{"id":293,"date":"2018-02-27T09:55:50","date_gmt":"2018-02-27T08:55:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioaut.it\/?p=293"},"modified":"2018-02-27T09:55:50","modified_gmt":"2018-02-27T08:55:50","slug":"la-ricerca-della-modernita-opere-dal-divisionismo-al-futurismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=293","title":{"rendered":"LA RICERCA DELLA MODERNIT\u00c0 \u2013 OPERE DAL DIVISIONISMO AL FUTURISMO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\"><i><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-294\" src=\"http:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/galleria.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"489\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/galleria.jpg 600w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/galleria-300x245.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>\u201cLa ricerca della modernit\u00e0. Opere dal Divisionismo al Futurismo\u201d,\u00a0<\/i>questo il titolo della mostra ospitata dal 22 febbraio negli spazi della\u00a0<strong>Galleria Russo di Roma<\/strong>, rappresenta un interessante spaccato della pittura italiana del \u2018900, dalle suggestioni crepuscolari alle avanguardie<span class=\"s1\">\u00a0fino alle derivazioni pi\u00f9 mature del Futurismo. Un viaggio all\u2019interno di uno dei movimenti pi\u00f9 originali, osservato attraverso i suoi protagonisti pi\u00f9 o meno noti, che muove da quattro capolavori che preludono al\u00a0<\/span>\u00a0movimento futurista: il ritratto di Duilio Cambellotti eseguito da\u00a0<strong>Giacomo Balla<\/strong>\u00a0ed intitolato\u00a0<i>Il cesellatore\u00a0<\/i>(1905), l\u2019<i>Autoritratto con cappello\u00a0<\/i>realizzato nel 1904,\u00a0<i>La falsa civilt\u00e0\u00a0<\/i>da\u00a0<strong>Duilio Cambellotti<\/strong>\u00a0(1905-1907) emblema della forza della denuncia sociale. Lo splendido\u00a0<i>Controluce\u00a0<\/i>di\u00a0<strong>Umberto Boccioni<\/strong>, eseguito nel 1910, rappresentazione prototipica della poetica divisionista, proveniente dalla Collezione Guggenheim di Venezia e presente gi\u00e0 nella collezione di Margherita Sarfatti.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il percorso espositivo, sviluppato per decadi, prosegue con opere di Balla, di cui si ammira un\u2019affascinante\u00a0<i>Velocit\u00e0<\/i>\u00a0su carta (1913) o lo\u00a0scenografico\u00a0<i>Canto patriottico in Piazza di Siena<\/i>\u00a0del 1915, di Boccioni del quale \u00e8 esposta una raccolta di rare tempere ed incisioni eseguite entro il 1907, e poi ancora<span class=\"s1\">\u00a0Severini con la<i>\u00a0Natura morta davanti a una finestra\u00a0<\/i>del 1928, ed opere di Gerardo Dottori, Carlo Erba, Enrico Prampolini, Carlo Carr\u00e0, Antonio Marasco, Arnaldo Ginna, Thayaht.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In mostra anche artisti meno noti al grande pubblico,\u00a0<\/span>ma con un\u2019importante risonanza nel panorama artistico di quegli anni: Alessandro Bruschetti, Osvaldo Peruzzie, Cesare Andreoni, Vladimiro Tulli e Leandra Angelucci Cominazzini.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il racconto espositivo termina con alcune rilevanti testimonianze, successive agli anni quaranta del secolo, come quelle di Gerardo Dottori a riprova del fascino mai sopito che le avanguardie hanno avuto nella storia della pittura italiana del \u2019900.<\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s2\">Nel testo introduttivo al catalogo che accompagna la mostra, edito da Manfredi Edizioni (Imola),<strong>Fabio Benzi<\/strong>\u00a0scrive:\u00a0<em>\u201c<\/em><\/span><em>Da decenni dedico studi al Futurismo e ai suoi artisti, e continuamente scopro fatti, prospettive, documenti nuovi. Nella storia dell\u2019arte \u00e8 cos\u00ec: anche su momenti primari, come il Rinascimento o il Barocco, non si cessa di scavare e approfondire, scoprire; tuttavia, nonostante la ricchezza di contributi sul movimento e il discreto lasso temporale che ce ne separa, stupisce sempre\u00a0<\/em><em>quanto il Futurismo nasconda in s\u00e9 ancora ricchezze e risvolti davvero straordinari\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\"><strong>Massimo Duranti<\/strong>, sempre nel testo in catalogo, sottolineando l\u2019importanza di alcuni protagonisti meno di spicco, scrive:\u00a0<em>\u201cquesta esposizione d\u00e0 spazio anche a brani pittorici e scultorei di figure meno note dell\u2019avventura futurista esplorando, i \u201cLuoghi del Futurismo\u201d. Che erano animati non solo dal gruppo ristretto dei protagonisti, assidui alla corte romana di Marinetti e spesso compagni delle sue peregrinazioni per l\u2019Italia e\u00a0<\/em><em>l\u2019Europa, ma soprattutto da giovani e giovanissimi adepti che si esprimevano pi\u00f9 che altro in provincia, ma non per questo mancanti di talento e invece protagonisti di originali interpretazioni dei canoni futuristi\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"p3\">L\u2019esposizione rester\u00e0 aperta al pubblico fino al 15 marzo 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cLa ricerca della modernit\u00e0. Opere dal Divisionismo al Futurismo\u201d,\u00a0questo il titolo della mostra ospitata dal 22 febbraio negli spazi della\u00a0Galleria Russo di Roma, rappresenta un interessante spaccato della pittura italiana del \u2018900, dalle suggestioni crepuscolari alle avanguardie\u00a0fino alle derivazioni pi\u00f9 mature del Futurismo. 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