{"id":5176,"date":"2022-10-21T21:45:20","date_gmt":"2022-10-21T19:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5176"},"modified":"2022-10-21T21:45:21","modified_gmt":"2022-10-21T19:45:21","slug":"la-stagione-del-centro-destra-nel-governo-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=5176","title":{"rendered":"La stagione del centro-destra nel governo del Paese."},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"221\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/gentilia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1385\"\/><figcaption>Il Dott. Alfonso Gentili<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Nell&#8217;ultimo decennio del &#8216;900<\/strong> si \u00e8 assistito allo <strong>scioglimento dei principali partiti della c.d. &#8220;Prima Repubblica&#8221; <\/strong>e all&#8217;<strong>inizio di una nuova stagione politica<\/strong> che ha visto come protagonista lo schieramento politico di <strong>centro-destra<\/strong> a guida berlusconiana. Le ultime elezioni politiche di quella Repubblica si sono tenute il <strong>5 e 6 aprile 1992<\/strong>, le prime alle quali non prese parte il Partito&nbsp; Comunista Italiano (PCI) e le ultime alle quali partecip\u00f2 la Democrazia Cristiana (DC) e ad essere svolte con il sistema elettorale proporzionale con preferenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo partito ad essere sciolto, nel <strong>febbraio 1991<\/strong> (segretario Achille Occhetto),&nbsp; \u00e8 stato proprio il <strong>Partito Comunista Italiano<\/strong>, attivo dal gennaio 1921, con contestuale fondazione del <strong>Partito Democratico di Sinistra<\/strong> (PDS e c.d. &#8220;svolta della Bolognina&#8221;) poi confluito nel <strong>febbraio 1998<\/strong>, durante la segreteria D&#8217;Alema, in <strong>Democratici di Sinistra<\/strong> (DS, con segretario Walter Veltroni) e nell&#8217;ottobre 2007 nel<strong> Partito Democratico <\/strong>(PD, con segretario Walter Veltroni) fondato dai DS e da La Margherita. Pochi anni dopo \u00e8 stata la volta della <strong>Democrazia Cristiana,<\/strong> fondata nel marzo 1943e sciolta nel <strong>gennaio 1994<\/strong> (segretario Mino Martinazzoli) dando vita al <strong>Partito Popolare Italiano<\/strong> (PPI) che poi nell&#8217;ottobre 2000 (segretario Pier Luigi Castagnetti) \u00e8 confluito nella lista elettorale <strong>La Margherita<\/strong> di Francesco Rutelli, la quale nel 2002 \u00e8 divenuta un partito politico denominato <strong>Democrazia \u00e8 libert\u00e0-La Margherita<\/strong> insieme agli altri partiti di centro del L&#8217;Ulivo. Analoga sorte \u00e8 toccata anche al <strong>Partito Socialista Italiano<\/strong> (PSI), fondato nell&#8217;agosto 1892 e sciolto nel <strong>novembre 1994<\/strong> (segretario Ottaviano Del Turco) dando vita a due formazioni socialiste, <strong>I socialisti italiani<\/strong> (segretario Enrico Boselli) e <strong>il partito socialista riformista<\/strong> (segretario Fabrizio Cicchitto) ma poi &nbsp;rifondato <strong>nell&#8217;ottobre 2007 <\/strong>prima con il nome di Partito socialista e poi, dall&#8217;ottobre 2009, di Partito Socialista Italiano (PSI, con segretario Riccardo Nencini). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel medesimo decennio nasceva il partito politico cristiano-conservatore e liberale di <strong>Forza Italia<\/strong>,fondato da<strong> Silvio Berlusconi <\/strong>nel <strong>gennaio 1994 <\/strong>e poi sciolto nel <strong>marzo 2009<\/strong> dopo la confluenza nel <strong>Popolo della Libert\u00e0 <\/strong>(PdL), previa costituzione di una federazione di <strong>partiti di centro-destra<\/strong> nel febbraio 2008 per partecipare all&#8217;elezioni dell&#8217;aprile successivo. Sempre nel <strong>gennaio 1994<\/strong> nasceva anche la formazione elettorale di destra <strong>Alleanza Nazionale <\/strong>(AN) composta dal MSI-DN e altri soggetti liberali, ex-democristiani e conservatori (presidente <strong>Gianfranco Fini<\/strong>) che poi nel <strong>gennaio 1995<\/strong>, con la c.d. &#8220;svolta di Fiuggi&#8221; e lo scioglimento del MSI, \u00e8 diventata un partito c.d. <strong>post-fascista<\/strong> (segretario sempre Fini) di tendenza nazional-conservatrice di destra ma ancora con la fiamma tricolore e la scritta M.S.I. nel simbolo, fino al suo scioglimento nel <strong>marzo 2009<\/strong> per entrare anch&#8217;esso nel nuovo partito unico del <strong>Popolo della Libert\u00e0<\/strong> (PdL).