{"id":5469,"date":"2023-04-08T12:12:44","date_gmt":"2023-04-08T10:12:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5469"},"modified":"2023-04-08T12:12:44","modified_gmt":"2023-04-08T10:12:44","slug":"guerre-organizzazioni-internazionali-e-pace-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5469","title":{"rendered":"GUERRE, ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E PACE."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0La quarta ed ultima parte dello studio del dott. Gentili.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/gentilia-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-428\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La <strong>Repubblica semipresidenziale dell&#8217;Ucraina<\/strong> (che significa &#8220;<strong>terra di confine<\/strong>&#8220;), con il Presidente eletto direttamente dal popolo, \u00e8 un Paese molto vasto con &nbsp;oltre 42 milioni di abitanti e con capitale Kiev. Il suo territorio \u00e8 stato la culla dello Stato slavo medioevale dal quale si \u00e8 sviluppato lo Stato russo moderno (<strong>Rus&#8217; di Kiev<\/strong>). L&#8217;Ucraina nel XIX secolo aveva visto il suo territorio diviso tra la Confederazione di Polonia e l&#8217;Impero russo. Durante la rivoluzione russa del 1917 un movimento nazionalista aveva fondato a Kiev la <strong>Repubblica Popolare Ucraina<\/strong>. A seguito del trattato di Brest-Litovsk del &#8217;18,&nbsp; che aveva sancito la vittoria degli Imperi centrali sul fronte orientale nonch\u00e9 la resa e l&#8217;uscita della Russia bolscevica di Lenin dalla prima guerra mondiale, la Repubblica popolare Ucraina era diventata <strong>alleata dell&#8217;Impero tedesco<\/strong> finendo per\u00f2 per essere esautorata dalle forze germaniche che vi installarono un governo &#8220;fantoccio&#8221; e invasero anche la Crimea. Il trattato di Versailles del &#8217;19 che, insieme ad altri trattati, pose fine alla guerra mondiale cancell\u00f2 ufficialmente anche la pace di Brest-Litovsk. Nel frattempo a Charkiv era stata fondata anche la <strong>Repubblica Sovietica Ucraina<\/strong> che nel &#8217;22 \u00e8 stata tra i <strong>membri fondatori<\/strong> dell&#8217;<strong>URSS<\/strong>. L&#8217;Ucraina dopo aver proclamato <strong>unilateralmente<\/strong> (come tutte le altre 14 Repubbliche) la sua <strong>indipendenza<\/strong> <strong>nel &#8217;91<\/strong> all&#8217;atto della dissoluzione dell&#8217;URSS, si era anche dichiarata <strong>Stato neutrale<\/strong>. I successivi piani di adesione alla <strong>NATO <\/strong>voluti dal Presidente <strong>V.<\/strong> <strong>Juscenko,<\/strong> eletto nel 2005, dopo la c.d. &#8220;rivoluzione arancione&#8221; contro i presunti brogli elettorali del suo avversario e la ripetizione delle elezioni, con il partito <strong>Ucraina Nostra<\/strong> di <strong>centro-destra <\/strong>riconducibile al <strong>conservatorismo liberale<\/strong> e <strong>all&#8217;europeismo<\/strong>, erano poi stati messi da parte del successivo Presidente <strong>V. Yanukovic<\/strong> che, eletto nel 2010 con il <strong>partito delle Region<\/strong>i di <strong>centro<\/strong> <strong>e filorusso<\/strong>, aveva scelto invece di mantenere l&#8217;Ucraina come <strong>Paese non allineato<\/strong> e nel &#8217;13 non aveva firmato nemmeno l&#8217;accordo di associazione con l&#8217;UE. L&#8217;Ucraina tra l&#8217;altro risulta conservare ancora lo<em> status<\/em> di&#8221;<strong>osservatore<\/strong>&#8221; nel <strong>Movimento dei paesi Non Allineati (NAM)<\/strong> con le principali potenze mondiali (o c.d. &#8220;Superpotenze&#8221;), che era contro la logica dei due blocchi contrapposti e a sostegno <strong>della pace e del disarmo<\/strong> <strong>internazionale<\/strong>. Il NAM, costituito nella conferenza di Belgrado del &#8217;61 e in auge soprattutto