 Fenzoni<\/strong> da Faenza che in parte riprende quello del <strong>Buonarroti<\/strong> nella Cappella Sistina. L&#8217;intervento di <strong>restauro del maestoso<\/strong> <strong>rosone centrale<\/strong>, in precedenza avviato dalla Soprintendenza&nbsp; ai Beni A.A.A.S. dell&#8217;Umbria, ha trovato completamento ed \u00e8 consistito in operazioni di <strong>rafforzamento e consolidamento<\/strong> statico degli elementi strutturali dello stesso ridandogli la necessaria resistenza meccanica perduta a seguito di varie lesioni e piccole fratture. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La<strong> CHIESA DEI SS. FILIPPO E GIACOMO <\/strong>di <strong>propriet\u00e0 comunale<\/strong> \u00e8 una delle chiese pi\u00f9 antiche di Todi risalente al <strong>XIII secolo<\/strong>, ad <strong>unico ambiente<\/strong> e con l&#8217;ornamento di <strong>tre altari<\/strong> di cui uno ligneo e portatile al centro del presbiterio e due laterali. Nel <strong>XVI secolo<\/strong> accanto a questa chiesa parrocchiale fu costruito, utilizzando edifici preesistenti, il <strong>Monastero<\/strong> delle monache di S. Maria Maggiore che poi nel <strong>XVII secolo<\/strong> incorpor\u00f2 la chiesa divenuta vacante e l&#8217;ordine monacale si denomin\u00f2 <strong>Monache Benedettine di S. Maria Maggiore e S. Filippo<\/strong> mentre la parrocchia fu affidata al prete di San Benedetto.<\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>lavori di restauro<\/strong> all&#8217;inizio prevedevano solo il <strong>rifacimento della copertura<\/strong> in condizioni di degrado da infiltrazioni di acqua ma poi, considerato <strong>l&#8217;interesse architettonico<\/strong> mostrato dalla chiesa, \u00e8 stato deciso di procedere al <strong>restauro conservativo dell&#8217;intero edificio<\/strong>, compreso il <strong>portale in<\/strong> <strong>pietra arenaria<\/strong>. Il complessivo e avanzato degrado dell&#8217;immobile era dovuto ad anni di abbandono e di utilizzo improprio \u00a0come laboratorio artigianale di falegnameria. <strong>L&#8217;intervento di recupero <\/strong>pi\u00f9 importante, oltre quello di restauro conservativo ed estetico dei <strong>frammenti di dipinti murali<\/strong> riemersi nella chiesa, ha riguardato la <strong>decorazione della parete dell&#8217;abside<\/strong> che risale al XVII sec. eseguita ad <strong>affresco<\/strong> e raffigurante, al di sopra dello zoccolo a riquadri, a sinistra <strong><em>San Filippo<\/em><\/strong> e a destra <strong><em>San Giacomo Minore<\/em><\/strong> e nell&#8217;ordine superiore, entro medaglioni ovali, le figure di <em>Santa Francesca Romanae Santa Scolastica<\/em> legate all&#8217;ordine benedettino, quasi sicuramente eseguiti dal pittore toscano <strong>B. Barbiani<\/strong> presente a Todi sin dall&#8217;inizio del secolo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-9-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5716\" width=\"398\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-9-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-9-300x169.png 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-9-768x432.png 768w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/image-9.png 1328w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La <strong>CHIESA DELLA SS. TRINITA&#8217;<\/strong>,di <strong>propriet\u00e0 comunale <\/strong>insieme all&#8217;attiguo ex monastero da dopo l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, risale alla met\u00e0 del <strong>XVI secolo<\/strong> ed era ubicata appena fuori delle mura cittadine nei pressi di porta Catena e nella parrocchia di San Niccol\u00f2. L&#8217;edificio religioso venne completamente ristrutturato nel<strong> XVIII secolo <\/strong>e la nuova chiesa, inaugurata nel 1719 dal Vescovo <strong>A. Gualtieri<\/strong>, &nbsp;era dotata di un <strong>coro<\/strong> di 31 stalli, di