{"id":5575,"date":"2023-09-11T22:30:14","date_gmt":"2023-09-11T20:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5575"},"modified":"2023-09-11T22:30:15","modified_gmt":"2023-09-11T20:30:15","slug":"la-geografia-giudiziaria-in-umbria-e-nella-media-valle-del-tevere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5575","title":{"rendered":"LA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA IN UMBRIA E NELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Nella discussione sulla riapertura di alcuni tribunali, il Dott. Gentili propone una analisi storica della situazione in Umbria<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/gentilia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1385\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Governo dittatoriale Mussolini-Guardasigilli Grandi) relativo all&#8217;ordinamento giudiziario ed emanato in attuazione della delega al Governo del Re della facolt\u00e0 di emendare il Codice civile, quello penale, quello di procedura penale e le leggi sull&#8217;ordinamento giudiziario conferita dalla legge 24 dicembre 1925, n. 2260, all&#8217;art. 1 prevedeva che la giustizia in materia civile e penale era amministrata dal Giudice conciliatore, dal Pretore, dal Tribunale, dalla Corte d&#8217;appello e dalla Corte suprema di Cassazione.\u00a0 All&#8217;art. 2 stabiliva \u00a0che presso le Corti e i Tribunali era costituito l&#8217;ufficio del Pubblico Ministero mentre presso le Preture le funzioni di PM erano esercitate dal Pretore stesso che iniziava ed esercitava l&#8217;azione penale per i reati di sua competenza mentre in udienza le funzioni di PM erano esercitate da altri soggetti. Nella tabella A allegata al decreto, per quanto riguarda la Sezione di Corte d&#8217;Appello di Perugia, erano previsti 3 Tribunali e 16 Preture e precisamente: <\/p>\n\n\n\n<p>1) il <strong>Tribunale di Perugia<\/strong> e le <strong>9<\/strong> <strong>Preture<\/strong> di Assisi, Castiglione del Lago, Citt\u00e0 della Pieve, Citt\u00e0 di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Perugia e <strong>Todi<\/strong>; quest&#8217;ultima comprendente i <strong>cinque<\/strong> comuni di <strong>Collazzone, Fratta Todina, Massa Martana, Montecastello di Vibio e Todi<\/strong> della <strong>Media Valle del Tevere<\/strong> e aveva sede, sin dagli anni &#8217;70 dell&#8217;800, nel Palazzo dei Priori in Piazza del Popolo &nbsp;detto anche Palazzo della Pretura, al piano 2\u00b0 e con all&#8217;interno la <strong>Sala delle udienze<\/strong> affrescata;<\/p>\n\n\n\n<p>2) il <strong>Tribunale di Spoleto<\/strong> e le <strong>3<\/strong> <strong>Preture<\/strong> di Montefalco, Norcia e Spoleto;<\/p>\n\n\n\n<p>3) il <strong>Tribunale di Terni<\/strong> e le <strong>4<\/strong> <strong>Preture<\/strong> di Amelia, Narni, <strong>Orvieto<\/strong> e Terni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tabella C del medesimo decreto venivano indicate anche <strong>le sedi distaccate di Pretura <\/strong>e precisamente per la Pretura di Citt\u00e0 di Castello la sede di <strong>Umbertide<\/strong>, per quella di Foligno la sede di <strong>Bevagna<\/strong>, per quella di Gualdo Tadino la sede di <strong>Nocera Umbra<\/strong>, per quella di Norcia la sede di <strong>Cascia <\/strong>&nbsp;e per quella di Spoleto la sede di <strong>Trevi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Il Tribunale civile e penale<\/strong> <strong>di Orvieto<\/strong>, composto