negli anni del bipolarismo USA-URSS, conta ancora oggi 120 Stati membri e 14 Stati osservatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2014 c&#8217;\u00e8 stata la <strong>Crisi della Crimea <\/strong>che aveva fatto parte prima della <strong>Russia imperiale<\/strong> e poi anche dell&#8217;<strong>Unione Sovietica <\/strong>come Repubblica Socialista Sovietica Autonoma (<strong>RSSA di Crimea<\/strong> con capitale Sinferopoli) dal 1921 fino al 1945, anno in cui aveva anche ospitato la <strong>Conferenza di Jalta<\/strong>, dopo l&#8217;i<strong>nvasione<\/strong> <strong>tedesca<\/strong> della penisola e la <strong>riconquista sovietica<\/strong> durante la guerra mondiale. La Crimea era stata quindi annessa dal &#8217;21 all&#8217;allora Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR, divenuta l&#8217;odierna <strong>Federazione Russa<\/strong> dopo la dissoluzione dell&#8217;URSS) ma nel &#8217;54 era stata <strong>ceduta per donazione <\/strong>(cfr. parte terza) &nbsp;dal Presidente russo <strong>Krusciov<\/strong> all&#8217;Ucraina, la quale l&#8217;aveva <strong>amministrata<\/strong> fino alla crisi del &#8217;14. La crisi \u00e8 avvenuta a seguito dell&#8217;<strong>annullamento di tale atto di donazione<\/strong> da parte della <strong>Duma di Stato<\/strong> (la Camera bassa prevista nella Federazione Russa dalla <strong>nuova Costituzione<\/strong> introdotta dal Presidente B. Eltsin nelle prime elezioni presidenziali dirette del &#8217;93) e con l&#8217;occupazione militare e la <strong>riannessione alla Russia<\/strong> &nbsp;dopo l&#8217;avvenuta proclamazione dell&#8217;<strong>indipendenza dall&#8217;Ucraina <\/strong>nel marzo &#8217;14 da parte delle autorit\u00e0 della <strong>Repubblica di Crimea <\/strong>e di quelle della citt\u00e0 federaledi<strong> Sebastopoli<\/strong>, nuova capitale della Repubblica. Le stesse autorit\u00e0 della nuova Repubblica di Crimea il 18 marzo &#8217;14 hanno firmato <strong>l&#8217;adesione alla<\/strong> <strong>Federazione russa<\/strong> in base all&#8217;esito di un <em>referendum popolare<\/em>, peraltro non riconosciuto dalla gran parte della comunit\u00e0 internazionale che anzi ha adottato sanzioni politiche ed economiche ma al solito scarsamente efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Federazione Russa <\/strong>(o pi\u00f9 comunemente <strong>Russia)<\/strong> \u00e8 lo Stato transcontinentale (del supercontinente <strong>Eurasia<\/strong>) pi\u00f9 vasto del mondo e conta circa 145 milioni di abitanti. La nuova <strong>Russia del<\/strong> <strong>dopo &#8217;91<\/strong> \u00e8 una <strong>Repubblica semipresidenziale federale <\/strong>che con il primo Presidente <strong>B. Eltsin<\/strong> ha realizzato sia la transizione verso <strong>un&#8217;economia basata sul mercato<\/strong> (anche se le privatizzazioni sono servite pi\u00f9 che altro ad arricchire gli <strong>oligarchi<\/strong> russi) che la svolta verso una <strong>democrazia rappresentativa<\/strong>,diversamentedall&#8217;<strong>ex Unione Sovietica<\/strong> che era basata su <strong>un&#8217;economia pianificata<\/strong> in cui lo Stato possedeva i mezzi di produzione in rappresentanza del popolo e in cui vigeva un vero e proprio <strong>regime monopartitico<\/strong>. Il potere legislativo in Russia \u00e8 in capo all<strong>&#8216;Assemblea federale bicamerale <\/strong>composta dalla <strong>Duma di Stato<\/strong> (o Camera bassa) di 450 membri e dal <strong>Consiglio federale<\/strong> (o Camera alta) di 166 membri. Il potere esecutivo \u00e8 in capo al <strong>Governo<\/strong> della Federazione, composto dal <strong>Primo ministro,<\/strong> dai Vicepresidenti e dai Ministri federali. Il <strong>Presidente della Federazione russa<\/strong>, che risiede al Cremlino, \u00e8 <strong>Capo dello Stato<\/strong>, non \u00e8 