<\/p>\n\n\n\n<p>Il MSI-DN di estrema destra <strong>neofascista<\/strong> derivava dall&#8217;unione nel 1972 &nbsp;con il partito di Unit\u00e0 Monarchica del <strong>Movimento Sociale Italiano<\/strong>&nbsp; con simbolo la<strong> fiamma tricolore<\/strong> e segretario <strong>Giorgio Almirante<\/strong>, gi\u00e0 fondatore di tale partito nel dicembre 1946 insieme ad altri reduci della <strong>Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Sal\u00f2<\/strong> che era stata un regime collaborazionista della Germania nazista voluto da Hitler e guidato da Mussolini dal settembre 1943 (appena dopo l&#8217;armistizio di Cassibile) all&#8217;aprile 1945. Dopo la morte di Almirante nel 1988 e l&#8217;elezione di <strong>Gianfranco Fini a nuovo segretario del MSI-DN <\/strong>a seguito del ballottaggio con Pino Rauti, nell&#8217;ultimo congresso nazionale del <strong>gennaio 1995<\/strong>, il MSI-DN venne sciolto per confluire in gran parte in<strong> Alleanza nazionale<\/strong> e in parte nel <strong>Movimento Sociale Fiamma Tricolore<\/strong> fondato nel marzo &#8217;95 da Rauti ed altri oppositori alla svolta di Fiuggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto si erano tenute le elezioni politiche del <strong>27 e 28 marzo 1994 <\/strong>con le nuove leggi elettorali 276 e 277 del 1993 (c.d. <em>Matterellum<\/em>) a sistema misto: maggioritario a turno unico per il 75% dei seggi parlamentari e, per il 25% dei seggi, con sistema proporzionale a liste bloccate, sbarramento al 4% alla Camera e recupero proporzionale dei candidati pi\u00f9 votati non eletti (c.d. <em>scorporo<\/em>) per il Senato. La coalizione di centro-destra <strong>Polo della Libert\u00e0<\/strong> (FI, LN e altri al Nord) <strong>e del Buon Governo <\/strong>(FI, AN e altri al Sud) guidata da <strong>Silvio Berlusconi <\/strong>ottenne quasi il <strong>43%<\/strong> dei voti sia alla Camera che al Senato, mentre la coalizione di centro-sinistra <strong>Alleanza dei Progressisti<\/strong>&nbsp; (PDS, RC, Fed. Verdi, PSI e altri), guidata da <strong>Achille Occhetto<\/strong>, si ferm\u00f2 ad appena oltre il <strong>34%<\/strong> alla Camera e a quasi il <strong>33%<\/strong> al Senato e la coalizione di centro <strong>Patto per l&#8217;Italia <\/strong>(PPI, Patto Segni, PRI e altri), guidata da<strong> Mariotto Segni<\/strong>, arriv\u00f2 a quasi il <strong>16%<\/strong> alla Camera e il <strong>17%<\/strong> al Senato.&nbsp; Il <strong>Governo Berlusconi I<\/strong> (con FI, LN, CCD, UDC e AN-MSI primo governo della storia repubblicana con la presenza di esponenti missini, dopo l&#8217;appoggio esterno del MSI al governo DC Tambroni nel lontano marzo- luglio 1960) per\u00f2 dur\u00f2 solo pochi mesi da met\u00e0 maggio 1994 a met\u00e0 gennaio 1995 a causa dei contrasti tra il Presidente Berlusconi e la <strong>Lega Nord <\/strong>(LN),il cui nome completo dal 1997 fu<strong> Lega Nord per l&#8217;indipendenza della Padania<\/strong> (detta anche &#8220;<em>il Carroccio&#8221;<\/em>), fondata negli anni 1989-1991come federazione di sei movimenti autonomistici regionali attivi in Italia settentrionale da <strong>Umberto Bossi<\/strong>, il quale peraltro decise di uscire dalla maggioranza con le conseguenti dimissioni del Governo a fine dicembre &#8217;94. Al primo governo di centro-destra fecero seguito, sempre negli ultimi anni del &#8216;900, prima il <strong>Governo tecnico di Lamberto Dini<\/strong> con l&#8217;appoggio esterno delle forze politiche di centro-sinistra e della Lega Nord&nbsp; e poi , dopo <strong>l&#8217;elezioni politiche anticipate del<\/strong> <strong>21<\/strong> <strong>aprile 1996<\/strong> vinte dalla coalizione di centro-sinistra <strong>L&#8217;Ulivo<\/strong> (PDS-PPI- UD- FdV- RI-SI), guidata da <strong>Romano Prodi<\/strong> con oltre il <strong>43%<\/strong> dei voti alla Camera e quasi il <strong>45%<\/strong> al Senato, contro appena oltre il <strong>42%<\/strong> e oltre il <strong>37%<\/strong> della coalizione di centro-destra <strong>Polo per le Libert\u00e0 <\/strong>(FI, AN, CCD e CDU), guidata da <strong>Silvio Berlusconi,<\/strong> i quattro Governi dell&#8217;Ulivo&nbsp; Prodi I, D&#8217;Alema I, D&#8217;Alema II e Amato II.