{"id":2631,"date":"2019-12-23T22:50:14","date_gmt":"2019-12-23T21:50:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2631"},"modified":"2019-12-23T22:50:15","modified_gmt":"2019-12-23T21:50:15","slug":"%ef%bb%bfla-provincia-dellumbria-e-la-provincia-di-perugia-nella-storia-del-regno-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2631","title":{"rendered":"\ufeffLa Provincia dell&#8217;Umbria e la Provincia di Perugia nella storia del Regno d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-medium-font-size\"> <strong>Ancora un contributo del dott. Alfonso Gentili per la conoscenza della nostra storia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20191127_100847-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2632\" width=\"444\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20191127_100847-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20191127_100847-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/20191127_100847-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le\nprovince<\/strong>, nella loro accezione moderna, hanno preso avvio su\ntutto il territorio nazionale come principale suddivisione del<strong> Regno d&#8217;Italia <\/strong>proclamato, con legge\nn. 4761 del <strong>17 marzo 1861 <\/strong>(governo\nCavour III), a seguito dell&#8217;avvenuto raggiungimento dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia con\nl&#8217;annessione al <strong>Regno di Sardegna o\nsabaudo <\/strong>degli Stati preunitari durante il <strong>Risorgimento italiano.<\/strong> Il Risorgimento, con la seconda guerra\nd&#8217;indipendenza contro l&#8217;Austria del &#8217;59 e la spedizione garibaldina dei Mille\ndel &#8217;60, ha portato il nostro Paese all&#8217;i<strong>ndipendenza<\/strong>,\nall&#8217;<strong>unit\u00e0<\/strong> e allo <strong>Stato liberale<\/strong>, nella forma di <strong>monarchia costituzionale<\/strong> in <strong>continuit\u00e0<\/strong> giuridica con lo Stato\nprecedente. <strong>Il Regno d&#8217;Italia<\/strong>, con capitale\na <strong>Torino,<\/strong> poi spostata a <strong>Firenze<\/strong> nel 1864 e a <strong>Roma <\/strong>nel 1871 dopo la breccia di Porta\nPia e la presa di Roma del &#8217;70, venne a costituire quindi il <strong>primo Stato italiano <\/strong>moderno<strong>.<\/strong> Il Regno d&#8217;Italia sin dall&#8217;origine\nrisultava dotato di una carta costituzionale (anche se flessibile, cio\u00e8\nmodificabile con legge ordinaria), <strong>lo\nStatuto Albertino,<\/strong> gi\u00e0 <strong>concessa <em>(octroy\u00e9e<\/em>) <\/strong>ai sudditi(enon conquistata dal popolo sovrano a titolo originario<strong>) il 4 marzo 1848, <\/strong>anno di grandi rivoluzioni europee, dal Sovrano\nCarlo Alberto di Savoia (1831-1849) a coronamento di un processo <strong>riformista <\/strong>comprensivo <strong>dell&#8217;unione politica e amministrativa<\/strong>,\nnel 1847, tra il Regno di Sardegna(in\nlatino <em>Regnum Sardiniae, <\/em>con capitale\na<strong> Cagliari<\/strong> per vari secoli) e i c.d.\n&#8220;Stati di terraferma&#8221; di Casa Savoia, come il Piemonte, arrivando lo stesso Stato ad\nessere&nbsp; conosciuto anche come <strong>Regno sabaudo<\/strong> con nuova capitale a <strong>Torino<\/strong>, da secoli residenza della\ndinastia Savoia e reali di Sardegna sin dal 1720. Con la proclamazione del\nnuovo Regno nel 1861, lo Statuto Albertino era infatti divenuto lo <strong>Statuto del Regno d&#8217;Italia <\/strong>e rest\u00f2\nformalmente vigente &nbsp;fino all&#8217;entrata in\nvigore della <strong>Costituzione repubblicana<\/strong>,\nanche se nell&#8217;ultimo triennio venne sostituito quasi integralmente dalla c.d. <strong>&#8220;Costituzione provvisoria&#8221;<\/strong>\napprovata con decreto-legge n. 151 del 25 giugno <strong>1944.