dalle <strong>3 Preture<\/strong> di&nbsp; Citt\u00e0 della Pieve, Ficulle e Orvieto, era stato istituito (come gli altri due di <strong>Perugia e Spoleto<\/strong>) nell&#8217;<strong>ordinamento giudiziario dell&#8217;Italia unificata<\/strong> (Regno d&#8217;Italia 1861-1946) approvato con la legge 6 dicembre <strong>1865, n. 2626<\/strong> Governo La Marmora I-Guardasigilli Cortese) e con i successivi Regi decreti attuativi. Venne per\u00f2 <strong>soppresso<\/strong> con il R.D. 24 marzo<strong> 1923<\/strong>, <strong>n. 601 <\/strong>(Governo Mussolini- Guardasigilli Oviglio) riguardante la circoscrizione giudiziaria del Regno. Nella tabella allegata allo stesso decreto per la <strong>Sezione di<\/strong> <strong>Corte d&#8217;Appello di Perugia<\/strong> figuravano infatti solo <strong>2 Tribunali<\/strong> e <strong>18 Preture<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>1) il <strong>Tribunale di Perugia<\/strong> &nbsp;e le <strong>10 Preture<\/strong> previste a livello di <strong>mandamento <\/strong>(come circoscrizione intermedia tra il <strong>Circondario <\/strong>del Tribunale e il <strong>Comune<\/strong> del Giudice conciliatore) e precisamente quelle di Castiglione del Lago, Citt\u00e0 della Pieve, Citt\u00e0 di Castello, Foligno (comprendente anche Assisi fino al &#8217;41), Gualdo Tadino, Gubbio, Montefalco, Perugia I, Perugia II (poi unificate nel &#8217;41) e <strong>Todi<\/strong> comprendente allora i comuni di <strong>Baschi <\/strong>(fino al &#8217;41), Collazzone, Fratta Todina, Massa Martana, Montecastello di Vibio e Todi;<\/p>\n\n\n\n<p>2) il <strong>Tribunale di Terni <\/strong>(neo costituitoproprio con tale decreto di cento anni fa) e le <strong>8 Preture <\/strong>di Narni, Norcia, <strong>Orvieto <\/strong>(con San Venanzo),Orvinio, Rieti, Rocca Sinibalda, Terni e quella di <strong>Spoleto, <\/strong>il cui Tribunale veniva<strong> parimenti soppresso <\/strong>e le sue competenze trasferite al <strong>nuovo Tribunale di Terni<\/strong>, salvo per\u00f2 essere poi <strong>ripristinato<\/strong> con il decreto del <strong>&#8217;41<\/strong>, diversamente da quello di Orvieto. Le tre preture del Reatino appartenevano all&#8217;allora <strong>Provincia dell&#8217;Umbria<\/strong> la quale, costituita con il&nbsp; R.D. Pepoli del dicembre <strong>1860<\/strong> si estendeva su <strong>tutto il territorio umbro <\/strong>e comprendeva anche la citt\u00e0 di <strong>Rieti <\/strong>e parte della <strong>Sabina.<\/strong> Queste ultime per\u00f2 dal marzo &#8217;23 erano state unite alla Provincia diRoma e poi alla <strong>Provincia di Rieti<\/strong> istituita con R.D.L. 2 gennaio <strong>1927, n. 1<\/strong> (Governo dittatoriale Mussolini-Guardasigilli Rocco) insieme alle altre &nbsp;16 nuove &nbsp;Province, tra cui anche quella di <strong>Terni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la fine del ventennio fascista nel luglio &#8217;43, con il Decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre <strong>1944, n. 296<\/strong> (Governo Bonomi II di unit\u00e0 nazionale: DC-PCI-PSIUP-PLI-PdA-PDL- Guardasigilli Tupini) fu subito disposta l&#8217;istituzione temporanea nel comune di <strong>Orvieto<\/strong> di una <strong>sede di<\/strong> <strong>Tribunale<\/strong> e anche delle due <strong>Preture<\/strong> di <strong>Citt\u00e0 della Pieve<\/strong> e <strong>Orvieto<\/strong> scorporandole rispettivamente dai circondari di