{"id":5667,"date":"2023-11-21T22:26:55","date_gmt":"2023-11-21T21:26:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5667"},"modified":"2023-11-21T22:26:56","modified_gmt":"2023-11-21T21:26:56","slug":"i-grandi-interventi-di-recupero-e-restauro-dei-beni-culturali-del-centro-storico-di-todi-realizzati-con-i-fondi-della-legge-speciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5667","title":{"rendered":"I GRANDI INTERVENTI DI RECUPERO E RESTAURO DEI BENI CULTURALI DEL CENTRO STORICO DI TODI REALIZZATI CON I FONDI DELLA LEGGE SPECIALE."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Uno studio del dott. Alfonso Gentili<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5661\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a id=\"wp-block-file--media-c59b80da-a3f6-482c-8d32-6a3c393014bf\" href=\"blob:https:\/\/www.radioaut.it\/2af63331-7921-4963-b769-bcbb6cd7ab0f\"><br>Gli interventi per il consolidamento, recupero e restaurodei<strong> beni monumentali, opere d&#8217;arte e siti archeologici <\/strong>ubicati nelle<strong> aree consolidate <\/strong>delle citt\u00e0 di Orvieto <strong>e Todi<\/strong> sono stati progettati e realizzati dall&#8217;<strong>impresa Bonifica SpA di Roma <\/strong>(Presidente dr. <strong>G. Fortunato <\/strong>e trai consulenti l&#8217;arch. <strong>B. Sperandio<\/strong> di Trevi) del gruppo IRI-Iritecna in qualit\u00e0 di <strong>concessionaria,<\/strong> mediante convenzione del 5 <strong>luglio &#8217;89,<\/strong> del <strong>Ministero per i beni culturali \u00a0e ambientali <\/strong>(Ministro<strong> Bono-<\/strong>PSDI e prima <strong>Vizzini-<\/strong>PSDI dal luglio &#8217;87). La concessione di servizi venne affidatasulla base di un<strong> Programma di interventi <\/strong>approvato dallo stesso Ministero e finalizzato al<strong> recupero, restauro e valorizzazione dei centri storici<\/strong> delle due citt\u00e0 umbre.Il Programma di interventi erafinanziato con i fondi statali stanziati dalle <strong>leggi speciali <\/strong>227\/84, <strong>545\/87<\/strong> e 242\/97 per un importo complessivo di <strong>lire 143 miliardi<\/strong>,di cui stimabili per Todi\u00a0 circa <strong>52 miliardi di lire.<\/strong><br>L&#8217;impresa appaltatrice dei lavori di<strong> consolidamento e recupero dei beni monumentali e archeologici <\/strong>iniziati nel <strong>1991<\/strong> \u00e8 stata l&#8217;Associazione temporanea d&#8217;imprese (A.t.i.) <strong>Fioroni Sistema spa (mandataria)<\/strong>, Consorzio Cooperativo Costruzioni, Consorzio Recupero Umbria &#8217;90, Edil 2000 srl, ICLA Costruzioni Generali spa, Fondedile, SEM-Societ\u00e0 Edilizia Moderna, <strong>Todini spa<\/strong> e con la direzione tecnica per Todi di <strong>A. Pasimeni<\/strong>. Le imprese appaltatrici ed esecutrici degli interventi di<strong> restauro delle opere d&#8217;arte <\/strong>sono state COO.BE.C. arl, ESTIA srl, TEKNERESTAURO srl, Alberto Polidori, Paolo Giubboni, EDILTECNICA, <strong>Marcello Castrichini<\/strong>, Giantomassi-Zari, <strong>Mammoli<\/strong>. Il nuovo <strong>allestimento<\/strong> <strong>museale <\/strong>\u00e8 stato curato da Centro Umbria Arte.<br>La funzione di <strong>Ingegnere capo <\/strong>\u00e8 stata svolta prima dall&#8217;arch. <strong>Guglielmo Maria Malchiodi <\/strong>e dall&#8217;ottobre &#8217;92dall&#8217;arch.