{"id":2547,"date":"2019-11-18T00:17:58","date_gmt":"2019-11-17T23:17:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2547"},"modified":"2019-11-18T00:20:11","modified_gmt":"2019-11-17T23:20:11","slug":"%ef%bb%bfcenni-storici-sulla-costruzione-e-sulla-caduta-del-muro-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2547","title":{"rendered":"\ufeffCenni storici sulla costruzione e sulla caduta del Muro di Berlino."},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-medium-font-size\"> <strong>Ancora un utilissimo documento del dott. Gentili che ringraziamo per la cortese collaborazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gorbaciov-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2548\" width=\"384\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gorbaciov-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gorbaciov-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Gorbaciov-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><figcaption>Gorbaciov a Todi. A destra Alfonso Gentili.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La seconda guerra mondiale ha comportato un mutamento profondo degli equilibri mondiali in quanto ha sancito da una parte <strong>la fine della centralit\u00e0 delle<\/strong> <strong>grandi potenze europee <\/strong>e dall&#8217;altra l&#8217;entrata in scena di <strong>due superpotenze<\/strong> come gli <strong>Stati Uniti d&#8217;America (USA)<\/strong> e l&#8217;<strong>Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (URSS o Unione Sovietica)<\/strong> sorta nel 1922 come unione alla Repubblica russa, comprendente l&#8217;intera Siberia, delle altre province dell&#8217;ex Impero zarista (l&#8217;Ucraina, la Bielorussia, l&#8217;Azerbaigian, l&#8217;Armenia e la Georgia) e &nbsp;in cui i russi erano la nazionalit\u00e0 dominante.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la fase finale della guerra i sovietici (<strong>J. V. Stalin<\/strong> ), gli americani ( <strong>F.D. Roosevelt<\/strong>) e gli Inglesi (<strong>W. Churcill<\/strong>) nelle <strong>Conferenze di Mosca <\/strong>(ottobre 1944) <strong>e di Yalta<\/strong> in Crimea (febbraio 1945) si &nbsp;sono accordati sulla <strong>futura sistemazione dell&#8217;Europa<\/strong> avendo stabilito in particolare che\nla <strong>Germania sarebbe stata divisa<\/strong>\nprovvisoriamente in <strong>quattro zone\nd&#8217;influenza<\/strong> (statunitense, sovietica, britannica e francese) e sottoposta a\npenetranti misure di &#8220;<strong>denazificazione<\/strong>&#8221;\ne che i popoli dei <strong>paesi liberati<\/strong>\navrebbero potuto&nbsp; svolgere libere\nelezioni<strong>. <\/strong>La capitale <strong>Berlino,<\/strong> all&#8217;interno della zona\nsovietica, sarebbe stata anch&#8217;essa divisa in quattro zone.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Stati Uniti e Gran Bretagna nel &#8217;47 hanno avviato\nl&#8217;integrazione delle zone&nbsp; sotto loro\ncontrollo e nel 1949 sono state unificate le<strong> tre zone occidentali<\/strong> della Germania (ivi compresa&nbsp; quella francese) ed \u00e8 stata proclamata la <strong>Repubblica federale tedesca (Brd) <\/strong>con\ncapitale a<strong> Bonn<\/strong>. L&#8217;URSS ha risposto\ncon la creazione, nella parte orientale, della <strong>Repubblica democratica tedesca (Ddr) <\/strong>con capitale&nbsp; a<strong>\nPankow, <\/strong>sobborgo di Berlino. Era arrivata cos\u00ec a compimento la <strong>divisione dell&#8217;Europa in due &nbsp;blocchi<\/strong>, quello <strong>occidentale<\/strong> sotto l&#8217;egemonia degli USA e quello <strong>orientale<\/strong> sotto l&#8217;egemonia