{"id":5428,"date":"2023-03-01T21:24:55","date_gmt":"2023-03-01T20:24:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5428"},"modified":"2023-03-01T21:24:56","modified_gmt":"2023-03-01T20:24:56","slug":"guerre-organizzazioni-internazionali-e-pace-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5428","title":{"rendered":"GUERRE, ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E PACE\u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u00a0Continua la trattazione del dott. Alfonso  Gentili. <em>Parte terza<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/gentilia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1385\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel&nbsp; gennaio &#8217;95 in Europa fu fondata anchel&#8217;<strong>Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) <\/strong>come trasformazione in stabile organizzazione della <strong>Conferenza sulla Sicurezza e sulla Cooperazione in Europa (CSCE) <\/strong>che si erariunita ad Helsinki nel luglio <strong>&#8217;73, <\/strong>durante la guerra fredda, con il ruolo di ponte tra est e ovest per la&nbsp; riapertura del dialogo. Alla Conferenza avevano partecipato tutti gli Stati europei e gli inviati di USA e URSS,&nbsp; arrivando nell&#8217;agosto <strong>&#8217;75<\/strong> alla firma degli <strong>Accordi di Helsinki<\/strong> con cui furono riconosciute ed accettate le frontiere esistenti tra gli Stati europei, compresa la divisione in due della Germania e l&#8217;URSS si era impegnata al <strong>rispetto dei diritti umani<\/strong> in cambio dell&#8217;implicito riconoscimento del <strong>dominio sovietico in Europa orientale<\/strong>. Nel novembre <strong>&#8217;90<\/strong> la CSCE aveva anche adottato la <strong>Carta di Parigi per una nuova Europa<\/strong> che di fatto riconosceva la <strong>fine della guerra fredda<\/strong>. Poi nel corso degli anni novanta, dopo la disgregazione del blocco sovietico, l&#8217;OSCE ha cominciato a svolgere compiti di <strong>prevenzione e composizione pacifica<\/strong> dei vari conflitti verificatisi nei Paesi dell&#8217;est europeo favorendone, oltre la ricostruzione, anche il processo di transizione democratica. La nuova<strong> OSCE,<\/strong> con sede a <strong>Vienna<\/strong> e attualmente con 57 Stati membri e 11 <em>partner<\/em> di cooperazione, risulta essere la pi\u00f9 grande <strong>organizzazione intergovernativa di sicurezza regionale<\/strong> con lo scopo della <strong>promozione della pace<\/strong>, del <strong>dialogo<\/strong> politico, della <strong>cooperazione<\/strong> e della giustizia in Europa. Col passare degli anni ha promosso una serie di missioni di <strong>mantenimento della pace<\/strong> <strong>internazionale<\/strong> (<em>peacekeeping<\/em>) e di <strong>operazioni sul terreno<\/strong> (missioni sul territorio per assistere gli Stati) in Europa e nel mondo. Ha avuto e ha come obiettivo&nbsp; principale il <strong>mantenimento della pace e della sicurezza in Europa<\/strong>&nbsp; e per sicurezza intende, oltre che <strong>l&#8217;assenza di conflitti armati,<\/strong> anche il presupposto per la <strong>difesa dei diritti umani <\/strong>e per la presenza di <strong>strutture democratiche<\/strong>&nbsp; in uno &#8220;Stato di diritto&#8221;. Gli organi politici dell&#8217;OSCE sono: il Consiglio Ministeriale come principale organo decisionale, il Consiglio Permanente organo assembleare composto dai rappresentanti permanenti degli Stati partecipanti, il Foro di Cooperazione per la Sicurezza organo di negoziato permanente&nbsp; sulle tematiche della sicurezza in termini politico-militari, il Summit dei Capi di Stato e di Governo che decide le priorit\u00e0 e gli