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<\/strong>La forma di Stato italiano\nera quella <strong>unitaria<\/strong> (non federalista\nn\u00e9 regionale) e la forma di governo era quella <strong>monarchica<\/strong> ( e non repubblicana). Si trattava peraltro di una forma\ndi governo <strong>costituzionale<\/strong> (non\nassoluto) e precisamente <strong>costituzionale\npuro<\/strong> (e non parlamentare), in cui cio\u00e8 il monarca non era pi\u00f9 il sovrano\nassoluto in quanto gi\u00e0 nel Regno di Sardegna dal marzo 1848 esisteva un <strong>Consiglio dei ministri <\/strong>o<strong> &#8220;Gabinetto&#8221; <\/strong>(il &#8220;potere\nesecutivo&#8221;, in precedenza dal 1831 c&#8217;era un Consiglio di Stato che\naffiancava il Primo Segretario di Stato)<strong>,<\/strong>\nnominato dal Re, di cui godeva la fiducia e in suo nome governava il Paese. Dall&#8217;aprile\n1848, dopo la concessione dello Statuto, esisteva anche un <strong>Parlamento bicamerale<\/strong> di cui una camera&nbsp; c.d.&#8221;bassa&#8221; (<strong>Camera dei Deputa<\/strong>ti, ultimi due Presidenti Rattazzi e Lanza,\n1857-1860) rappresentava il popolo sulla base del suffragio diretto, anche se\ninizialmente molto ristretto, mentre l&#8217;altra camera c.d. &#8220;alta&#8221;<strong>, il Senato <\/strong>(c.d. Senato Subalpino)<strong>,<\/strong> era espressione del c.d.\n&#8220;partito della corona&#8221;, con membri che venivano nominati a vita dal\nSovrano; anche <strong>l&#8217;attivit\u00e0 legislativa<\/strong>\nera sottoposta all&#8217;approvazione del Re che era il <strong>Capo dello Stato.<\/strong> Nella prassi per\u00f2 si &nbsp;era gi\u00e0 andato instaurando un rapporto di\nfiducia tra Governo e Parlamento che aveva dato inizio a una forma di governo\nparlamentare e&nbsp; aveva avuto il suo grande\nartefice &nbsp;in <strong>Camillo Benso, conte di Cavour<\/strong> (governi di destra storica Cavour I\ne II, 1852-1859 e Cavour III (1860-1861), primo Presidente del Consiglio del\nRegno d&#8217;Italia e morto ricoprendo la carica. Lo Statuto&nbsp; Albertino, all&#8217;art. 74, sanciva anche che &#8220;<strong>l&#8217;istituzione provinciale e la\ncircoscrizione delle province&#8221; <\/strong>fosse &nbsp;regolata dalla legge, in quanto il Regno di\nSardegna in et\u00e0 sabauda, dopo la citata &#8220;Fusione perfetta&#8221; dell&#8217;ottobre\n1847 che aveva abolito i vecchi Stati creandone uno &#8220;unitario&#8221;, con\nRegio editto per l&#8217;amministrazione dei Comuni e delle Province n. 659 del 27\nnovembre <strong>1847<\/strong> aveva esteso &nbsp;il <strong>sistema\namministrativo piemontese<\/strong>, di derivazione <strong>francese (<\/strong>essendosi il Piemonte trovato prima sotto dominazione\nnapoleonica), a tutto il territorio del Regno e lo aveva suddiviso in 11 <strong>divisioni <\/strong>(corrispondenti ai <em>d\u00e9partements <\/em>francesi), ognuna delle\nquali divisa in <strong>province <\/strong>(50 in\ntotale) le quali, pur non configurando ancora &nbsp;la circoscrizione principale, erano per\u00f2 gi\u00e0 divise\nin<strong> mandamenti <\/strong>e dotate, insieme alle\ndivisioni, della <strong>personalit\u00e0 giuridica<\/strong>\n(divenendo cos\u00ec <strong>enti<\/strong>) e di <strong>Consigli elettivi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong>&nbsp;<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Carta costituzionaledel 1848 all&#8217;inizio del Regno d&#8217;Italia \u00e8\nstata mantenuta in vigore in segno di