membro del Governo ma \u00e8 <strong>Comandante in capo <\/strong>delle forze armate, con tendenze <strong>autocratiche&nbsp; <\/strong>di controllo e censura sulle&nbsp; libert\u00e0 principali (la c.d. nuova &#8220;autocrazia elettiva&#8221;). Nella Russia del post Eltsin, dopo i due mandati quadriennali maggio &#8217;00-&#8217;04 e maggio &#8217;04-&#8217;08 di <strong>V. Putin <\/strong>sostenuto dai partiti <strong>conservatori Unit\u00e0 <\/strong>e<strong> Russia Unita <\/strong>c&#8217;\u00e8 stato quello di maggio &#8217;08-&#8217;12 del Presidente <strong>D. Medvedev<\/strong> supportato dal partito <strong>Russia Unita<\/strong> e con Primo Ministro Putin. Nell&#8217;elezioni presidenziali (con sistema a <strong>doppio turno<\/strong>) del maggio <strong>&#8217;12<\/strong> e del maggio <strong>&#8217;18<\/strong> \u00e8 stato rieletto Presidente <strong>V.<\/strong> <strong>Putin<\/strong> del partito <strong>conservatore <\/strong>e<strong> nazionalista<\/strong> <strong>Russia Unita<\/strong>, rispettivamente con &nbsp;il 63%&nbsp; e con il 76% dei voti, per una durata del mandato presidenziale riportata a 6 anni dal &#8217;12 sempre con il limite di <strong>due mandati consecutivi<\/strong> e con primi Ministri Medvedev e dal &#8217;20 M. Misustin.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In concomitanza con la crisi di Crimea si sono sviluppati anche moti di protesta antigovernativi nella <strong>regione ucraina sud-orientale del<\/strong> <strong>Donbass<\/strong>&nbsp; a maggioranza russofona, dando luogo ad una <strong>guerra<\/strong> civile iniziata nell&#8217;<strong>aprile &#8217;14<\/strong> tra le forze separatiste filorusse e le forze governative dell&#8217;Ucraina. <strong>La guerra<\/strong> ha portato alla costituzione delle due <strong>repubbliche popolari di Doneck e Lugansk<\/strong>,alla dichiarazione unilaterale d&#8217;<strong>indipendenza dall&#8217;Ucraina <\/strong>nel maggio &#8217;14 a seguito di un <em>referendum <\/em>criticato dall&#8217;Occidente &nbsp;e al loro <strong>riconoscimento formale<\/strong> da parte della Russia il 21 febbraio &#8217;22 trovando di fatto continuazione nel <strong>devastante e cruento conflitto<\/strong> scatenato tre giorni dopo dalla Russia e tuttora in corso. L&#8217;<strong>Ucraina <\/strong>nel frattemposi era &nbsp;anche <strong>ritirata<\/strong> ufficialmente dalla<strong> Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti<\/strong> <strong>(<\/strong>CSI) nel maggio<strong> &#8217;18 <\/strong>durante la Presidenza di <strong>P. Porosenko <\/strong>(giugno &#8217;14-maggio &#8217;19) del partito di <strong>destra nazionalista<\/strong> denominato <strong>Solidariet\u00e0 Europea<\/strong>, che aveva vinto le elezioni presidenziali del maggio &#8217;14 con il sostegno del partito <strong>Ucraina Nostra<\/strong> di <strong>centro-destra<\/strong>. Nel giugno &#8217;14 il Presidente Porosenko aveva anche firmato la seconda parte dell&#8217;<strong>accordo di associazione Ucraina-Unione Europea <\/strong>(che per\u00f2 non era richiesta di adesione all&#8217;UE)gi\u00e0 in parte firmato nel marzo &#8217;14 dal Presidente<em> ad interim<\/em> <strong>O. Turcinov<\/strong> del partito <strong>Patria <\/strong>di <strong>centro-destra<\/strong> <strong>conservatore, nazionalista e filo-europeo<\/strong>, subentrato al Presidente Janukovic destituito nel febbraio &#8217;14. Nelle elezioni del maggio &#8216;<strong>19<\/strong> \u00e8 stato eletto al ballottaggio con oltre il 73% dei voti e per 5 anni (sconfiggendo il ricandidato Presidente uscente Porosenko) l&#8217;attuale <strong>Presidente V. Zelensky<\/strong>, attore, regista, comico e politico del partito<strong> Servitore del Popolo <\/strong>che ha lo stesso nome della serie televisiva di satira politica ucraina incentrata sulla figura, da lui