orientamenti dell&#8217;organizzazione, la Presidenza in esercizio a rotazione annuale tra i Ministri degli Esteri degli Stati con poteri di rappresentanza e di supervisione dell&#8217;apparato amministrativo con a capo il Segretario Generale. Differentemente dalle altre organizzazioni internazionali l&#8217;OSCE per\u00f2 <strong>non ha personalit\u00e0 giuridica<\/strong> agendo in un quadro&nbsp; non chiaro di capacit\u00e0 giuridica con notevoli ostacoli sul piano operativo e per questo gli Stati aderenti&nbsp; sono denominati <strong>partecipanti <\/strong>e non membri. Tra essi&nbsp; in particolare figurano anche gli Stati Uniti, la Russia e l&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ottobre <strong>2004 <\/strong>&nbsp;l&#8217;<strong>Unione Europea <\/strong>era anche &nbsp;riuscita a definire e firmare a Roma la <strong>Costituzione europea<\/strong> che (<em>purtroppo<\/em>) per\u00f2 fu bocciata dai <em>referendum<\/em> popolari del &#8217;05 sulla ratifica del relativo Trattato in Francia e Olanda. Nell&#8217;ottobre <strong>&#8217;12<\/strong>,a Oslo in Norvegia, la stessa UE era stata anche insignita del <strong>Premio Nobel per la pace <\/strong>&nbsp;per aver &#8220;<em>contribuito a trasformare la maggior parte dell&#8217;Europa da un continente di guerra a un continente di pace<\/em>&#8221; e per il contributo dato per sei decenni a favore della pace e riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani. La prevista e <strong>autonoma difesa comune europea<\/strong>, in precedenza di competenza della disciolta UEO e che si sarebbe dovuta realizzare con la creazione di una Comunit\u00e0 europea di difesa (CED), dopo il <strong>Trattato di Lisbona <\/strong>del dicembre 2007 in vigore dal dicembre<strong> &#8217;09 <\/strong>erecante anche modifiche del Trattato&nbsp; sull&#8217;Unione Europea (<strong>TUE<\/strong>) &nbsp;dovr\u00e0 essere realizzata quando finalmente lo avr\u00e0 deciso all&#8217;unanimit\u00e0 il <strong>Consiglio europeo. <\/strong>&nbsp;Nel frattempo <strong>la difesa comune<\/strong> \u00e8 entrataa far parte, per &#8220;taluni&#8221; Stati <strong>membri UE<\/strong>, delle competenzedell&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico se anche <strong>membri Nato<\/strong>. Anche la clausola di <strong>mutua difesa<\/strong> dell&#8217;ex-UEO (che obbligava tutti gli Stati membri ad intervenire in solido in caso di necessit\u00e0- es. aggressione armata nel territorio di uno Stato<strong> membro UE<\/strong>) \u00e8 stata incorporata nel Trattato medesimo (cfr. <strong>TUE<\/strong> vigente: Titolo V, Capo 2, Sezione II- Disposizioni sulla <strong>Politica di Sicurezza e di Difesa Comune <\/strong>(<strong>PSDC<\/strong>)- Art. <strong>42,<\/strong> commi <strong>2<\/strong> e&nbsp; <strong>7. <\/strong>Nell&#8217;attuale conflitto russo-ucraino lo <strong>Stato aggredito<\/strong> non&nbsp; risulta per\u00f2 essere ancora oggi <strong>n\u00e9 membro UE n\u00e9 membro Nato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;Organizzazione del Trattato dell&#8217; Atlantico del Nord (<\/strong>in inglese <em>North Atlantic Treaty Organization-<\/em><strong> NATO,<\/strong> <em>&nbsp;<\/em>oin francese <em>Organitation du Trait\u00e9 dell&#8217;Atlantique Nord<\/em>&#8211;<strong>OTAN<\/strong>) \u00e8 stata creata in base al <strong>Patto Atlantico<\/strong>, iltrattato di alleanza siglato a Washington (Presidente Truman) nell&#8217;<strong>aprile 1949<\/strong> da <strong>12<\/strong> Paesi <strong>dell&#8217;America del Nord e dell&#8217;Europa occidentale<\/strong>.Si tratta di un&#8217;organizzazione internazionale <strong>multilaterale<\/strong> a carattere <strong>regionale <\/strong>(Atlantico settentrionale) con sede politica a<strong> Bruxelles <\/strong>e con principale organismo decisionale il<strong> Consiglio del Nord Atlantico <\/strong>(NAC)presieduto dal<strong> Segretario Generale <\/strong>(in carica dal &#8217;14 il norvegese J. Stoltenberg) e doveogni Stato membroha un seggio. Ha lo scopo di costituire un&#8217;<strong>alleanza militare &nbsp;<\/strong>tra le <strong>parti <\/strong>(cio\u00e8 gli <strong>Stati membri<\/strong>)a carattere<strong> difensivo (<\/strong>cfr. artt. 5&nbsp; e 6 del Trattato). La Nato ha avuto come<strong> Stati fondatori<\/strong> gli Stati Uniti, il Canada, l&#8217;Islanda, la Norvegia, il Regno unito, la Francia, l&#8217;Italia, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Danimarca e il Portogallo, ai quali poi se ne sono aggiunti altri 4 e cio\u00e8 la Turchia nel &#8217;52, la Germania ovest nel &#8217;55, la Spagna nel &#8217;82 e la Germania est nel &#8217;89 per allora&nbsp; complessivi <strong>16<\/strong> Stati membri. L&#8217;istituzione della NATO era collegata alla <strong><em>guerra fredda<\/em><\/strong>, il conflitto senza armi ma particolarmente aspro che era iniziato dopo la seconda guerra mondiale tra l&#8217;<strong>Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS)<\/strong> comuniste e gli <strong>Stati occidentali<\/strong> capitalisti. Dopo la disfatta della Germania nazista le due maggiori potenze vincitrici, cio\u00e8 <strong>gli Stati Uniti<\/strong> <strong>d&#8217;America (USA)<\/strong>,Repubblica federale composta da 50 Stati e un Distretto federale (con Washington capitale federale) e<strong> l&#8217;Unione Sovietica<\/strong>, Repubblica federale con capitale Mosca e composta da<strong> 15<\/strong> Repubbliche Socialiste Sovietiche (tra le quali anche la Moldavia, l&#8217;Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, oltre l&#8217;exclave russa &#8216;oblast&#8217; o regione di Kalingrad, tutte poste lungo la linea di confine verso ovest) favorirono la nascita di <strong>due blocchi <\/strong>contrapposti e rivali in Europa. I <strong>Paesi Baltici<\/strong> e cio\u00e8 la Lituania, la Lettonia e l&#8217;Estonia, gi\u00e0 facenti parte dell<strong>&#8216;impero russo <\/strong>come governatorati del Baltico fino al &#8217;17, divenuti indipendenti nel &#8217;18 insieme al Granducato di Finlandia poi di nuovo occupati dall&#8217;URSS di Stalin prima nel &#8217;39 e infine liberati dall&#8217;invasore dell&#8217;Asse tedesco-italiano nel &#8217;44, sono rimasti <strong>membri dell&#8217;Unione Sovietica<\/strong> come Repubbliche socialiste sovietiche fino alla sua dissoluzione nel &#8217;91, divenendo poi <strong>Repubbliche parlamentari indipendenti<\/strong>. Nei <strong>7<\/strong> <strong>Stati europei dell&#8217;est,<\/strong> parimenti <strong>liberati nel &#8217;44<\/strong> dall&#8217;avanzata fino a Berlino delle armate sovietiche (la c.d.Armata Rossa), erano stati instaurati regimi comunisti simili a quello della Russia mentre negli <strong>Stati europei dell&#8217;ovest<\/strong> <strong>liberati<\/strong> dagli eserciti anglo-americanierano stati creati sistemi politici democratici e rappresentativi. La <strong>Germania<\/strong> si era cos\u00ec ritrovata divisa tra una parte occidentale capitalistica e una orientale socialista.