continuit\u00e0 con quello di Sardegna e successivamente\ncome <strong>Carta fondamentale dell&#8217;Italia\nunita <\/strong>per complessivi cento anni, fino all&#8217;emanazione della <strong>Costituzione repubblicana. <\/strong>La <strong>nuova Costituzione italiana<\/strong> \u00e8 infatti\nentrata in vigore il <strong>1\u00b0 gennaio 1948<\/strong>,\ndopo il referendum istituzionale e l&#8217;elezione dell&#8217;Assemblea Costituente del <strong>2 <\/strong>(e 3)<strong> giugno 1946. <\/strong>Tra le due forme di governo della monarchia (con il\nmonarca unico organo sovrano dello Stato) o dellarepubblica, fu scelta <strong>la forma\ndella<\/strong> <strong>repubblica,<\/strong> in cui la\nsovranit\u00e0 \u00e8 attribuita al <strong>popolo<\/strong> che\nla deve esercitare, per\u00f2, nei <strong>limiti e\nnei modi<\/strong> previsti dalla Costituzione stessa (art. 1, comma secondo Cost.).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>L&#8217;ordinamento\ndelle province italiane<\/strong> \u00e8 stato organicamente disciplinato dalla Legge\ncomunale e provinciale(LCP)\ncontenuta nell&#8217;<strong>Allegato A <\/strong>della\nlegge n. 2248 del <strong>1865, <\/strong>recante <strong>l&#8217;unificazione amministrativa del Regno\nd&#8217;Italia<\/strong>, recuperando e riordinando la disciplina delle <strong>province<\/strong> <strong>del Regno di Sardegna<\/strong> <strong>&nbsp;<\/strong>contenuta nella legge n. 3702 del <strong>1859<\/strong>, nota anche come legge <strong>Rattazzi<\/strong> (Ministro dell&#8217;Interno del governo\nmilitare La Marmora I) che aveva gi\u00e0 abolito&nbsp;\nla ripartizione del Regno sabaudo in <strong>divisioni<\/strong> introducendo <strong>l&#8217;ordinamento\nprovinciale<\/strong> (poi esteso a tutta l&#8217;Italia unita) e, dopo l&#8217;annessione della\nLombardia, gi\u00e0 prevedeva la suddivisione di quel Regno in 17 &#8220;Provincie&#8221;\n(art.&nbsp; 1, non c&#8217;era ancora quella\ndell&#8217;Umbria), quali <strong>&#8220;corpi morali&#8221;<\/strong>\n(cio\u00e8 enti) aventi &#8220;un&#8217;amministrazione propria&#8221; (art. 145) composta\nda un <strong>Consiglio provinciale elettivo<\/strong>\ncon un suo Presidente e da una <strong>Deputazione\nprovinciale &nbsp;<\/strong>compostada <strong>membri eletti dal Consiglio<\/strong> ma presieduta dal <strong>Governatore<\/strong> <strong>di nomina regia <\/strong>(artt.\n146, 150 e 171) &nbsp;e poi&nbsp; rinominato <strong>Prefetto<\/strong> dal 1861. &nbsp;La legge\ndel &#8217;65 \u00e8 stata approvata dal <strong>primo\nParlamento italiano<\/strong> (inaugurato a Torino il 18 febbraio 1861) e promulgata\ndal <strong>primo Re d&#8217;Italia<\/strong>, Vittorio\nEmanuele II di Savoia (1861-1878 &#8211; governo La Marmora II di Destra storica, in\nrealt\u00e0 pi\u00f9 un centro liberal-moderato che una vera destra, autoesclusasi dalle\nistituzioni), gi\u00e0 Re di Sardegna (1849-1861) e ricordato anche come &#8220;Re\ngalantuomo&#8221; per aver mantenuto in vigore lo Statuto Albertino nel nuovo\nRegno. All&#8217;art. 1 la legge, stabiliva infatti che il Regno d&#8217;Italia si\nsuddivideva in <strong>provincie<\/strong>, <strong>circondari,<\/strong> mandamenti e comuni,mentre, agli art. 2 e 3, disponeva\nche&nbsp; in ogni <strong>provincia<\/strong>, che allora venne a&nbsp;\ncostituire appunto la circoscrizioneamministrativa dello Stato <strong>pi\u00f9 ampia\ne importante<\/strong>, aveva sede un <strong>Prefetto,\n<\/strong>figura di derivazione francese<em>,<\/em> il\n<em>Pr\u00e9fet<\/em> del <strong>dipartimento<\/strong> napoleonico<em>(d\u00e9partement),<\/em>\nche consisteva sia in <strong>circoscrizione<\/strong>\ndell&#8217;amministrazione statale che in <strong>ente\nautarchico<\/strong> con finalit\u00e0 proprie e al quale in Italia venne a corrispondere la\nnuova provincia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le <strong>58 province<\/strong> istituite nell&#8217;Italia unita,\ncon decreto n. 197 del 15 dicembre <strong>1860<\/strong>,\na firma del regio Commissario generale straordinario <strong>G.N<\/strong>. <strong>Pepoli<\/strong>, venne\ncostituita anche la vasta <strong>Provincia\ndell&#8217;Umbria <\/strong>con capoluogo a <strong>Perugia<\/strong>\ne suddivisa nei <strong>sei circondari di\nPerugia, Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto e Rieti<\/strong>. <strong>L&#8217;Umbria<\/strong>, insieme alle Marche, era stata <strong>annessa\n<\/strong>al Regno in via di formazione con r.d. n. 4501 del 17 dicembre <strong>1860<\/strong> dopo la <strong>battaglia di Castelfidardo<\/strong> del settembre <strong>&#8217;60<\/strong> tra gli eserciti del Regno Sardo-Piemontese e dello Stato della\nChiesa conclusasi con la vittoria dei piemontesi che avevano cos\u00ec potuto unire\nil nord e il sud dell&#8217;Italia e dopo il <strong>plebiscito\n<\/strong>(diretta manifestazione della volont\u00e0 del popolo)di approvazione dell&#8217;unione nel novembre &#8217;60, con l&#8217;esito di oltre\nil 99 per cento di voti favorevoli. <strong>L&#8217;Umbria<\/strong>,\nnell&#8217;ultimo periodo di appartenenza&nbsp; allo\nStato pontificio, costituiva una delle quattro grandi <strong>legazioni (la III)<\/strong>, oltre il circondario di Roma, in cui la riforma\namministrativa di Papa&nbsp; Pio IX del\nnovembre <strong>1850<\/strong> &nbsp;aveva suddiviso lo Stato stesso<strong>,<\/strong>&nbsp;\naffidate ciascuna al <strong>governo di\nun cardinale<\/strong> e comprendeva le tre <strong>delegazioni\ndi Perugia, Spoleto e Rieti,<\/strong> a loro volta suddivise rispettivamente nei <strong>distretti<\/strong> di Citt\u00e0 di Castello,\nFoligno, Perugia e Todi, nonch\u00e9 di Norcia, Spoleto e Terni e infine di Poggio\nMirteto e Rieti.&nbsp; <strong>Le province<\/strong> del dopo Unit\u00e0 d&#8217;Italia e quindi anche quella dell&#8217;Umbria\navevano una propria amministrazione composta dal <strong>Consiglio<\/strong> <strong>provinciale\nelettivo<\/strong> e dalla <strong>Deputazione provinciale<\/strong>.\nIl numero dei <strong>consiglieri<\/strong> era\nripartito per <strong>mandamenti <\/strong>e venivano scelti\ndagli elettori comunali del mandamento, ma rappresentavano l&#8217;intera provincia.\nIl Consiglio incarnava la <strong>rappresentativit\u00e0\n<\/strong>della Provincia e nella prima seduta eleggeva tra i propri componenti un\nsuo <strong>Presidente<\/strong> e un Vice-presidente.\nLa <strong>Deputazione provinciale <\/strong>eral&#8217;<strong>organo<\/strong>\n<strong>esecutivo<\/strong> dell&#8217;enteed era composta dal <strong>Prefetto<\/strong> che la presiedeva e da <strong>membri eletti<\/strong> dal Consiglio. Con la\nlegge n. 5865 del <strong>1888<\/strong> (governo di\nSinistra storica Crispi I), di modifica della LCP del &#8217;65, il Prefetto cess\u00f2 di\npresiedere la Deputazione provinciale e il <strong>Consiglio\nprovinciale inizi\u00f2 ad eleggere<\/strong> nel proprio seno, oltre i membri della\nstessa che assunsero la denominazione di <strong>Assessori<\/strong>,\nanche <strong>il Presidente della Deputazione<\/strong>\nche diventava il <strong>legale rappresentante\ndell&#8217;Ente<\/strong> ed esercitava tutte le funzioni prima svolte dal Prefetto, il quale\ninvece diventava presidente del nuovo organismo di controllo