interpretata, di un professore di storia di un Liceo imprevedibilmente eletto Presidente dell&#8217;Ucraina. Il partito era stato &nbsp;fondato nel marzo &#8217;18 dallo stesso Zelensky e dallo staff della serie televisiva allora come <strong>forza politica filorussa<\/strong> che si opponeva alla politica di <strong>ucrainizzazione<\/strong> e con un Zelensky che addirittura <strong>voleva il russo <\/strong>come lingua ufficiale dell&#8217;Ucraina. Quel partito ha poi <strong>cambiato orientamento<\/strong> in senso favorevole alla <strong>centralizzazione del potere <\/strong>ea un <strong>Presidente forte <\/strong>(tendenza ricorrente nelle Repubbliche presidenziali o anche semipresidenziali)<strong> &nbsp;<\/strong>ediventando un partito <strong>nazionalista, populista <\/strong>e<strong> atlantista <\/strong>favorevole all&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina sia all&#8217;<strong>UE<\/strong> che alla <strong>NATO <\/strong>specialmente dopo l&#8217;<strong>invasione russa <\/strong>del Paese nel febbraio &#8217;22. L&#8217;invasione &nbsp;ha fatto seguito ad&nbsp; un&#8217;accentuazione della<strong> tensione tra i due Stati<\/strong> dovuta sia alle <strong>prolungate manovre militari<\/strong> degli eserciti russi e bielorussi lungo il confine ucraino che al <strong>rifiuto della NATO<\/strong> di assicurare la sua <strong>non espansione verso est<\/strong>,come richiesta dalla Russia, che la considera <strong>pericolosa <\/strong>per la sua sicurezza nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra l&#8217;altro anche la <strong>Finlandia<\/strong> e la <strong>Svezia<\/strong>, Stati membri dell&#8217;UE dal &#8217;95 e tradizionalmente <strong>Paesi neutrali, <\/strong>dopo l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina del febbraio &#8217;22 hanno cambiato radicalmente posizione, avanzando richiesta congiunta di <strong>adesione alla NATO<\/strong> nel maggio &#8217;22. &nbsp;&nbsp;Questo<strong> futuro allargamento a nord<\/strong> <strong>della NATO<\/strong> (la Norvegia ne era gi\u00e0 membro fondatore) sicuramente creer\u00e0 ulteriori attriti nelle relazioni tra gli <strong>Stati Nato <\/strong>e la <strong>Russia<\/strong>, aprendo anche un nuovo <strong>fronte nell&#8217;Alto Nord<\/strong> (High Nord) considerato soprattutto che la <strong>Finlandia<\/strong> ha in comune con la Russia una frontiera di oltre 1.300 km. Con l&#8217;attuale Presidenza americana del <strong>democratico J. Biden<\/strong> ( gi\u00e0 Vicepresidente dal &#8217;09 al &#8217;17 durante i due mandati del pi\u00f9 cauto Presidente B. Obama) sin dalla sua elezione nel gennaio<strong> &#8217;21<\/strong> &nbsp;\u00e8 apparso pienamente confermato l&#8217;approccio <strong>inclusivo per l&#8217;ingresso nella NATO<\/strong> sia dei <strong>Paesi dei Balcani<\/strong> che anche degli Stati pi\u00f9 problematici (rispetto alle relazioni con la Russia) come <strong>l&#8217;Ucraina e la Georgia<\/strong> non togliendoli dall&#8217;agenda della NATO ed anzi favorendo tale ingresso sia per l&#8217;Ucraina dopo che Mosca vi ha mandato i carri armati che per le recenti richieste di <strong>Finlandia <\/strong>e <strong>Svezia<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sta di fatto&nbsp; che la <strong>NATO<\/strong> comunque gi\u00e0 oggi dispone di <strong>numerose basi e contingenti militari<\/strong> di stanza, oltre che nei Paesi dell&#8217;Europa occidentale, anche in quelli dell&#8217;Europa orientale dell&#8217;ex patto di Varsavia e in particolare in quelli pi\u00f9 verso est della <strong>Polonia<\/strong>,<strong> Repubblica Ceca<\/strong>, <strong>Romania<\/strong> e <strong>Bulgaria<\/strong> e persino nei tre Paesi baltici (ex membri dell&#8217;URSS) della <strong>Lituania<\/strong> confinante con la Bielorussia e della <strong>Lettonia<\/strong> ed <strong>Estonia <\/strong>confinanti direttamente con la Federazione russa. Se da una parte l&#8217;<strong>allargamento ad est della Nato<\/strong> \u00e8 stato visto dai nuovi Stati membri come uno <strong>scudo efficace<\/strong> contro eventuali politiche aggressive della nuova Federazione Russa, dall&#8217;altra anche la <strong>Russia<\/strong> <strong>postcomunista <\/strong>&nbsp;ma<strong> ultranazionalista <\/strong>del Presidente Putin ha considerato il progressivo <strong>allargamento ad est dell&#8217;Alleanza militare atlantica <\/strong>come una <strong>potenziale minaccia<\/strong> nei suoi confronti. Si \u00e8 cos\u00ec ricreato di fatto un clima da quasi<strong> nuova &#8220;guerra fredda&#8221; <\/strong>ed anzi dal febbraio&#8217;22 molto<strong> &#8220;surriscaldata&#8221;<\/strong>, tra blocchi contrapposti divenuti ora per\u00f2 direttamente <strong>confinanti<\/strong>, senza nemmeno pi\u00f9 la vecchia <strong>rete difensiva&#8221;esterna&#8221;<\/strong> del Patto di Varsavia a suo tempo voluta da Stalin e dai suoi successori dopo la <strong>Grande Alleanza<\/strong> (Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica) che aveva portato alla vittoria finale degli Alleati nella seconda guerra mondiale. Quella rete difensiva per l&#8217;Unione Sovietica era anche volta ad impedire eventuali nuovi attacchi e invasioni da Occidente del tipo di quello follemente messo in atto dall&#8217;<strong>Asse Roma-Berlino-Tokio <\/strong>nel giugno &#8217;41, purtroppo con gravi responsabilit\u00e0 (non deve essere mai dimenticato) anche dello <strong>Stato Italiano<\/strong> sotto la <strong>dittatura fascista<\/strong> di Mussolini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche da tutto ci\u00f2&nbsp; \u00e8 conseguito che le mosse di<strong> avvicinamento alla Nato<\/strong> di altre ex Repubbliche socialiste sovietiche (ora Stati indipendenti ma con la &#8220;sfortuna&#8221; di essere insediati su territori di confine tra le diverse potenze) di fatto sono state poi usate dalla <strong>Federazione Russa<\/strong> dei Presidenti Medvedev e Putin sia come <strong>pretesto <\/strong>per occupare militarmente tali Stati come accaduto nell&#8217;agosto &#8217;08 con la Repubblica della <strong>Georgia<\/strong> (designata come &#8220;paese aspirante&#8221; dal Consiglio Nord Atlantico nel dicembre &#8217;11) e nel &#8217;14 con la guerra del <strong>Donbass<\/strong> in<strong> Ucraina<\/strong> e sia per ampliare la ridotta <strong>sfera d&#8217;influenza<\/strong> della Russia post-sovietica. Da ultimo poi la Russia di Putin il 24 febbraio dell&#8217;anno scorso ha lanciato una &#8220;<strong><em>operazione militare speciale<\/em><\/strong>&#8221; contro l&#8217;Ucraina, una sorta di &#8220;<strong>guerra lampo<\/strong>&#8221; verosimilmente volta a sfondare le linee nemiche e <strong>rovesciare<\/strong> il Presidente eletto e il Governo filooccidentale di Kiev sostituendoli con figure filorusse anche per cercare di evitare<strong> l&#8217;ingresso di quello Stato nella Nato<\/strong> poi per\u00f2 formalmente <strong>richiesto<\/strong> nel settembre &#8217;22 dal Governo ucraino. Tale &#8220;operazione speciale&#8221; \u00e8 presto fallita per la tenace <strong>resistenza ucraina<\/strong> efficacemente promossa e guidata dal <strong>Presidente Zelensky<\/strong> &nbsp;e prontamente sostenuta dai principali Stati occidentali sotto l&#8217;alta direzione degli Stati Uniti d&#8217;America e in particolare dell&#8217;attuale <strong>Presidente democratico J. Biden<\/strong>. Sicch\u00e9 l&#8217;intervento russo si \u00e8 trasformato in una vera e propria <strong>guerra d&#8217;invasione<\/strong> che ha gi\u00e0 provocato <strong>migliaia di morti<\/strong> da entrambe le parti e tante <strong>distruzioni di edifici e impianti<\/strong> sul territorio