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;In questo nuovo scenario di divisione dell&#8217;Europa nelle due c.d. <strong>zone d&#8217;influenza<\/strong> laNATO, <strong>alleanza anti-URSS<\/strong> <strong>guidata dagli Stati Uniti<\/strong>, divent\u00f2 uno strumento per mettere gli Stati appartenenti al c.d. <strong>mondo occidentale<\/strong> sotto la <strong>protezione militare dell&#8217;America <\/strong>(che \u00e8 anche la <strong>superpotenza<\/strong> con la maggiore spesa al mondo per <strong>armamenti e apparati belli<\/strong>ci) in caso di eventuali attacchi da parte dell&#8217;Unione Sovietica, gi\u00e0 considerata come una <strong>minaccia <\/strong>appenadopo la &#8220;Grande Alleanza&#8221; e la vittoria nella guerra mondiale.Sei anni dopo la fondazione della NATO, nel <strong>maggio &#8217;55<\/strong> anche <strong>l&#8217;URSS, <\/strong>con segretario del PCUS ePresidente del Consiglio dei Ministri <strong>N. Krusciov<\/strong>, istitu\u00ec <strong>un&#8217;alleanza militare<\/strong> denominata <strong>Patto<\/strong> <strong>o Trattato<\/strong> <strong>di Varsavia <\/strong>con i 7 Stati socialisti del <strong>blocco europeo orientale<\/strong>. Tra l&#8217;altro il leader sovietico Krusciov, nato a Kursk e trasferitosi con la famiglia in Ucraina dove aveva frequentato le scuole elementari e lavorato da giovane a Kiev e nel Donbass, nel febbraio del &#8217;54 aveva <strong>donato la Crimea all&#8217;Ucraina<\/strong> per commemorare il 300\u00b0 anniversario del trattato di Perejaslavdel <strong>1654<\/strong> &nbsp;con cui l&#8217;Ucraina era entrata a far parte del<strong> Regno russo <\/strong>degli Zar moscoviti in cambio di aiuto e protezione <strong>contro il<\/strong> <strong>Regno di Polonia<\/strong> che nel secolo precedente l&#8217;aveva <strong>incorporata<\/strong>. Dopo la caduta nel &#8217;89 del <strong>Muro di Berlino <\/strong>(sistema di recinzione della parte orientale della citt\u00e0, divenuta capitale della Germania est), eretto per impedire la libera circolazione verso la Germania ovest, nonch\u00e9simbolo della c.d<strong>. &#8220;cortina di ferro&#8221; <\/strong>ecio\u00e8 lalinea immaginaria di confine tra le<strong> zone europee della Nato <\/strong>e quelle<strong> orientali del Patto di Varsavia<\/strong>, la Germania est era stata inglobata dalla Germania Ovest (con precedente capitale Bonn) in uno <strong>Stato unico <\/strong>econ nuova capitale Berlino. Tale unificazione aveva comportatoanche l&#8217;appartenenza della Germania intera alla NATO sicch\u00e9, configurandosi l&#8217;operazione come un&#8217;espansione territoriale verso est, \u00e8 noto che furono anche necessarie rassicurazioni all&#8217;Unione Sovietica che la NATOnon si sarebbe <strong>ulteriormente espansa verso l&#8217;oriente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal &#8217;55 al &#8217;91, durante la guerra fredda, comunque <strong>la NATO e il Patto di Varsavia<\/strong> non si erano mai scontrati direttamente in Europa e nel <strong>luglio &#8217;91, <\/strong>con Presidente &nbsp;dell&#8217;Unione Sovietica <strong>M. Gorbaciov<\/strong>,<strong> &nbsp;<\/strong>a <strong>Praga<\/strong> era stato firmato il protocollo ufficiale per lo <strong>scioglimento del Patto di Varsavia<\/strong> ponendo fine a 36 anni di alleanza militare degli Stati dell&#8217;Europa dell&#8217;est con l&#8217;URSS.&nbsp; Subito dopo era iniziato anche il processo che aveva portato nel <strong>dicembre &#8217;91<\/strong> alla <strong>dissoluzione dell&#8217;URSS<\/strong> con ultimo Presidente Gorbaciov, artefice appunto della <strong>fine della guerra fredda<\/strong> e &nbsp;che nell&#8217;ottobre &#8217;90 era stato anche per questo insignito del <strong>Premio Nobel per la pace<\/strong>. La fine dell&#8217;URSS aveva portato alla sua suddivisione in <strong>15 Repubbliche indipendenti<\/strong> di cui <strong>9<\/strong> aderenti alla nuova organizzazione internazionale denominata <strong>Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti (CSI)<\/strong>, nata