denominato Giunta\nprovinciale amministrativa (GPA). Durante l&#8217;epoca Giolittiana(governi di Sinistra\nstorica Giolitti I, II e III, 1892-1911) le <strong>funzioni delle province<\/strong> risultarono in parte impoverite a favore\ndel Governo nazionale e a causa di un maggior rilievo attribuito alla figura\ndei Prefetti. Con la legge elettorale n. 666 del <strong>1912<\/strong> (governo di coalizione Giolitti IV, 1911-1914) si era peraltro\narrivati a sancire il <strong>suffragio universale, <\/strong>anche se ancora solo <strong>maschile <\/strong>e con et\u00e0 superiore a 30 anni,\npoi ridotta a 21 anni &nbsp;con legge n. 1985\ndel <strong>1918<\/strong> (governo Orlando). <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il primo <strong>Testo\nUnico della legge comunale e provinciale<\/strong> approvato con r.d. n. 5921 del <strong>1889<\/strong> (governo Crispi I) e le successive\nmodifiche del 1894, del 1898 e del 1908, nonch\u00e9 l&#8217;unico regolamento di\nesecuzione di cui al r.d. 297 del 1911 (governo Luzzatti), fino al pi\u00f9 noto\nT.U.L.C.P. approvato con r.d. n. 148 del <strong>1915\n<\/strong>(governo Salandra II) modificato r.d. n. 2839 del 1923 (governo Mussolini di\ncoalizione-prima fase 1922-1924 anno di elezioni con la rinomata legge\nelettorale&#8221;Acerbo&#8221;) non apportarono modifiche sostanziali all&#8217;<strong>ordinamento<\/strong> delle Province. Il <strong>numero delle province italiane<\/strong>, nel corso\ndei circa sessant&#8217;anni dell&#8217;era liberale, era intanto passato da 58 a <strong>69,<\/strong> di cui in particolare otto nel 1866\ndopo la terza guerra d&#8217;indipendenza con l&#8217;annessione del Veneto, del Friuli e\ndel mantovano, una nel 1970, quella di Roma e una nel 1920 quella di Trento, dopo\nla prima guerra mondiale e la cessione all&#8217;Italia dei territori del Trentino,\ndell&#8217;Alto Adige e della Venezia Giulia in base al Trattato di Saint-Germain del\n1919.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scelte<strong> fortemente centraliste<\/strong> del regime\nfascista (dopo il colpo di Stato monarchico-fascista &nbsp;messo in atto con la c.d. &#8220;marcia su\nRoma&#8221; dell&#8217;ottobre 1922), che considerava pregiudizievole ogni forma\ndi&nbsp; autonomia locale, portarono nel 1928 <strong>all&#8217;abolizione delle rappresentanze\nelettive<\/strong> nelle province (come due anni prima nei comuni). Infatti con la\nlegge n. 2962 del 27 dicembre <strong>1928 <\/strong>&#8220;Riforma\ndell&#8217;Amministrazione provinciale&#8221; (Re d&#8217;Italia Vittorio Emanuele III\n1900-1946, governo dittatoriale di Mussolini, capo del governo e\n&#8220;duce&#8221; del fascismo, 1924-1943) vennero <strong>soppressi i Consigli e le Deputazioni provinciali<\/strong> e\nl&#8217;amministrazione delle province fu affidata ad un <strong>Preside <\/strong>conle funzioni\ndell&#8217;abolita Deputazione provinciale e del suo Presidente e ad un <strong>Rettorato <\/strong>composto di un numero vario\ndi <strong>rettori<\/strong> con le funzioni\ndell&#8217;abolito Consiglio provinciale, entrambi gli organi <strong>di nomina regia<\/strong> su proposta del Ministro per l&#8217;Interno. Il 1929 e\nil 1934 furono gli anni in cui durante il regime si vot\u00f2 per l&#8217;ultima volta ma\nin forma <strong>plebiscitaria,<\/strong> cio\u00e8 con la\nsola possibilit\u00e0 di votare a favore o contro il&#8221;listone&#8221; nazionale\nunico dei fascisti e simpatizzanti e quindi in forma assolutamente non libera,\nper cui le ultime elezioni politiche del Regno d&#8217;Italia in realt\u00e0 sono state\nquelle dell&#8217;aprile <strong>1924<\/strong>. Il nuovo\nordinamento provinciale (e comunale) trov\u00f2 &nbsp;completamento e definizione organica nel nuovo\n<strong>Testo Unico della legge comunale e\nprovinciale<\/strong> approvato con il R.D. 3 marzo <strong>1934,<\/strong> n. 383, che tra l&#8217;altro attribu\u00ec la nomina dei rettori\ndirettamente al Ministro dell&#8217;Interno ed estese i controlli amministrativi,\noltre che alla legittimit\u00e0, anche al merito sugli atti provinciali che venivano\nsottoposti all&#8217;approvazione della GPA o al visto di esecutivit\u00e0 del Prefetto o\nall&#8217;approvazione ministeriale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Nel ventennio fascista la <strong>Provincia dell&#8217;Umbria<\/strong>, dopo oltre 60 anni di esistenza, nel marzo <strong>1923<\/strong> sub\u00ec il distacco&nbsp; di <strong>Rieti\ne della Sabina<\/strong> che furono aggregati alla gi\u00e0 vasta provincia di Roma. Successivamente\ncon r.d. n. 1 del&nbsp; <strong>1927<\/strong> recante il &#8220;Riordinamento delle circoscrizioni\nprovinciali&#8221; venne istituita, tra le altre 17&nbsp;&nbsp; (comprese quelle di Rieti e Viterbo), anche\nla <strong>Provincia di Terni<\/strong> e cos\u00ec la Provincia\ndell&#8217;Umbria&nbsp; fu ridenominata <strong>Provincia di Perugia<\/strong>. I <strong>Presidi<\/strong> della Provincia di Perugia di <strong>nomina regia<\/strong> durante il regime fascista\nsono stati tre: <strong>G. Manganelli<\/strong>\n(1927-1929), <strong>P. Carlani I e II<\/strong> (1929\n-1940) e <strong>C. Corneli<\/strong> (1940-1943),\ntutti del Pnf. Durante il regime fascista il numero delle province era\ncresciuto fino a <strong>95.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la caduta del regime a\nseguito dell&#8217;approvazione dell&#8217;ordine del giorno dell&#8217;ex ministro D. Grandi nel\nGran Consiglio del fascismo del <strong>25\nluglio 1943 <\/strong>edella revoca earresto di Mussolini, con la restaurazione\ndi un <strong>governo monarchico puro <\/strong>(governo\nBadoglio I), che soppresse il partito fascista rendendo libera <em>a contrariis <\/em>l&#8217;espressione di una\npluralit\u00e0 di partiti, venne anche emanato il r.d. n. 111 dell&#8217;aprile <strong>1944<\/strong> che abrog\u00f2 molte norme del T.U.\ndel 1934 e stabil\u00ec <strong>norme transitorie<\/strong>\n<strong>per l&#8217;amministrazione<\/strong> <strong>delle Province<\/strong> (e dei Comuni) che veniva\nad essere costituita da un <strong>Presidente<\/strong>\ne da una <strong>Deputazione provinciale<\/strong>, da\nnominarsi entrambi da parte del Prefetto. Alla Deputazione veniva attribuita la\ncompetenza a deliberare sulle materie che, in base al T.U. del 1915, erano di\ncompetenza del Consiglio e della Deputazione provinciale. Nel settembre <strong>1943<\/strong> si era intanto costituito a Roma\nil <strong>Comitato di Liberazione Nazionale<\/strong>\n(CLN) tra i rappresentanti dei ricostituiti o riemersi sei<strong> partiti antifascisti<\/strong>, dopo il carcere o il <em>confino<\/em> politico, l&#8217;esilio o la clandestinit\u00e0 e cio\u00e8: <strong>Pci, Psiup, Dc, Pli, Partito d&#8217;azione(\nPd&#8217;a), Partito democratico del lavoro (Pdl). <\/strong>Il CLN&nbsp;sorse per opporsi al\nfascismo, alla repubblica di Sal\u00f2 e all&#8217;occupazione nazista dell&#8217;Italia, prima\ncome organizzazione clandestina e poi con assunzione di <strong>poteri di governo. <\/strong>Il <strong>Pri <\/strong>non\naveva aderito al CLN, pur partecipando alla <strong>Resistenza<\/strong>, per la sua pregiudiziale antimonarchica sul piano\nistituzionale. Dopo il governo di unit\u00e0 