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel primo decennio del 2000<\/strong> i rapporti di forza tra i due schieramenti per\u00f2 mutarono di nuovo&nbsp; e il governo del Paese <strong>spett\u00f2 quasi per intero<\/strong> <strong>al centro-destra<\/strong>, con il solo intervallo del biennio 2006-2008. Alle elezioni politiche del <strong>13 maggio 2001<\/strong>, vigente sempre la legge elettorale c.d. <em>Mattarellum<\/em>, la coalizione di centro-destra <strong>Casa delle Libert\u00e0 <\/strong>(FI, AN, LN, CCD-CDU, Nuovo PSI e PRI), guidata da <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> e riconciliatasi con la Lega Nord, ottenne una vittoria molto netta riportando alla Camera oltre il<strong> 49% <\/strong>dei voti&nbsp; e al Senato quasi il <strong>43% <\/strong>(dando vita ai <strong>Governi Berlusconi II e III<\/strong>) mentre la coalizione di centro-sinistra <strong>L&#8217;Ulivo<\/strong> (DS, La Margherita, Il Girasole, Com. Ita., Rep. Eur., SVP, PSdA) guidata da <strong>Francesco Rutelli<\/strong> si ferm\u00f2 ad appena oltre il <strong>35%<\/strong> alla Camera e a quasi il <strong>39%<\/strong> al Senato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il breve intermezzo del Governo Prodi II (2006-2008) scaturito dalla elezioni politiche del <strong>9 e 10 aprile 2006<\/strong> vinte con un piccolissimo margine dallo schieramento di centro-sinistra denominato <strong>L&#8217;Unione,<\/strong> guidata da <strong>Romano Prodi, <\/strong>contro la coalizione di centro-destra <strong>Casa delle Libert\u00e0, <\/strong>guidata da<strong> Silvio Berlusconi, <\/strong>e lo scioglimento anticipato delle Camere, nelle elezioni politiche del <strong>13 e 14 aprile 2008<\/strong>, tenutesi (come quelle dell&#8217;aprile 2006) con la legge 270 del 2005 (c.d. legge Calderoli o &#8220;<em>Porcellum<\/em>&#8220;) che era una legge elettorale proporzionale con un forte premio di maggioranza alla coalizione pi\u00f9 votata, senza una soglia minima da raggiungere e con liste bloccate senza possibilit\u00e0 di esprimere una preferenza, scatt\u00f2 nuovamente la <strong>regola dell&#8217;alternanza al Governo<\/strong>. La <strong>coalizione di centro-destra<\/strong> (Popolo della Libert\u00e0- PdL, comprendente appunto FI e AN-, LN e MpA), guidata sempre da <strong>Silvio Berlusconi, <\/strong>ottenne una vittoria netta riportando&nbsp; alla Camera quasi il <strong>47%<\/strong> dei voti e al Senato oltre il<strong> 47%<\/strong> (dando vita al <strong>Governo Berlusconi IV<\/strong>) a fronte della <strong>coalizione di centro-sinistra<\/strong> (Partito Democratico- PD e Italia dei Valori- IdV- fondata da Antonio Di Pietro nel marzo 1998), guidata da <strong>Walter Veltroni<\/strong>, arriv\u00f2 a quasi il <strong>38%<\/strong> dei voti alla Camera e ad appena sopra il <strong>38%<\/strong> al Senato, mentre <strong>L&#8217;Unione di Centro<\/strong>, guidata da <strong>Pier Ferdinando Casini<\/strong> si ferm\u00f2 a quasi il <strong>6%<\/strong> sia alla Camera che al Senato .