{"id":4608,"date":"2022-01-31T17:42:34","date_gmt":"2022-01-31T16:42:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=4608"},"modified":"2022-01-31T17:45:36","modified_gmt":"2022-01-31T16:45:36","slug":"quando-a-todi-ardeva-la-fiamma-il-li-bro-di-barberini-e-quaglietti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=4608","title":{"rendered":"Quando a Todi ardeva la fiamma. Il Libro di Barberini e Quaglietti."},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/quaglietti-1-718x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4611\" width=\"294\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/quaglietti-1-718x1024.jpg 718w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/quaglietti-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/quaglietti-1-768x1095.jpg 768w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/quaglietti-1.jpg 1328w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La politica, e la storia di Todi, della seconda met\u00e0 del secolo trascorso, non ha lasciato, sino ad ora  documenti, analisi e ricordi che, in qualche aspetto, ne salvaguardassero la memoria. Chi ha per\u00f2 vissuto quel  periodo, anche facendo politica, ricorda perfettamente l\u2019importanza che ha avuto in un periodo, che \u00e8 stato  fondamentale, nel quale si sono contrapposti partiti organizzati, come il Partito Comunista Italiano, la  Democrazia Cristiana e il Movimento Sociale Italiano, e altri pi\u00f9 piccoli ma di grande dignit\u00e0 e capacit\u00e0  politica ed elaborativa, come il Partito Repubblicano o il Partito Liberale Italiano.<br> Cinquanta anni di storia che, come tanti altri eventi e vicende, pur cruciali per il nostro comune, rischiano  di finire nel dimenticatoio. La politica, e la sua organizzazione, \u00e8 certamente radicalmente cambiata, e  cambiata \u00e8 anche la modalit\u00e0, e la capacit\u00e0 di amministrare, e insieme anche i partiti hanno cambiato  struttura e volto. O sono semplicemente spariti.<br> Per questo \u00e8 giusto sottolineare l\u2019importanza che riveste, non solo per la destra, il volume di Barberini e  Quaglietti \u2018Quando a Todi ardeva la fiamma\u2019 edito da Eclettica, nel quale viene fatta una attenta, e  documentata storia del Movimento Sociale di Todi dal 1947 al 1995. Il volume \u00e8 stato scritto con la  passione di chi ha vissuto direttamente quella storia, anche da protagonista, e che ha giustamente ritenuto  che quel trascorso politico, personale ma anche e soprattutto del Comune di Todi non andasse disperso.<br> Per questo hanno giustamente scelto non la strada dei ricordi personali ma quella, pi\u00f9 corretta, della  narrazione documentata. Non memorie personali quindi, ma vera e propria storia di un periodo, lungo e  importante, e di una componente politica che, pur non avendo mai amministrato direttamente il Comune,  ha avuto un ruolo importante nella sua vita e in quella della citt\u00e0.<br> Come giustamente ha scritto, nella introduzione, lo storico Giuseppe Parlato \u2018\u2019 si tratta di un volume nel quale memoria e storia si intrecciano in maniera persuasiva: la memoria \u00e8 rappresentata dalle varie  testimonianze che gli autori sono riusciti a reperire dai protagonisti, a cominciare dagli autori stessi; la  storia \u00e8 invece rappresentata dalle notizie sull\u2019attivit\u00e0 del partito tratta dai giornali, dagli atti ufficiali  (verbali dei consigli comunali, provinciali e regionali), da diari privati nonch\u00e9 dalla documentazione archivistica locale, in genere di polizia, come dimostrano le ampie citazioni di avvenimenti desunte  dall\u2019archivio di stato perugino, soprattutto per quanto attiene la sezione di polizia.\u2019\u2019<br> Il libro, nel primo capitolo, dal titolo \u2018Le origini, si sofferma sulle vicende nazionali che hanno portato alla  creazione del Movimento Sociale Italiano e ne fa anche una puntuale narrazione a livello provinciale e  regionale. Successivamente si dedica alle vicende tuderti iniziando dal secondo capitolo che si intitola  \u2018Fascisti a Todi \u2018 pagine di grande interesse proprio perch\u00e9 fa scoprire al lettore pagine di storia che, dopo il  1945, la comunit\u00e0 ha preferito dimenticare. E si riscoprono nomi e volti (anche l\u2019apporto fotografico \u00e8  molto curato) che rimandano a memorie lontane sia per le persone citate, cognomi che fanno parte delle  memorie cittadine (Bernardini, Bovelli, Rossi, Benigni, Tabarrini), sia anche per il ruolo, non secondario, che Todi  ha avuto in quella fase, a partire dalla marcia su Roma.<br> Seguono i capitoli con la storia e i protagonisti del MSI tuderte dal 1947 al 1995, anno della fine per il  partito ma anche di quasi tutti i partiti del secondo dopoguerra: la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale,<br> il Partito Repubblicano.