<strong> Germana Aprato <\/strong>in qualit\u00e0 di <strong>Soprintendenti <\/strong>ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici (BAAAS) dell&#8217;Umbria. Per quanto riguarda la <strong>vigilanza<\/strong> sul consolidamento e restauro delle <strong>strutture d&#8217;interesse archeologico <\/strong>e i <strong>ritrovamenti <\/strong>connessi agli scavi la vigilanza \u00e8 stata svolta dalla <strong>Soprintendente<\/strong> archeologica dell&#8217;Umbria dott.ssa <strong>Anna Eugenia Feruglio<\/strong> con l&#8217;assistenza di <strong>Paolo Bruschetti<\/strong>. La<strong> Direzione dei lavori<\/strong> \u00e8 stata affidata con decreto ministeriale ai tecnici della Soprintendenza BAAAS dell&#8217;Umbria e specificamente all&#8217;<strong>arch.<\/strong> <strong>Giovanni Venturini <\/strong>per le opere monumentali e dalla <strong>dott.ssa Caterina Bon di Valsassina<\/strong> per le opere d&#8217;arte. \u00a0Per <strong>la citt\u00e0 di Todi<\/strong> gli interventi \u00a0programmati e attuati hanno interessato i pi\u00f9 importanti\u00a0 <strong>beni monumentali del centro storico<\/strong>\u00a0 e le <strong>opere d&#8217;arte<\/strong> custodite al loro interno.<br>Nei <strong>PALAZZI COMUNALI del secolo XIII<\/strong> e cio\u00e8 i due edifici monumentali del <strong>Palazzo del Podest\u00e0<\/strong> prospiciente la piazza San Giovanni (oggi Garibaldi) e del Palazzo del <strong>Consiglio generale o Arengo<\/strong> (poi del Capitano del Popolo) sono stati eseguiti <strong>lavori di consolidamento e restauro architettonico<\/strong>, soprattutto al secondo piano di entrambi destinato interamente a sede del <strong>museo-pinacoteca<\/strong> per il quale occorreva anche ampliare gli spazi espositivi. Si tratt\u00f2 di lavori di completamento del <strong>consolidamento <\/strong>e di <strong>adeguamento <\/strong>del bene monumentale all&#8217;obbligo di <strong>superamento delle<\/strong> <strong>barriere architettoniche<\/strong> e alle <strong>norme di sicurezza<\/strong> in materia di musei e uffici pubblici, in particolare dopo la chiusura al pubblico della Pinacoteca disposta nel 1979 dall&#8217;allora direttore del Museo prof. <strong>F. Buchicchio<\/strong> per l&#8217;inagibilit\u00e0 della <strong>sala\u00a0 Pinacoteca <\/strong>(sopra l&#8217;attuale sala delle Pietre) a causa del tetto pericolante.<br>Per il<strong> MUSEO CIVICO <\/strong>i lavori hanno riguardato, oltre il consolidamento della copertura, l&#8217;individuazione e realizzazione di <strong>un vano ascensore <\/strong>e di<strong> un vano scala d&#8217;emergenza<\/strong> sul retro del palazzo del Capitano nell&#8217;area prospiciente via San Bonaventura, nonch\u00e9 l&#8217;adeguamento degli <strong>impianti tecnologici <\/strong>e il nuovo <strong>allestimento completo<\/strong> dello stesso per una corretta esposizione delle opere. L&#8217;intervento di restauro delle Sala del Consiglio dei Priori (oggi <strong>Sala affrescata<\/strong>) ha interessato il soffitto ligneo intagliato e dipinto e i dipinti murali delle pareti, compresi tra gli altri l&#8217;affresco della <strong>Citt\u00e0 con tutto il suo territorio<\/strong> di P.P. Sensini e la <strong>Leggenda della fondazione di Todi<\/strong> di I. Mei. Il progetto di allestimento del Museo civico\u00e8 stato articolato in cinque <strong>Sezioni <\/strong>tematiche: <strong>archeologica, numismatica, tessuti, ceramiche e pinacoteca\u00a0 <\/strong>e con una prima ampia Sezione dedicata al <strong>Museo della citt\u00e0 <\/strong>come memoria della storia della citt\u00e0 e del suo territorio.