una <strong>cantoria<\/strong> tutta dipinta e munita di organo. Era dotata anche di <strong>tre altari<\/strong> di cui il maggiore con un &nbsp;celebre quadro rappresentante <strong>&#8220;<em>La Trinit\u00e0 e angeli&#8221;<\/em><\/strong>attribuito a G. Di Pietro detto <strong>Lo Spagna<\/strong><em>,<\/em> uno dei laterali con altro quadro che rappresentava <em>La<\/em> <em>Sacra Famiglia&nbsp; con S. Giovannino<\/em> e l&#8217;ultimo altare con un quadro che rappresentava&nbsp; <em>S. Agostino e S. Monica, <strong>San Filippo Benizi<\/strong> e S. Tommaso<\/em> (come identificati dal restauratore dei dipinti su tela del Museo civico <strong>M. Castrichini<\/strong>), restaurati e trasferiti nella Pinacoteca.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>intervento di restauro <\/strong>del pregevole edificio di met\u00e0 &#8216;700, costituito da <strong>un&#8217;unica sala a pianta centrale ottagonale<\/strong> culminante in una cupola in camorcanna interamente&nbsp; dipinta, \u00e8 stato indirizzato a risolvere il consistente degrado che ne comprometteva l&#8217;utilizzo e il godimento estetico. I lavori hanno interessato <strong>la<\/strong> <strong>facciata<\/strong> con il rifacimento dell&#8217;intonaco ormai fatiscente, chiudendo le recenti e brutte aperture sottogronda, consolidando il <strong>portale in pietra arenaria<\/strong> e restaurando il <strong>portone d&#8217;ingresso in noce<\/strong> tramite i bravi artigiani &nbsp;di Todi. E&#8217; stata realizzata anche una <strong>rampa <\/strong>che sormonta la scala originale conservata per consentire l&#8217;accesso ai disabili e con rivestimento in <strong>pietra arenaria<\/strong> largamente impiegato nella citt\u00e0 per pavimentazioni e gradini. All&#8217;interno \u00e8 stata restaurata la <strong>cupola ovale affrescata <\/strong>con una festosa rappresentazione della <em>&#8220;Trinit\u00e0 con la Madonna, S. Fortunato e San Vincenzo Ferrer in una gloria di angeli musicanti&#8221; &nbsp;<\/em>e con tre schiere di Angeli intorno alla <strong>lucerna <\/strong>, attribuibileal priore <strong>C. Lamparelli<\/strong> di Spello oltre i dipinti murali della <strong>trabeazione<\/strong> di base; \u00e8 stato rimosso il <strong>pavimento<\/strong> di cotto in pessimo stato di conservazione e sostituito&nbsp; con mattoni dello stesso disegno; sono stati realizzati <em>ex novo<\/em>, data la futura <strong>destinazione di carattere espositivo<\/strong>, un impianto di <strong>riscaldamento a pavimento<\/strong> per non interferire con le pareti e una &nbsp;<strong>giusta illuminazione<\/strong> con pochi elementi che valorizzano gli<strong> affreschi della cupola<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>MURA URBICHE <\/strong>\u00a0della citt\u00e0 di Todi sono costituite da tre <strong>cerchie di mura<\/strong> di epoche diverse.\u00a0 La prima \u00e8 riferibile all&#8217;<strong>epoca etrusca <\/strong>e cinge la parte pi\u00f9 alta del colle, la zona della&#8221;Rocca&#8221;, quasi pianeggiante e ricca di acqua. La seconda cerchia \u00e8 quella dell&#8217;<strong>insediamento romano <\/strong>che si distingue in due fasi: la pi\u00f9 antica del <strong>primo insediamento tra il III e il II secolo a.C<\/strong>. sulla parte alta e la <strong>seconda (periodo augusteo<\/strong>) ha occupato spazi di espansione a quote pi\u00f9 basse che per\u00f2, essendo terreni molto scoscesi e franosi, hanno richiesto la creazione di <strong>sostruzioni<\/strong> per\u00a0 realizzare terrazzamenti a quote diverse e poter ampliare gli spazi di urbanizzazione, nonch\u00e9 costituire anche un <strong>sistema difensivo<\/strong> della citt\u00e0. Le <strong>mura medioevali, <\/strong>costruite in gran parte a met\u00e0 <strong>XIII secolo<\/strong> e poi integrate fino all&#8217;inizio del<strong> XVI<\/strong>, rappresentano la massima estensione della citt\u00e0 nei secoli XIII e XIV con la formazione dei nuovi ampliamenti urbani e anche\u00a0 l&#8217;assetto definitivo del <strong>centro storico<\/strong> di Todi. Tali nuovi agglomerati corrispondono al <strong>Borgo Nuovo<\/strong> a nord lungo la via per Perugia dalla <strong>Porta Perugina o Ravennate<\/strong>, il <strong>Borgo Ulpiano <\/strong>a sud-est lungo la via per la Flaminia dalla <strong>Porta Romana<\/strong> e\u00a0 il <strong>Borgo di Portafratta <\/strong>a sud lungo la via per Amelia. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mura-urbiche-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5717\" width=\"417\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mura-urbiche-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mura-urbiche-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mura-urbiche-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/mura-urbiche.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>(<em>foto tratta da Perugia Today)  <\/em>Oltre queste tre porte facevano parte delle mura urbiche anche la <strong>Porta San Giorgio<\/strong> (poi demolita) davanti al Tempio della Consolazione e la <strong>Porta Orvietana<\/strong> ormai ridotta ad un rudere e franata a valle. Molti erano i tratti delle mura antiche in cattivo stato di conservazione in quanto insistenti su un <strong>colle\u00a0 di terreni argillosi<\/strong> in continuo movimento e i fondi disponibili non certo sufficienti a consolidare tutte le situazioni di degrado. Pertanto \u00e8 stato preso in considerazione il <strong>tratto delle mura parallelo alla via di S. Maria in Camuccia<\/strong> che, per la sua notevole altezza, il valore monumentale dei tratti di mura etrusche e successivamente romane e medioevali ben visibili e per la sua funzione di contenimento di un&#8217;ampia zona della citt\u00e0, \u00e8 stato individuato come <strong>zona ad alto rischio <\/strong>per la quale risultava improrogabile intervenire sul movimento in atto del paramento murario. Tale movimento era dovuto ad abbondanti <strong>infiltrazioni di acqua<\/strong> che davano luogo a fessurazioni e movimenti dei conci con continui piccoli <strong>crolli <\/strong>di materiale lapideo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;intervento di restauro architettonico<\/strong> del tratto di mura\u00e8 stato preceduto dai <strong>saggi stratigrafici del sottosuolo<\/strong> per conoscere la natura dei terreni fondali ed&nbsp; \u00e8 consistito nei <strong>lavori<\/strong> di stuccatura e sigillatura dei giunti, di perforazioni per il passaggio di <strong>barre d&#8217;acciaio <\/strong>ancorate alla muratura fino a trovare terreni stabili e contrastare la forza di spinta del riempimento, nonch\u00e9 nello <strong>scavo e impermeabilizzazione del giardino pensile <\/strong>per far defluire l&#8217;acqua in una conduttura che ora l&#8217;allontana dalle fondazioni delle mura.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Fine pare seconda)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi (1989-2000)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Parte seconda) Continua il lavoro del dott. Gentili sui beni Culturali di Todi Il PALAZZO DEL VIGNOLA \u00e8 un bene culturale di propriet\u00e0 ecclesiastica\u00a0 che presenta interesse storico- artistico (art. 10, c. 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio) ubicato dietro la Cattedrale e composto da quattro parti: a) il Palazzo Landi-Corradi del &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5712\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[225,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5712"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5712"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5718,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5712\/revisions\/5718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}