ucraino, resuscitando anche lo spettro dell&#8217;impiego delle <strong>armi nucleari <\/strong>inun possibile <strong>conflitto atomico<\/strong> che potrebbe portare anche ad una <strong>catastrofe globale<\/strong>. Sta di fatto che in questa terribile guerra di aggressione finora non \u00e8 risultata praticabile alcuna <strong>via d&#8217;uscita diplomatica<\/strong> n\u00e9 appare all&#8217;orizzonte un fattibile accordo tra le parti per arrivare almeno ad un <strong>cessate il fuoco<\/strong> ma anzi si sta assistendo ad una progressiva &#8220;<strong><em>escalation&#8221;<\/em> del conflitto armato<\/strong> che potrebbe anche sfociare in una <strong>guerra mondiale<\/strong> <strong>tra la Federazione Russa e la NATO <\/strong>guidata dagli <strong>Stati Uniti d&#8217;America<\/strong> e i loro rispettivi alleati. Dopo la <em>debacle <\/em>della <strong>Societ\u00e0 delle Nazioni<\/strong> sancita dallo scoppio della seconda&nbsp; guerra mondiale nel secolo scorso, oggi sembra quasi di assistere anche al <strong>fallimento dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) <\/strong>che \u00e8 bloccata dalle sue stesse regole di funzionamento (assolutamente da modificare) e al prepotente ritorno della <strong>guerra <\/strong>come il pi\u00f9 efficace strumento degli Stati, singoli o in coalizione, per la <strong>risoluzione delle controversie <\/strong>tra gli stessi e per il raggiungimento dei loro <strong>obiettivi nazionalisti.<\/strong> &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione \u00e8 tuttora in corso ed anzi in fase di <em>escalation <\/em>la <strong>guerra d&#8217;invasione<\/strong> iniziata oltre un anno fa dalla Russia in Ucraina, la quale riesce a resistere grazie al <strong>sacrificio dei suoi cittadini in armi <\/strong>e al costo di tante altre vite umane nelle <strong>citt\u00e0 bombardate<\/strong> e quasi interamente <strong>distrutte<\/strong>, nonch\u00e9 grazie alle consistenti <strong>forniture di armamenti<\/strong> anche tecnologicamente avanzati degli Stati occidentali. Tali forniture di armamenti all&#8217;Ucraina sono state fatte soprattutto da parte di <strong>Stati Uniti d&#8217;America<\/strong>,<strong> Canada<\/strong>,<strong> Norvegia, Polonia<\/strong>,<strong> Regno Unito <\/strong>(purtroppo uscito dall&#8217;UE nel febbraio &#8217;20)e di<strong> Estonia<\/strong>,<strong> Lettonia e<\/strong> <strong>Lituania <\/strong>(entrate nell&#8217;UE e nella Nato dal &#8217;04 &nbsp;e non nella CSI, di cui sono invece membri la Bielorussia e la Moldavia). Occorrerebbe per\u00f2 &nbsp;che gli <strong>Stati nazionali e le loro organizzazioni internazionali<\/strong> si sforzassero almeno altrettanto per individuare di comune accordo e avanzare anche una o pi\u00f9 soluzioni oppure una o pi\u00f9 prospettive al fine di arrivare quanto prima ad un <strong>cessate il fuoco<\/strong> e all&#8217;avvio dei <strong>necessari negoziati<\/strong> per <strong>porre finalmente termine <\/strong>a questa<strong> guerra cruenta <\/strong>(e non solo a questa) e per <strong>costruire una pace <\/strong>(senza aggettivi, se la si vuole veramente raggiungere) nel <strong>continente europeo<\/strong> <strong>allargato<\/strong> fino ai monti Urali.<\/p>\n\n\n\n<p>Una possibile <strong>prospettiva di pace, <\/strong>allo stato attuale della guerra, potrebbe essere anche quella per cui tutti gli<strong> Stati indipendenti<\/strong> dell&#8217;Europa orientale,posti tra il Mar Nero e il Mar Baltico e <strong>confinanti ad est con la Federazione Russa<\/strong>, data proprio la loro peculiare e critica collocazione territoriale di frontiera, dovrebbero assumere il ruolo dei c.d.<strong> &#8220;Stati cuscinetto&#8221;<\/strong>tra la nuova<strong> Federazione russa <\/strong>e la nuova<strong> Unione Europea <\/strong>che vede gi\u00e0 <strong>21 <\/strong>suoi Stati membri(sui 27 totali) essereanche membri della<strong> NATO<\/strong>.