nel dicembre <strong>&#8217;91<\/strong> a seguito della firma &nbsp;del Trattato di Belaveza da parte di Russia, Bielorussia e Ucraina, avente sede a Minsk, capitale dello Stato membro Bielorussia e dotata di poteri di coordinamento in campo economico-finanziario e della sicurezza. Poi per\u00f2 l&#8217;<strong>Ucraina<\/strong> non ne aveva <strong>ratificato<\/strong> <strong>lo Statuto<\/strong> contestando la scelta di riconoscere alla sola Russia lo <em>status <\/em>di<strong> &#8220;<\/strong>Stato successore&#8221; dell&#8217;URSS e per questo ne era divenuta nel <strong>&#8217;93 <\/strong>solo&#8221;<strong>Stato associato<\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni novanta la <strong>dissoluzione del<\/strong> <strong>blocco sovietico<\/strong> degli Stati del Patto di Varsavia e la <strong>fine della<\/strong> <strong>guerra fredda<\/strong> avrebbe potuto costituire l&#8217;occasione anche per una <strong>riconsiderazione<\/strong> della permanenza della stessa <strong>NATO<\/strong> composta di 16 Stati membri al momento del crollo del muro di Berlino<strong> <\/strong>e per la realizzazione semmai di una <strong>concreta ed autonoma Politica di Sicurezza e di Difesa Comune<\/strong> (PSDC) da parte della <strong>nuova Unione Europea<\/strong> (UE) che gi\u00e0 comprendeva la Germania riunificata e che si stava <strong>allargando agli altri sei Paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;est<\/strong> come poi avvenuto per la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l&#8217;Ungheria nel &#8217;04 nonch\u00e9 per la Romania e la Bulgaria nel &#8217;07. Per contro si sarebbe potuto potenziare e rendere pi\u00f9 concretamente operativo l&#8217;<strong>ONU<\/strong> anche cercando di eliminare il potere di veto dei 5 membri permanenti magari sostituendolo con un sistema di voto ponderato in base al numero degli abitanti di ciascuno Stato membro. L&#8217;ONU avrebbe dovuto diventare ben pi\u00f9 efficace come <strong>organizzazione internazionale multilaterale &nbsp;<\/strong>e a carattere <strong>universale <\/strong>&nbsp;con lo scopo di<strong> prevenire<\/strong>,<strong> evitare<\/strong> o almeno <strong>fermare <\/strong>in tempole<strong> guerre tra gli Stati <\/strong>o le coalizioni di essi, che in realt\u00e0&nbsp; giovano solo o soprattutto alle <strong>industrie belliche<\/strong>.Non sembra essersi allora tenuto conto nemmeno del fatto che la nuova <strong>Federazione Russa<\/strong>, sorta nel &#8217;91 a seguito della dissoluzione dell&#8217;URSS e della fine del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica (PCUS), nelle elezioni presidenziali del dicembre <strong>&#8217;91<\/strong> aveva eletto come <strong>Presidente <\/strong>(che nella Federazione \u00e8 Capo di Stato e anche Comandante in capo delle forze armate eletto direttamente dal popolo per sei anni) <strong>B. Eltsin, <\/strong>poi riconfermato nelle elezioni del &#8217;96 e dimessosi alla fine del &#8217;99, il quale era supportato dal <strong>Partito Democratico di Russia<\/strong> (DPR) di tendenza <strong>liberal-conservatrice<\/strong> e assolutamente <strong>alternativo al nuovo Partito Comunista <\/strong>della Federazione Russa (KPRF)di orientamento marxista-leninista, che ad oggi non ha mai vinto l&#8217;elezioni n\u00e9 eletto un Capo di Stato. Infatti i successivi Presidenti della Federazione russa, dopo le dimissioni di Eltsin, sono stati prima <strong>Vladimir Putin<\/strong> ad interim (essendo gi\u00e0&nbsp; in carica come Primo ministro e designato da Eltsin come suo successore) fino all&#8217;elezioni presidenziali del maggio 2000, poi dopo quelle ancora <strong>V. Putin<\/strong> (ex funzionario dell&#8217;intelligence del KGB russo)con il 52% &nbsp;dei voti e nell&#8217;elezioni del 2004 di nuovo Putincon oltre il 70% dei votisupportato da <strong>Russia Unita<\/strong>, un <strong>partito conservatore, nazionalista e populista<\/strong> incline al patriottismo sovietico, fondato nel dicembre 2001 e tutt&#8217;altro che comunista.