<br> Con la storia delle attivit\u00e0, delle campagne elettorali con i relativi risultati, e le cronache dei consigli  comunali, gli autori si soffermano su una serie di vicende che costituiscono elemento importante per la  conoscenza di quegli anni, fondamentali per la storia di Todi. E per noi Tuderti sono importanti anche, e soprattutto, i personaggi riportati alla memoria e che meritano di essere ricordati. Questo perch\u00e9 la loro  attivit\u00e0 politica, o il loro attivismo, nasceva da forti convinzioni ideali e non contrastava minimamente con<br> il loro comportamento nella comunit\u00e0. Persone di forti ideali ma inserite correttamente nel tessuto sociale.<br> E\u2019 giusto dunque, con il ricordo, rendere omaggio a persone come Ivo Laghi, Aldo Chinea, Paolo Cialini,  Domenico Mammoli, cittadini vivi nella memoria degli anziani e che, pur nella coerenza con gli ideali  politici, hanno saputo ben meritare e di cui noi, anziani, conserviamo il ricordo.<br> Credo che una piccola digressione meriti Mario Epifani che giustamente viene pi\u00f9 volte richiamato nel  volume: Epifani \u00e8 il simbolo di una vita spesa per un ideale, condivisibile o non condivisibile, ma  sicuramente coerente, con aspetti anche gridati che gli hanno procurato simpatie ma anche forti e decisi  rifiuti. Oggi rappresenta egregiamente l\u2019entusiasmo e la dedizione per un ideale e per la citt\u00e0. Non \u00e8 certo  questo il luogo per fare un discorso sui meriti o demerito: \u00e8 solo il riconoscimento di una vita con un ideale,  vissuto con forte passione.<br> Bene hanno fatto gli autori dunque a soffermarsi anche sulle persone che hanno creduto e combattuto, nella correttezza istituzionale, per una filosofia e un progetto politico, senza altri scopi se non la  convinzione di migliorare, con il loro agire, la qualit\u00e0 della vita comunitaria e delle persone.<br> E Todi, nella seconda met\u00e0 del secolo passato, ha vissuto un periodo proficuo sotto il profilo della sua  crescita e interessante sotto il profilo umano. Pur con la costante presenza maggioritaria del PCI, le persone<br> che, vivendo in una piccola citt\u00e0, si conoscevano e si frequentavano continuamente, si sono spesso  caratterizzate per un impegno che aveva alla base una forte convinzione ideale, con l\u2019obiettivo comune di  far crescere la citt\u00e0.<br> Il volume di Barberini e Quaglietti ha dunque il grande merito non solo di averci restituito una parte  importante della nostra storia ma anche quella di costituire un esempio perch\u00e8 vengano recuperate anche  le memorie e il percorso storico di altri soggetti politici con i loro protagonisti, dai sindaci, ai partiti allora  presenti in consiglio comunale, il PCI, la DC, il PRI,il PSI. Non \u00e8 una operazione inutile: \u00e8 la nostra storia che la societ\u00e0 di oggi tende a dimenticare. Ci auguriamo che qualcuno decida di riportare alla memoria<br> personaggi come i sindaci Quadri, Antonini e Ferretti , o i DC Sistarelli, Mammoli, Chiavari e Bilancini o  ancora l\u2019indimenticabile prof. Brunelli.<br> Vanno infine richiamate per la loro importanza non solo la gi\u00e0 citata introduzione del prof. Parlato, ma  anche le dirette testimonianze di Domenico Benedetti Valentini su Aldo Chinea, di Stefano Menicacci e di<br> Bruno Bertini.<br> Tutto lo scritto \u00e8 ricco di testimonianze dirette, paziente recupero di documentazione, apparato  fotografico ricco e anche coinvolgente.<br> E\u2019un testo scritto con grande puntualit\u00e0, correttezza ma anche coinvolgimento emotivo. Basti ricordare che  spesso il racconto passa improvvisamente dalla terza persona (come si conviene allo storico) alla prima persona plurale. (Noi eravamo.. noi abbiamo fatto..). Lo storiografo giustamente non pu\u00f2 prescindere dal  proprio vissuto e dalle proprie idee. Ed \u00e8 giusto e corretto che sia cos\u00ec. E giustamente la prefazione del  libro, scritta dagli autori Barberini e Quaglietti, si conclude con queste parole: \u2018<em>Abbiamo cercato di rifuggire dai nostalgismi, dai sentimentalismi e dalle facili indulgenze. Ma siccome \u00e8 difficile chiedere l\u2019oggettivit\u00e0  distaccata dello spettatore a chi, invece, partecip\u00f2 appassionatamente a quella storia, siamo sicuri di non <\/em> <em>esserci riusciti<\/em>.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Non resta che augurarci, per la tutela della storia di Todi che altri seguano il loro esempio e che anche la  storia degli altri partiti trovi un posto nella nostra memoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica, e la storia di Todi, della seconda met\u00e0 del secolo trascorso, non ha lasciato, sino ad ora documenti, analisi e ricordi che, in qualche aspetto, ne salvaguardassero la memoria. 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