\u00a0 Nel percorso musealesono state inserite anche le <strong>chiese dei SS. Filippo e Giacomo e della SS. Trinit\u00e0<\/strong>,di propriet\u00e0 comunale e restaurate sempre con i fondi della legge speciale, esponendovi le opere provenienti dalle stesse e altre affini.<br>Nel <strong>PALAZZO DEI PRIORI del secolo XIV<\/strong> ma con l&#8217;innalzamento parziale e le merlature su tutto il fronte completati nel <strong>XVI secolo<\/strong>, posto a sud-ovest della piazza Maggiore (ora del Popolo) e con appesa sulla facciata <strong>l&#8217;aquila in bronzo argentato<\/strong>, simbolo del Comune di Todi e opera di G. Gigliuccio, con due aquilotti sulle ali aperte quali simboli di Amelia e Terni nel XIII secolo sottomesse a Todi, sono stati eseguiti <strong>lavori di <\/strong>restauro architettonico. Il palazzo era gi\u00e0 stato\u00a0 ampiamente restaurato nel XIX secolo e in particolare la grande <strong>sala del consiglio<\/strong> per poter adeguatamente ospitare la sede della Pretura dal 1870 (per questo detto anche <strong>Palazzo della Pretura<\/strong>). I lavori di restauro hanno riguardato le <strong>facciate dell&#8217;intero palazzo<\/strong>, compresa la <strong>torre<\/strong> trapezoidale, prospicienti su piazza del Popolo, via Mazzini e piazza Garibaldi con interventi di <strong>pulitura delle superfici<\/strong> a mattone e in pietra, <strong>la ricostruzione di conci<\/strong> in pietra degradati o mancanti, il <strong>consolidamento delle lesioni<\/strong> statiche superficiali e le operazioni di <strong>velatura e di protezione<\/strong> dei paramenti. Inoltre e&#8217; stato eseguito un accurato restauro delle <strong>opere d&#8217;arte<\/strong> presenti nella sala delle Udienze e in particolare degli <strong>affreschi<\/strong> (San Cristoforo col Bambino, Maest\u00e0 e stemmi del XIV e inizio XV sec.) in pessimo stato di conservazione dovuto alle infiltrazioni d&#8217;acqua bloccate con il restauro dell&#8217;edificio.<br>Il <strong>MONASTEO DELLE LUCREZIE <\/strong>(propriamente di San Giovanni), pi\u00f9 noto a Todi come <strong>Convento delle Lucrezie<\/strong>, \u00e8 stato legato alle vicende del <strong>Terzo Ordine Francescano <\/strong>\u00a0della citt\u00e0\u00a0 sin dai primi decenni del <strong>secolo XV<\/strong> ed \u00e8 ubicato nel <strong>rione Nidola<\/strong> sulla sommit\u00e0 di uno sperone del colle di Todi ove\u00a0 la leggenda volle si posasse <strong>l&#8217;Aquila<\/strong> del mito della fondazione della citt\u00e0. Il complesso delle Lucrezie era posto a ridosso delle <strong>mura urbiche<\/strong> con la zona sottostante del <strong>fosso delle Lucrezie<\/strong> interessata fin d&#8217;allora al fenomeno delle frane, che nel 1760 fecero rovinare a valle parte delle mura cittadine contigue al monastero, un fabbricato e una strada interna della citt\u00e0. Il Convento fu acquisito al <strong>patrimonio comunale<\/strong> a seguito del Regio Decreto n. 3036 del 7 luglio <strong>1866<\/strong> per la soppressione delle Corporazioni religiose e che all&#8217;art. 20 prevedeva\u00a0 la <strong>concessione, da parte dello Stato, ai Comuni<\/strong> e alle Province per usi di pubblica utilit\u00e0 dei fabbricati dei conventi soppressi se