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli USA dopo la fine della guerra fredda hanno invece scelto, nell&#8217;ambito della c.d. <strong>politica della&#8221;porta aperta<\/strong>&#8220;(la&#8221;<em>Nato Open Door Policy&#8221;<\/em> che si concretizza non solo in nuove ammissioni ma anche in&#8221;<em>partnership&#8221;<\/em>), la strada ben pi\u00f9 rischiosa per la <strong>pace mondiale<\/strong> di andare verso un <strong>ulteriore allargamento (&#8220;<em>enlargement<\/em>&#8220;) della NATO verso est <\/strong>con l<strong>&#8216;<\/strong>inglobamento non solo di tutti gli Stati dell&#8217;ex Patto di Varsavia ma addirittura anche di Stati dell&#8217;ex Unione Sovietica. Infatti dopo il crollo dell&#8217;URSS la<strong> NATO,<\/strong> secondo un indirizzo condiviso a livello <em>bipartisan<\/em> dai Presidenti USA <strong>B. Clinton<\/strong> (&#8217;93-&#8217;01) e <strong>G. Bush Jr <\/strong>(&#8217;01-&#8217;09), si \u00e8 voluta rilanciare con una politica di <strong>allargamento verso est<\/strong> fino ad arrivare ad un totale attuale di <strong>30 <\/strong>Stati membri. Ben presto ha ammesso tra i suoi <strong>membri <\/strong>(oltre la Germania est riunita) tuttigli altri <strong>Stati dell&#8217;ex Patto di Varsavia<\/strong> e cio\u00e8 la Polonia, la Repubblica Ceca e l&#8217;Ungheria nel &#8217;99 e la Slovacchia, la Romania, la Bulgaria nel 2004, anche prima che gli stessi entrassero nell&#8217;UE e arrivando cos\u00ec ad estendere la sua competenza fino alla<strong> linea di confine <\/strong>tra<strong> l&#8217;Unione Europea <\/strong>ela<strong> Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti<\/strong> (CSI) con tutti i pericoli connessi. L&#8217;<strong>espansionismo<\/strong> ad est della NATO \u00e8 inoltre arrivato ad ammettere come membri, sempre nel &#8217;04, anche alcune ex Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS)comel&#8217;<strong>Estonia <\/strong>e la<strong> Lettonia <\/strong>confinanti direttamente con la Russiae la <strong>Lituania <\/strong>confinante con la Bielorussia. Nel &#8217;08 l&#8217;amministrazione Bush Jr inoltre, durante il &nbsp;summit di Bucarest, sostenne fortemente l&#8217;ammissione alla Nato anche dell&#8217;<strong>Ucraina <\/strong>e della <strong>Georgia<\/strong> incontrando per\u00f2 molte <strong>resistenze <\/strong>da parte europea, al punto che tale scelta fu poi <strong>congelata <\/strong>dal Presidente <strong>B. Obama<\/strong> (&#8217;09-&#8217;17) per le tensioni che la stessa creava con il Cremlino con il quale invece lo stesso Obama intendeva avviare una <strong>nuova distensione<\/strong>,puntando piuttosto ad accogliere nella NATO i paesi dei Balcani occidentali. L&#8217;<strong>Ucraina<\/strong>, come pure la Georgia, ad oggi <strong>non sono Stati membro della NATO<\/strong>, la quale quindi per Statuto (cfr. art. 5) non pu\u00f2 intervenire direttamente nell&#8217;attuale guerra in Ucraina proprio in quanto quest&#8217;ultima <strong>non \u00e8 &#8220;parte&#8221; <\/strong>della NATO.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Fine parte terza)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Li 18 febbraio 2023<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Continua la trattazione del dott. Alfonso Gentili. 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