Perugia e di Terni. L&#8217;istituzione del <strong>Tribunale di Orvieto<\/strong> fu poi resa definitiva con il d.lgs. del Capo provvisorio dello Stato De Nicola n. 1641 del dicembre <strong>1947 <\/strong>(Governo De Gasperi IV di centrismo- Guardasigilli Grassi) e ratificato dalla legge n. 73 del febbraio <strong>1953 <\/strong>(Governo De Gasperi VII di centrismo-Guardasigilli Zoli). <em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni del &#8216;900 con legge 1 febbraio <strong>1989, n. 30<\/strong> (Governo De Mita di pentapartito- Guardasigilli Vassalli) vennero costituite le <strong>Preture circondariali<\/strong> e per la <strong>Corte d&#8217;Appello di Perugia <\/strong>le <strong>quattro<\/strong> Preture circondariali di <strong>Perugia<\/strong>, <strong>Terni<\/strong>, <strong>Spoleto<\/strong> e <strong>Orvieto <\/strong>con &nbsp;l&#8217;istituzione di <strong>Sezioni distaccate <\/strong>delle stesse nelle sedi delle <strong>Preture mandamentali<\/strong> preesistenti. In seguito con la legge 21 novembre <strong>1991, n. 374<\/strong> (Governo Andreotti VII di quadripartito- Guardasigilli Martelli), in sostituzione del Giudice conciliatore, \u00e8 stato istituito il <strong>Giudice di pace<\/strong> che esercita la giurisdizione <strong>in materia civile e penale<\/strong> e la funzione <strong>conciliativa in materia civile<\/strong>. L&#8217;ufficio \u00e8 ricoperto da un <strong>magistrato onorario<\/strong> appartenente all&#8217;ordine giudiziario. Gli uffici dei Giudici di pace hanno <strong>sede in tutti<\/strong> <strong>capoluoghi dei<\/strong> <strong>mandamenti pretorili<\/strong> esistenti fino all&#8217;entrata in vigore della suddetta legge n. 30 dell&#8217;89. In particolare l&#8217;ufficio del GdP di <strong>Todi<\/strong> comprendeva i <strong>cinque<\/strong> comuni di Collazzone, Fratta Todina, Massa Martana, Montecastello di Vibio e Todi della <strong>Media Valle del Tevere<\/strong> come gi\u00e0 la <strong>Pretura<\/strong> dal &#8217;41 al <strong>&#8217;89 <\/strong>&nbsp;e poi la <strong>Sezione distaccata<\/strong> fino al <strong>&#8217;98<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la legge 16 luglio <strong>1997, n. 254<\/strong> (Governo Prodi I &#8211; L&#8217;Ulivo- Guardasigilli Flick), recante delega al Governo per <strong>l&#8217;istituzione del giudice unico di primo grado<\/strong>, il Governo veniva a delegato ad emanare norme per <strong>ristrutturare gli uffici giudiziari di primo grado<\/strong> secondo il modello del giudice unico e a <strong>sopprimere pertanto l&#8217;ufficio del Pretore<\/strong> trasferendo le competenze di tale giudice al <strong>Tribunale<\/strong>. La legge delega prevedeva anche la <strong>soppressione delle sezioni distaccate <\/strong>presso le Preture circondariali, istituendo, ove necessario, <strong>Sezioni distaccate di Tribunale<\/strong> per i procedimenti in cui il Tribunale <strong>giudicava in composizione monocratica<\/strong>. Con il decreto legislativo 19 febbraio <strong>1998, n. 51<\/strong> (sempre Governo Prodi I e Guardasigilli Flick), recante norme in materia di <strong>istituzione giudice unico di primo grado<\/strong>, in Italia fu quindi <strong>soppresso l&#8217;ufficio del Pretore<\/strong> e le relative competenze furono trasferite ai <strong>Tribunali ordinari<\/strong>. Venne soppresso anche l&#8217;ufficio <strong>del pubblico ministero<\/strong> presso la Pretura circondariale. Le