sgombri dai religiosi, anche se le terziarie francescane vi dimorarono fino alla fine del secolo. Nel salone superiore <strong>F. Morigi<\/strong> nel 1927 trasfer\u00ec dall&#8217;Istituto Crispolti la sua bottega dell'&#8221;<em>ars legnaminis<\/em>&#8220;. Nei locali sottostanti aveva trovato sede in locazione dal &#8217;19 <strong>l&#8217;Accademia dei Convivanti<\/strong> che aveva adattato il salone inferiore a <strong>teatrino per i filodrammatici<\/strong> aprendolo al pubblico la sera di capodanno del &#8217;21. Nel secondo dopoguerra la sala venne destinata a <strong>cinematografo<\/strong> e una parte degli altri locali furono poi concessi in locazione ai fratelli<strong> Gentili<\/strong>, artigiani che continuavano l&#8217;attivit\u00e0 appresa dal Morigi. La Chiesa era stata destinata a<strong> palestra<\/strong> della societ\u00e0 sportiva&#8221;Marzia Todi&#8221;, poi a <strong>palestra scolastica<\/strong> e infine data in locazione ai Gentili. Il<strong> corpo superiore<\/strong> dell&#8217;ex convento \u00e8 stato utilizzato come <strong>edificio scolastico<\/strong> sin dagli anni &#8217;40 con la <strong>scuola Media statale<\/strong> <strong>&#8220;Amedeo di Savoia-Aosta&#8221;<\/strong>,poi accorpata a fine anni &#8217;90 con la scuola Media &#8220;G. Cocchi&#8221; e con la nuova denominazione di <strong>Scuola secondaria di I grado &#8220;Cocchi-Aosta<\/strong>&#8221; avente sede nel nuovo edificio del piazzale G. F. degli Atti appena fuori Porta Fratta. La destinazione scolastica del corpo superiore dell&#8217;ex convento non \u00e8 per\u00f2 venuta meno in quanto \u00e8 stata adibita a sede del <strong>plesso di<\/strong> <strong>scuola Primaria &#8220;San Fortunato-Santa Prassede&#8221;<\/strong>,l&#8217;unica con classi a tempo pieno della citt\u00e0 di Todie anche a sede della <strong>scuola dell&#8217;Infanzia<\/strong> <strong>ex via Cesia. <\/strong>Nel piano pi\u00f9 basso dell&#8217;ex convento si trova il c.d. <strong>&#8220;Nido dell&#8217;Aquila&#8221; <\/strong>che consiste in un ampio spazio accessibile dall&#8217;interno e utilizzato pure per feste da ballo all&#8217;aperto ma poi dichiarato inagibile da inizio anni sessanta, mentre il piano superiore \u00e8 stato anche sede dell&#8217;astuccificio &#8220;Bomet&#8221; e poi dell&#8217;Ufficio di collocamento.<br><strong>Il<\/strong> <strong>restauro architettonico<\/strong> del complesso monumentale delle Lucrezie, oltre ai vari <strong>interventi statici<\/strong>, e&#8217; consistito nel <strong>recupero e adeguamento di alcuni spazi<\/strong> del complesso conventuale per destinarli ad <strong>attivit\u00e0 culturali <\/strong>come<strong> esposizioni, auditorium, spettacoli e accoglienza<\/strong>. Importanti lavori di <strong>restauro conservativo<\/strong> sono stati effettuati nel <strong>loggiato <\/strong>che si apre ad &#8220;U&#8221; sulla valle del Tevere, con interventi di consolidamento e restauro pittorico delle decorazioni delle travi e pianelle. Si \u00e8 provveduto anche al rifacimento di tutti gli <strong>intonaci <\/strong>della struttura, poi tinteggiati con terre naturali. Tutta la <strong>pavimentazione<\/strong> \u00e8 stata ricostruita in cotto e sono stati altres\u00ec <strong>ricostruiti tutti gli impianti<\/strong> necessari con <strong>adeguamento alle norme di prevenzione incendi<\/strong> e, per quanto