<strong> &nbsp;<\/strong>L&#8217;UE risulta ancora affidarsi militarmente alla NATO forse per una sua non volont\u00e0 o incapacit\u00e0 di procedere alla creazione di un&#8217;<strong>autonoma<\/strong> <strong>Difesa comune <\/strong>della &#8220;potenza&#8221; europeache, nello <strong>scacchiere internazionale <\/strong>attuale e futuro, potrebbe avere<strong> obiettivi strategici <\/strong>anche parzialmente diversida quelli &#8220;planetari&#8221; degli USA. I nuovi &#8220;Stati cuscinetto&#8221;, al limite anche al di l\u00e0 della loro eventuale appartenenza ad un altro Stato nazionale ma come <strong>entit\u00e0 autonome<\/strong>, pi\u00f9 precisamente potrebbero essere quelli della <strong>Repubblica di Georgia <\/strong>(Repubblica parlamentare indipendente dal &#8217;91 e poi membro della Comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti-CSI- ma uscitane nel &#8217;09), della<strong> Repubblica di Crimea <\/strong>(la 22^ entit\u00e0 federale della nuova Russia a seguito della sua riannessione nel marzo &#8217;14), delle <strong>due Repubbliche popolari di Doneck e Lugansk<\/strong> (autoproclamatesi indipendenti dall&#8217;Ucraina nel maggio &#8217;14 dopo un referendum e riconosciute formalmente dalla Russia nel febbraio &#8217;22 annettendoli come soggetti federali nel settembre &#8217;22), dell&#8217;<strong>Ucraina <\/strong>(uscita dalla CSI nel &#8217;14), della<strong> Bielorussia<\/strong>,della<strong> Lettonia<\/strong>,dell&#8217;<strong>Estonia <\/strong>e della<strong> Finlandia<\/strong>.Tali nove <strong>repubbliche orientali<\/strong> dovrebbero diventare un <strong>corridoio di<\/strong> <strong>Stati&nbsp; militarmente neutrali<\/strong>,che cio\u00e8 non possono <strong>aderire ad alcuna alleanza militare<\/strong> o schierarsi in conflitti militari. Le Convenzioni dell&#8217;Aia, gi\u00e0 dal 1907, hanno codificato la <strong>neutralit\u00e0<\/strong> degli Stati come parte del <strong>diritto internazionale<\/strong>, statuendo che gli <strong>Stati neutrali<\/strong> devono <strong>astenersi dall&#8217;entrare in guerra<\/strong>, garantire parit\u00e0 di trattamento agli Stati belligeranti nell&#8217;esportazione di materiale bellico, non fornire truppe mercenarie agli Stati belligeranti e <strong>non permettere<\/strong> <strong>agli stessi di utilizzare il proprio territorio<\/strong>. Questi Stati dovrebbero quindi evitare di divenire o rinunciare ad essere membri<strong> sia della NATO<\/strong> che di altre <strong>organizzazioni internazionali militari dell&#8217;est<\/strong>, ferma magari restando la loro facolt\u00e0 di aderire a <strong>organizzazioni sovranazionali <\/strong>come l&#8217;Unione Europeao ad<strong> organizzazioni internazionali non militari dell&#8217;est,<\/strong> per\u00f2 con il vincolo della <strong>neutralit\u00e0 e inviolabilit\u00e0 del loro spazio territoriale, marittimo ed aereo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine della quarta e ultima parte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0La quarta ed ultima parte dello studio del dott. Gentili. La Repubblica semipresidenziale dell&#8217;Ucraina (che significa &#8220;terra di confine&#8220;), con il Presidente eletto direttamente dal popolo, \u00e8 un Paese molto vasto con &nbsp;oltre 42 milioni di abitanti e con capitale Kiev. Il suo territorio \u00e8 stato la culla dello Stato slavo medioevale dal quale si &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5469\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5469"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5469"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5470,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5469\/revisions\/5470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}