nuove tabelle A e B delle <strong>sedi dei<\/strong> <strong>Tribunali della Repubblica<\/strong> e loro <strong>Sezioni distaccate<\/strong> allegate al d.lgs. n. 51 prevedevano presso la <strong>Corte d&#8217;Appello di Perugia<\/strong> sempre&nbsp; i <strong>quattro<\/strong> <strong>Tribunali di Orvieto, di Perugia, di Spoleto&nbsp; e di Terni<\/strong> con i rispettivi circondari&nbsp; e <strong>solo per il Tribunale di Perugia<\/strong> venivano istituite le <strong>cinque Sezioni distaccate<\/strong> di Assisi, Citt\u00e0 di Castello, Foligno, Gubbio e <strong>Todi. <\/strong>Per la Citt\u00e0 di Todi la costituzione della Sezione territoriale avvenne in accoglimento dell&#8217;istanza del Sindaco Nulli Pero del 9 <strong>gennaio &#8217;98<\/strong> al posto della soppressa Sezione distaccata di Pretura, corredata di ampia e utile documentazione tra cui, in particolare, il titolo di <strong>&#8220;Citt\u00e0&#8221; <\/strong>e il nuovo <strong>stemma<\/strong> con la corona turrita a 5 punte delle citt\u00e0 appena concesso al comune di Todi con D.P.R. (Scalfaro) del 19-09-<strong>1994<\/strong> e l&#8217;avvenuta riclassificazione del comune dalla classe II a quella di <strong>I\/B<\/strong> con D.M. (Ministro Napolitano- Sottosegretario Vigneri) del 9-12-<strong>1996 <\/strong>(sempre Sindaco Nulli Pero) che in Umbria lo portava alla pari dei comuni di Citt\u00e0 di Castello, Gubbio, Assisi, Foligno e Spoleto. La nuova Sezione distaccata comprendeva per\u00f2 solo i <strong>cinque<\/strong> comuni di Collazzone, Fratta Todina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio e Todi dell&#8217;ex Pretura. In prima battuta infatti non fu accolta la richiesta di <strong>estendere la competenza territoriale della Sezione distaccata di tribunale di Todi <\/strong>anche ai comuni<strong> di Marsciano e Deruta <\/strong>comedeliberato dai rispettivi Consigli comunali con i Sindaci Tiberi e Mastice (atti n. 2 e n. 6 del &#8217;98, oltre quello di Todi n. 230 del &#8217;97),che pertanto continuavano a far parte del circondario della sede centrale del Tribunale di Perugia. Poi per\u00f2 con successivo d.lgs. correttivo 7 giugno<strong> 1999,<\/strong> <strong>n.<\/strong> <strong>160 <\/strong>(Governo D&#8217;alema I, Guardasigilli Diliberto), previa nuova richiesta in data 11 <strong>dicembre &#8217;98<\/strong> della neo Sindaca di Todi Marini econ ancora in carica gli altri Sindaci Tiberi e Mastice, grazie anche agli incontri avuti ad inizio di febbraio &#8217;99 a Roma, insieme ad un noto parlamentare umbro, con l&#8217;ottimo Capo di Gabinetto del Ministro dott. D&#8217;Ambrosio e con la Presidente della Commissione giustizia della Camera On. Finocchiaro, i comuni di <strong>Marsciano e Deruta<\/strong> furono soppressi nel circondario del Tribunale di Perugia e <strong>aggiunti <\/strong>al circondario dello stesso <strong>Tribunale<\/strong>&#8211;<strong>Sezione distaccata di Todi <\/strong>che cos\u00ec arriv\u00f2 ad avere competenza territoriale su ben <strong>sette<\/strong> <strong>comuni della MVT<\/strong> e un bacino d&#8217;utenza di allora quasi <strong>51 mila abitanti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;(Fine parte prima)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella discussione sulla riapertura di alcuni tribunali, il Dott. Gentili propone una analisi storica della situazione in Umbria. 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