possibile, all&#8217;abbattimento delle <strong>barriere<\/strong> architettoniche. Per quel che riguarda la <strong>Chiesa di San Giovanni<\/strong>, in pessime condizioni di conservazione anche per il precedente uso improprio dell&#8217;edificio, \u00e8 stato eseguito il <strong>recupero conservativo<\/strong> del <strong>campanile <\/strong>e del <strong>portale in pietra arenaria<\/strong> e nell&#8217;<strong>abside<\/strong> \u00e8 stato riportato alla luce un <strong>ciclo di affreschi<\/strong> risalente alla prima met\u00e0 del &#8216;600 in precedenza coperto con uno strato di calce e raffigurante entro i riquadri <em>Storie della vita della Vergine e di San Giovanni Battista, <\/em>entro le lunette <em>Santi Francescani <\/em>e entro i medaglioni al centro dell&#8217;ombrello mistico quattro figure di <em>Sante<\/em> e le <em>Virt\u00f9 teologali <\/em>(nella calotta absidale).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br>Il <strong>CONVENTO DI\u00a0 SAN FORTUNATO <\/strong>\u00e8 stato legato anch&#8217;esso \u00a0alla vicende tuderti <strong>dell&#8217;Ordine Francescano<\/strong> che, dopo un primo insediamento all&#8217;esterno del perimetro urbano in loc. Sant&#8217;Arcangelo delle Fontane, volle entrare a far parte della realt\u00e0 religiosa e sociale della citt\u00e0 e a met\u00e0 <strong>secolo XIII<\/strong> i<strong> Minori francescani<\/strong> permutarono la prima sede con il convento di San Fortunato \u00a0allora occupato dalla comunit\u00e0 di Benedettini Vallombrosani e che, insieme alla chiesa omonima, era collocato nel borgo alto della citt\u00e0. L&#8217;insediamento in citt\u00e0 dei Minori francescani sottintendeva la volont\u00e0 di <strong>costruire una nuova chiesa<\/strong> e di <strong>ampliare il convento<\/strong> stesso. Quel secolo segn\u00f2 il momento di massimo sviluppo della comunit\u00e0 francescana di Todi e il convento divent\u00f2 sede della <strong>Soprintendenza sugli altri edifici monastici<\/strong> con la carica di custodia tudertina nella provincia dell&#8217;Umbria. Nella sacrestia della chiesa era custodito l&#8217;<strong>Archivio Secreto di San Fortunato <\/strong>che, ritrovato e riordinato\u00a0 nel 1860 dal conte <strong>Lorenzo Leoni<\/strong> dopo secoli d&#8217;incuria, fu trasportato insieme alla Biblioteca al primo piano dell&#8217;ex convento (poi divenuto sede delle <strong>scuole elementari di San Fortunato<\/strong>). Nel 1918 tutto il materiale\u00a0 fu trasportato al secondo piano dei Palazzi comunali. Il <strong>complesso conventuale<\/strong> che occupa un&#8217;ampia area dietro la Chiesa <strong>gi\u00e0 prima dei lavori <\/strong>di ristrutturazione si articolava su <strong>tre livelli<\/strong> sovrapposti con al <strong>piano terra <\/strong>il magazzino comunale, la rimessa di auto con grandi ambienti voltati e la centrale termica dell&#8217;archivio. Il <strong>primo piano <\/strong>(gi\u00e0 sede della <strong>scuola elementare di San Fortunato<\/strong> con ingresso sul lato est della Chiesa) era occupato <strong>dall&#8217;Archivio storico comunale <\/strong>di rilevante importanza, con la sala di lettura, gli uffici e la serie di depositi dei suoi preziosi volumi. Il <strong>secondo piano<\/strong> (in parte gi\u00e0 sede della <strong>scuola Media statale &#8220;G. Cocchi&#8221;<\/strong> dal 1942 al 1978 quando fu trasferita nel nuovo edificio fuori le mura