nazionale Badoglio II comprendente i\npartiti del CLN (a seguito del &#8220;patto di Salerno&#8221;, sede del governo),\ncon la liberazione di Roma da parte degli alleati, il ritiro &#8220;irrevocabile\n&#8221; a vita privata del Re V. Emanuele III e la nomina del principe <strong>Umberto<\/strong> a <strong>Luogotenente del Regno<\/strong> nel giugno 1944 nonch\u00e9 dopo le conseguenti\ndimissioni del governo Badoglio II sempre nel giugno 1944, i nuovi <strong>governi<\/strong> del Regno d&#8217;Italia sono stati nominati\no meglio designati &nbsp;in modo vincolante al\nLuogotenente da parte del<strong> CLN <\/strong>(1943-1947),chein sostanza ha sostituito le Camere fino all&#8217;Assemblea costituente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratt\u00f2 dei governi di CLN\n<strong>I. Bonomi II e III<\/strong>, Pdl -1944-1945,\ndel governo di CLN <strong>F. Parri<\/strong>, Pd&#8217;a e\ngi\u00e0 comandante partigiano&#8221;Maurizio&#8221; -1945 e del governo di CLN <strong>A. De Gasperi I, <\/strong>Dc-1945-1946. Durante\nil governo Bonomi III (Luogotenente del Regno Umberto II di Savoia, 1944-1946 e\nche poi ha anche cinto la corona reale dal 9 maggio al 17 giugno &#8217;46, dopo\nl&#8217;improvvisa ricomparsa e abdicazione del padre e passando alla storia come\n&#8220;Re di maggio&#8221;) con d.l.l. n. 23 del febbraio 1945 il <strong>diritto di voto<\/strong> (elettorato attivo)\nvenne esteso alle <strong>donne<\/strong> con almeno\n21 anni di et\u00e0 e durante il governo De Gasperi I con d.l.l. n. 74 del marzo\n1946 recante &#8220;Norme per l&#8217;elezione dei deputati dell&#8217;Assemblea\nCostituente&#8221; venne esteso alle donne con almeno 25 anni di et\u00e0 (come per\ngli uomini) anche il <strong>diritto di\neleggibilit\u00e0 <\/strong>(elettorato passivo). Nel 1946 il <strong>Regno d&#8217;Italia<\/strong> infine si \u00e8 concluso con la <strong>proclamazione della Repubblica<\/strong> <strong>il\n18 giugno<\/strong>. Il numero totale delle Province italiane effettive aveva\nraggiunto nel &#8217;46 quota <strong>91.<\/strong> I <strong>Presidenti <\/strong>della Deputazione della <strong>Provincia di Perugia, <\/strong>nominati dai governi\ndi CLNdurante il periodo 1944-1947\n(anno di scioglimento dei CLN) e dai governi di centrismo (De Gasperi IV, V,\nVI, e VII) durante il periodo 1947-1952 (anno delle prime libere elezioni\nprovinciali dopo la caduta del fascismo) sono stati rispettivamente <strong>Carlo Vischia<\/strong> (1944-1948) e <strong>Silvio Sistarelli<\/strong> (1948-1952), entrambi\ndella Dc.<\/p>\n\n\n\n<p>Li 23 dicembre 2019<\/p>\n\n\n\n<p>Dott. Alfonso Gentili- ex\nSegretario generale della Provincia di Perugia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora un contributo del dott. Alfonso Gentili per la conoscenza della nostra storia. Le province, nella loro accezione moderna, hanno preso avvio su tutto il territorio nazionale come principale suddivisione del Regno d&#8217;Italia proclamato, con legge n. 4761 del 17 marzo 1861 (governo Cavour III), a seguito dell&#8217;avvenuto raggiungimento dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia con l&#8217;annessione al Regno &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2631\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[216,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2631"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2631"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2631\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2633,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2631\/revisions\/2633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}