dell&#8217;URSS. Dopo\nla morte di Roosevelt nel 1945, con l&#8217;entrata in crisi della <strong>&#8220;grande alleanza&#8221;antihitleriana<\/strong>\ne la fine del suo grande disegno <strong>di\ncooperazione tra Occidente e URSS<\/strong>, &nbsp;ha\navuto luogo l&#8217;ascesa alla presidenza USA di <strong>H. Truman<\/strong> con l&#8217;affermazione della c.d. <strong>&#8220;dottrina Truman&#8221;<\/strong> o anche <strong>&#8220;teoria del contenimento&#8221;<\/strong> e la campagna anticomunista\navente come protagonista il senatore repubblicano McCarty <strong>(c.d. &#8220;maccartismo&#8221;)<\/strong>. Ha avuto inizio pertanto una vera e\npropria <strong>contrapposizione tra i due blocchi<\/strong>\nche \u00e8 stata comunemente definita <strong>&#8220;guerra\nfredda&#8221;,<\/strong> combattuta non sui campi di battaglia ma con le armi\ndell&#8217;ideologia e della propaganda, e che ha vissuto la fase pi\u00f9 acuta proprio\nnel quinquennio 1948-1953, anno quest&#8217;ultimo della <strong>morte improvvisa di Stalin<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Patto atlantico e il Patto di Varsavia hanno completato la\n<strong>divisione in due dell&#8217;Europa<\/strong>. I<strong>l Patto<\/strong> <strong>atlantico<\/strong>, firmato a Waschington nell&#8217;aprile 1949 e che prevedeva\nanche un dispositivo militare integrato, <strong>la\nNato<\/strong>, era un alleanza difensiva contro un possibile attacco sovietico tra<strong> gli Stati Uniti<\/strong>, il <strong>Canada<\/strong> e i <strong>paesi dell&#8217;Europa occidentale<\/strong> (Gran Bretagna, Francia, Belgio,\nOlanda, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia), con la\nsuccessiva adesione di Grecia, Turchia e, nel 1955, anche della <strong>Germania federale<\/strong>, nonch\u00e9 nel 1982\ndalla Spagna. <strong>Il Patto di Varsavia, <\/strong>firmato\na Mosca nel maggio 1955, era un&#8217;alleanza difensiva stretta, a seguito\ndell&#8217;adesione della Germania occidentale alla Nato, tra<strong>&nbsp; l&#8217;Urss <\/strong>e i <strong>c.d. paesi satelliti<\/strong> (Germania est,\nPolonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria) e dotata anch&#8217;essa&nbsp; di un&#8217;organizzazione militare integrata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vicenda del Muro di Berlino<\/strong> ha avuto inizio nel periodo di\npresidenza degli USA da parte di <strong>J.F.\nKennedy<\/strong> (1960-1963, anno del suo assassinio a Dallas il 22 novembre),\neletto nel novembre 1960, primo cattolico ad entrare nella Casa Bianca e\nfacente riferimento alla <strong>tradizione\nprogressista<\/strong> di Roosevelt, aggiornandola col riferimento alla <strong>&#8220;nuova frontiera<\/strong>&#8220;. La sua\npresidenza \u00e8 stata caratterizzata da un forte <strong>slancio riformatore<\/strong> ma, in politica estera, ha seguito una linea\nche se da una parte enfatizzava i toni della pace e della distensione con l&#8217;Est,\ndall&#8217;altra risultava assolutamente <strong>intransigente<\/strong>\nsulle questioni essenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incontro di <strong>Vienna <\/strong>nel\n<strong>giugno 1961 <\/strong>tra Kennedy e il nuovo\nSegretario generale del Partito comunista dell&#8217;Unione Sovietica (PCUS, cosi\ndenominato dal 1925) &nbsp;e nuovo leader\ndell&#8217;Unione Sovietica, <strong>N. Krusc\u00ebv (<\/strong>1953-1964),\nsul problema di <strong>Berlino Ovest <\/strong>si era\nrisolto infatti con un fallimento perch\u00e9 gli americani la consideravano <strong>parte integrante della Germania federale<\/strong>\ne invece i sovietici volevano trasformarla in <strong>&#8220;citt\u00e0 libera&#8221;.