e con ingresso sul lato ovest della Chiesa dalla prima porta nel <strong>chiostro<\/strong> dell&#8217;ex convento) invece era occupato dal <strong>Ginnasio municipale<\/strong> sin dal 1871, poi dal <strong>Regio Ginnasio Jacopone <\/strong>dal 1929 e dal <strong>Regio Liceo Ginnasio Jacopone<\/strong> dal &#8217;35. Dal &#8217;46, con la Repubblica, divenne il <strong>Liceo Ginnasio<\/strong> <strong>statale &#8220;Jacopone da Todi&#8221; <\/strong>fino al <strong>&#8217;94 <\/strong>quando assunse la nuova denominazione di <strong>Liceo&#8221;Jacopone da Todi&#8221;<\/strong> a seguito dell&#8217;accorpamentocon il <strong>Liceo scientifico<\/strong> statale &#8220;Donato Bramante&#8221;di via Roma fondato nel &#8217;69 (con dal 1985 Preside dello stesso l&#8217;innovatore prof. <strong>F. Tofanetti <\/strong>e, dal <strong>&#8217;94<\/strong> fino al collocamento a riposo nel 2008, del <strong>nuovo polo scolastico <\/strong>comprensivo di tre <strong>indirizzi liceali <\/strong>(<strong>Classico, Linguistico<\/strong>&#8211; dal 1992 (Preside prof. <strong>R. Cassisi<\/strong>)- e <strong>Scientifico)<\/strong> ai quali si \u00e8 poi aggiunto nel 2011 anche l&#8217;indirizzo liceale delle <strong>Scienze Umane<\/strong> (Dirigente scolastico prof. <strong>S. Guarente<\/strong>). La <strong>sede del<\/strong> <strong>Liceo classico<\/strong> ha l&#8217;accesso sul lato ovest della Chiesa (con la contigua piazza Pignattaria dove un tempo si teneva la &#8220;fiera delle cocce&#8221;) e dalla seconda porta presente nel <strong>ben conservato chiostro<\/strong>; in parte \u00e8 sopraelevata e prospiciente il piazzale della Rocca.<br>I lavori di <strong>consolidamento statico<\/strong>,dato anche un antico e noto movimento franoso, e di <strong>ristrutturazione architettonica e impiantistica<\/strong> del grande complesso ex conventuale, con particolare attenzione anche al <strong>sistema di smaltimento delle acque meteoriche<\/strong> \u00a0provenienti dai tetti del convento e della chiesa, sono stati progettati ed eseguiti in funzione delle <strong>destinazioni d&#8217;uso<\/strong> indicate dall&#8217;Amministrazione comunale e specificamente la nuova sede della <strong>Biblioteca comunale &#8220;L. Leoni&#8221;<\/strong>,lasede dell&#8217;<strong>Archivio storico comunale<\/strong> e ilmantenimento della destinazione a <strong>Scuola secondaria di II grado<\/strong> e cio\u00e8 in funzione di tre servizi fondamentali per la cittadinanza. In particolare \u00e8 stato scelto di ubicare <strong>l&#8217;Archivio storico al piano terra<\/strong> dell&#8217;imponente edificio anche per motivi statici, la <strong>Biblioteca al primo piano<\/strong> creando per\u00f2 un collegamento verticale (<strong>corpo scala e relativo ascensore<\/strong>) per unire le due parti tra loro complementari e lasciando tutto l&#8217;ultimo piano, oltre la palestra (<strong>ex refettorio <\/strong>benconservato) al piano primo, all&#8217;antica e prestigiosa <strong>Scuola secondaria superiore <\/strong>nella quale tanti di noi cittadini di Todi negli anni ci siamo <strong>veramente formati<\/strong> e che ricordiamo sempre con <strong>gratitudine <\/strong>(Preside prof. <strong>G. Bilancini<\/strong>, \u00a0per noi diplomati del luglio &#8217;67).