&nbsp; &nbsp;Il Governo Berlusconi IV per\u00f2 non riusc\u00ec ad arrivare a fine mandato anche per lo scontro tra Berlusconi e Fini e la scissione &nbsp;dal PdL (in cui era confluita AN sciolta nel marzo 2009) di <strong>Futuro e Liberta per l&#8217;Italia <\/strong>(FLI) come nuovo gruppo parlamentare costituito&nbsp; nel <strong>luglio 2010<\/strong>&nbsp; dai deputati e senatori vicini a Fini. &nbsp;Dopo le dimissioni del governo nel novembre 2011, il Capo dello Stato <strong>Giorgio Napolitano<\/strong> si adoper\u00f2 per formare un <strong>governo di emergenza<\/strong>&nbsp; sostenuto dalle forze maggiori del Parlamento&nbsp; e cos\u00ec nacque il <strong>Governo tecnico <\/strong>guidato da<strong> Mario Monti <\/strong>che, con l&#8217;<strong>appoggio esterno del PdL, del PD<\/strong> e anche di altri partiti minori, mise in campo un programma di sacrifici, interventi correttivi e misure di austerit\u00e0, fino a quando Berlusconi decise di togliergli la fiducia in vista delle elezioni &nbsp;di scadenza legislatura nel 2013 e al conseguente scioglimento anticipato delle Camere nel dicembre 2012. Nello stesso <strong>dicembre 2012<\/strong> nasceva anche il partito politico di destra nazionalista e conservatrice <strong>Fratelli d&#8217;Italia, <\/strong>fondato da <strong>Ignazio La Russa, Guido Crosetto e<\/strong> <strong>Giorgia Meloni<\/strong>, che lo presiede dal 2014, come una sorta di seguito all&#8217;impostazione politica post-fascista di AN che per\u00f2 ha tenuto nel simbolo, oltre il nome di Alleanza Nazionale, anche la scritta M.S.I.&nbsp; fino al 2017 e che ancora oggi continua a tenervi la <strong>fiamma tricolore,<\/strong> da sempre simbolo del MSI.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste <strong>cinque<\/strong> tornate elettorali dell&#8217;ultimo decennio del &#8216;900 e del primo decennio del nuovo secolo, caratterizzate dal c.d. <strong>bipolarismo,<\/strong> le <strong>coalizioni di centro-destra, <\/strong>sempre guidate da <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> in qualit\u00e0 di &#8220;<strong>unico capo della coalizione&#8221; <\/strong>di partiti collegati tra loro che &#8220;<strong>si candidano a governare&#8221;<\/strong> come anche espressamente sancito dalla riforma elettorale del 2005, risultano aver ottenuto percentuali di voti sempre <strong>sopra al 42%<\/strong> e fino ad <strong>oltre il 49%<\/strong>,vincendone <strong>tre <\/strong>(1994, 2001, 2008). Il <strong>primo partito <\/strong>del centro-destra \u00e9 &nbsp;risultato essere sempre quello di <strong>Forza Italia<\/strong> con percentuali sopra il <strong>20% <\/strong>dei voti e fino ad oltre il <strong>29%<\/strong> (nelle elezioni del 2001), mentre al secondo posto si \u00e8 sempre collocata <strong>Alleanza Nazionale<\/strong> con oltre il <strong>10%<\/strong> dei voti e fino ad oltre il <strong>15%<\/strong> (nelle elezioni del 1996) e al terzo posto sempre la <strong>Lega Nord per l&#8217;indipendenza della Padania<\/strong> con oltre il <strong>4%<\/strong> dei voti e fino ad oltre il <strong>10%<\/strong> (nelle elezioni del 1996).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima legge elettorale 165 del 2017 (c.d. <em>Rosatellum<\/em>) nel riscrivere&nbsp; l&#8217;art. 14-bis del testo unico per l&#8217;elezione della Camera (che, per rinvio espresso nell&#8217;art. 8 del testo unico per l&#8217;elezione del Senato, si applica anche a questo ramo del Parlamento) ha per\u00f2 abrogato la figuradell&#8217;<strong>unico capo della coalizione<\/strong> e anche la dizione <strong>&#8220;che si candida a governare<\/strong>&#8221; e ha previsto solo la figura di <strong>capo della singola forza politica <\/strong>mentre ha riconfermato&nbsp; il richiamo alle <strong>prerogative spettanti al Presidente della Repubblica<\/strong> in base all&#8217;art. 92, secondo comma, della Costituzione della nostra Repubblica parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Li 21 ottobre 2022<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dott. Alfonso Gentili, gi\u00e0 Segretario Generale del Comune di Todi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ultimo decennio del &#8216;900 si \u00e8 assistito allo scioglimento dei principali partiti della c.d. &#8220;Prima Repubblica&#8221; e all&#8217;inizio di una nuova stagione politica che ha visto come protagonista lo schieramento politico di centro-destra a guida berlusconiana. 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