<\/strong> I sovietici hanno allora risposto\ncostruendo un <strong>muro di separazione<\/strong>\ndelle due parti della citt\u00e0 e hanno chiuso l&#8217;unico varco con <strong>la cortina di ferro<\/strong> in modo da rendere\npraticamente impossibile le fughe, allora frequenti, dal settore orientale a\nquello occidentale.&nbsp; Il <strong>Muro di Berlino<\/strong> \u00e8 divenuto cos\u00ec &nbsp;il simbolo pi\u00f9 evidente della <strong>divisione della Germania, nonch\u00e9 dell&#8217;Europa\ne del mondo<\/strong> secondo le linee gi\u00e0 tracciate dalla &#8220;guerra fredda&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la c.d. &#8220;seconda guerra fredda&#8221; tra la fine\ndegli anni &#8217;60 e la prima met\u00e0 degli anni &#8217;80, anni del potere incontrastato\ndel segretario del PCUS <strong>L. Brezn\u00ebv<\/strong>\nche ha approfittato della relativa debolezza degli Stati uniti&nbsp; per avvantaggiarsi negli armamenti e ampliare\nla sfera d&#8217;influenza in tutti continenti, <strong>la\nsvolta<\/strong> per l&#8217;Urss e il mondo intero \u00e8 arrivata con la morte di Brezn\u00ebv nel\n1982 e con l&#8217;assunzione della segreteria del PCUS nel 1985 da parte di <strong>Michail S. Gorbac\u00ebv<\/strong><em>, (nella foto in visita alla Citt\u00e0 di Todi il&nbsp; 17 novembre 1996).&nbsp; <\/em>Gorbac\u00ebv&nbsp;apparteneva&nbsp; a una generazione non coinvolta nello stalinismo\ne ha introdotto molte<strong> novit\u00e0<\/strong> nella\npolitica sovietica sia sul piano interno che su quello internazionale. In\nmateria di politica economica con la <strong>&#8220;perestroika&#8221;\n(<\/strong>cio\u00e8<strong>&#8221; riforma&#8221;)<\/strong> ha cercato\ndi introdurre nel sistema socialista elementi di economia di mercato. Sul piano\nistituzionale nel 1988 ha promosso una nuova Costituzione che, fermo restando\nil sistema del partito unico, distingueva le strutture dello Stato da quelle\ndel partito e lasciava spazio a <strong>forme di\npluralismo<\/strong> con l&#8217;ingresso nel <strong>Congresso\ndei <em>soviet<\/em><\/strong>(organismo al vertice del potere istituzionale dell&#8217;Unione) di\nesponenti del dissenso tra cui il fisico&nbsp;\nA. Sacharov. Nel 1990 il Congresso ha eletto Gorbac\u00ebv <strong>Presidente dell&#8217;URSS<\/strong>. Oltre alle\nriforme ha avviato un processo di liberalizzazione interna all&#8217;insegna della <strong>&#8220;glasnost&#8221;<\/strong>(cio\u00e9 <strong>&#8220;trasparenza&#8221;)<\/strong> e in senso\nampio<strong>&#8220;libert\u00e0 d&#8217;espressione&#8221;. <\/strong>A\nseguito delle aperture riformistiche di Gorbac\u00ebv ha avuto luogo il <strong>rilancio del dialogo con l&#8217;Occidente <\/strong>che\nha trovato come interessato il Presidente americano <strong>R. Reagan<\/strong> al secondo mandato (1984-1988) e con la volont\u00e0 di\nconcludere in bellezza con una nuova trattativa globale con l&#8217;URSS.<\/p>\n\n\n\n<p>Mutamenti politici avevano nel frattempo avuto luogo anche in\nEuropa occidentale e in particolare nella <strong>Repubblica\nfederale tedesca<\/strong> dove il partito di maggioranza, <strong>l&#8217;Unione&nbsp; cristiano-democratica\n(CDU<\/strong>), nel 1966, non avendo raggiunto un accordo con i liberali (FDP), aveva\ndato vita ad &nbsp;una grande coalizione con i\n<strong>socialdemocratici (SPD)<\/strong> guidati da\nW. Brandt. Nel 1969 i socialdemocratici hanno rotto tale coalizione e ha avuto\ninizio la stagione dei <strong>governi\nsocialdemocratici-liberali<\/strong> caratterizzata da una nuova linea di politica estera\nvolta alla <strong>normalizzazione dei rapporti\ncon i paesi del blocco comunista<\/strong>, compresa la Germania Est ( c.d. <strong>&#8220;Ostpolitik&#8221;<\/strong>o <strong>&#8220;politica orientale&#8221;<\/strong>) durante\ni due cancelleriati di <strong>W.Brandt<\/strong> (1969-1974)\ne i tre di <strong>H. Schmidt<\/strong> (1974-1982),\nseguiti poi di nuovo dai&nbsp; cinque\ncancelleriati di <strong>H. Kohl <\/strong>(CDU-CSU-FDP)\ndall&#8217;82 al &#8217;98. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Il 9 novembre 1989<\/strong>, a seguito dell&#8217;annuncio di un\nportavoce del governo tedesco orientale dell&#8217;avvenuto ripristino della libera\ncircolazione tra le due parti di Berlino divise dal &#8217;61 dal muro di separazione,\nuna moltitudine di Berlinesi si &nbsp;&nbsp;<strong>rivers\u00f2 nei pressi del muro e oltrepass\u00f2 i\nvarchi aperti<\/strong>. Infine, in un clima di festa e riconciliazione, i berlinesi\ncominciarono a <strong>smantellare il muro<\/strong> e\na portarne a casa i pezzi come ricordo. Dopo poco il muro di Berlino <strong>\u00e8 stato abbattuto<\/strong> quasi completamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il crollo del muro ha coinciso con <strong>l&#8217;apertura dei confini<\/strong> tra le due Germanie e ha rappresentato in\nmodo simbolico <strong>la fine della\n&#8220;guerra fredda&#8221;<\/strong> e della <strong>divisione\nin due dell&#8217;Europa. <\/strong>L&#8217;avvenimento ha di fatto rilanciato la <strong>questione dell&#8217;unit\u00e0 tedesca<\/strong> che in\nprecedenza non era stato possibile affrontare per l&#8217;opposizione dell&#8217;URSS. Nel\nmarzo 1990 si sono svolte le elezioni nella Germania dell&#8217;Est e la vittoria \u00e8\nandata&nbsp; ai <strong>cristiano-democratici<\/strong> che, d&#8217;accordo con i loro amici di partito\n(CDU) allora al governo nella Germania occidentale, hanno proceduto celermente\na liquidare l&#8217;entit\u00e0 statale DDR ormai priva di legittimit\u00e0. L&#8217;efficace azione\ndi governo di<strong> Kohl<\/strong> \u00e8 riuscita poi a\nrealizzare un&#8217;operazione molto complessa di <strong>riunificazione della Germania <\/strong>e ad integrarla <strong>nell&#8217;Alleanza atlantica<\/strong>. Nel maggio 1990 i due governi tedeschi hanno\nfirmato il trattato di unificazione economica e monetaria. Nell&#8217;ottobre 1990,\ndopo l&#8217;assenso del leader sovietico e Premio Nobel per la pace Gorbac\u00ebv, \u00e8\nentrato in vigore il trattato di <strong>unificazione\npolitica,<\/strong> accettato&nbsp; dalle ex potenze\noccupanti e cio\u00e8 dagli Stati uniti &nbsp;con Presidente\n<strong>G. H. W. Busch<\/strong> (1989-1993) e dall&#8217;URSS\ncon Presidente <strong>Gorbac\u00ebv <\/strong>(1990-1991).\nDopo oltre un quarantennio di divisione, la Germania \u00e8 tornata ad essere uno <strong>Stato unitario<\/strong>. L&#8217;abbattimento della\ncortina di ferro \u00e8 stata di stimolo alla <strong>caduta\n<\/strong>anchedegli altri regimi\ncomunisti dell&#8217;Europa orientale e alla loro democratizzazione. Nel dicembre <strong>1991, <\/strong>la gran parte delle 15\nRepubbliche che costituivano l&#8217;URSS hanno dato vita alla <strong>Comunit\u00e0 degli Stati indipendenti (CSI)<\/strong> e le <strong>dimissioni di Gorbac\u00ebv<\/strong> hanno sancito la fine dell&#8217;Unione Sovietica.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Li 16 novembre 2019<\/p>\n\n\n\n<p>Dott. Alfonso Gentili- ex Segretario generale del Comune di\nTodi <strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora un utilissimo documento del dott. 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