<br>La <strong>CHIESA DI SAN FORTUNATO<\/strong>, di stile gotico eche con la sua mole maestosa sovrasta il centro storico della citt\u00e0 di Todi, trae origine dalla volont\u00e0 dei <strong>Minori francescani<\/strong>, una volta presa dimora\u00a0 sulla vetta del colle nell&#8217;ex convento dei Vallombrosani, di realizzarvi accanto un nuovo <strong>tempio dedicato al patrono di Todi<\/strong>,in gara con i Domenicani che vivevano nel convento di San Leucio, antica abbazia confinante con il convento poi abbattuta verso la fine del XIV secolo per costruivi <strong>la Rocca<\/strong>. Iniziati &#8220;<em>in Anno Domini<\/em> <strong><em>1292,<\/em><\/strong><em> septimo idus Iunii&#8221;<\/em> i lavori vennero ultimati solo nella seconda met\u00e0 del XV secolo (ma con la decorazione della facciata rimasta incompiuta) insieme all&#8217;attiguo grande <strong>campanile gotico<\/strong> che originariamente aveva la terminazione a palla di rame con angelo sovrastante, poi distrutta da un fulmine a met\u00e0 &#8216;700 e sostituta con <strong>l&#8217;aquila<\/strong>, simbolo civico di Todi. Nella <strong>cripta<\/strong> sono conservate oltre le urne funerarie dei <strong>santi protettori della citt\u00e0<\/strong> (Santi Fortunato, Callisto e Cassiano insieme a quelle delle Sante Romana e Degna) anche le ossa di <strong>Jacopone da Todi.<\/strong><br>I lavori eseguiti con i fondi della legge speciale sono consistiti nella <strong>revisione e impermeabilizzazione del manto di copertura<\/strong>, nel <strong>consolidamento e restauro<\/strong> di alcuni elementi strutturali dell&#8217;edificio monumentale e nella realizzazione dei vari <strong>impianti tecnologici <\/strong>a norma di legge. L&#8217;<strong>impermeabilizzazione<\/strong> ha riguardato le due falde pi\u00f9 basse della copertura del tempio in corrispondenza delle <strong>due cappelle laterali<\/strong> dove si verificavano infiltrazioni d&#8217;acqua piovana minacciandone le <strong>decorazioni<\/strong> e mettendone a rischio la conservazione. E&#8217; stato tolto il vecchio canale di gronda e realizzato un ampio canale di raccolta delle acque piovane garantendo un efficace smaltimento delle stesse nelle fognature cittadine senza pi\u00f9 perdite e continue infiltrazioni di acqua nelle fondazioni. Sono stati eseguiti i lavori di sostituzione, con nuovo materiale simile, delle <strong>strutture di copertura<\/strong> completamente fatiscenti della <strong>sala adiacente alla sagrestia<\/strong> (a sx dell&#8217;altare) e della <strong>Cappella Gregoriana<\/strong> (a dx dell&#8217;Altare). E&#8217; stato realizzato anche un <strong>sistema complesso di impianti<\/strong> che ha reso l&#8217;edificio utilizzabile anche per <strong>manifestazioni con grande affluenza di pubblico<\/strong> e idoneo a <strong>garantire la sicurezza dei beni<\/strong> ivi contenuti, come l&#8217;impianto antintrusione, l&#8217;impianto di rilevamento fumi, il sistema di controllo con telecamere a circuito chiuso per la sicurezza della cripta e il nuovo impianto elettrico e di illuminazione.<br><em>(Fine parte prima)<\/em><br>Li 20 novembre 2023<br><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi (1989-2000)<\/em><\/a><a href=\"blob:https:\/\/www.radioaut.it\/2af63331-7921-4963-b769-bcbb6cd7ab0f\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-c59b80da-a3f6-482c-8d32-6a3c393014bf\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio del dott. 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