{"id":2521,"date":"2019-11-08T22:13:15","date_gmt":"2019-11-08T21:13:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2521"},"modified":"2019-11-08T22:13:16","modified_gmt":"2019-11-08T21:13:16","slug":"la-sconfitta-alle-regionali-scritta-da-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=2521","title":{"rendered":"LA SCONFITTA ALLE REGIONALI? SCRITTA DA ANNI."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>PER RICOSTRUIRE SI EVITINO SCORCIATOIE GENERAZIONALI.<\/strong>  <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il dibattito nel PD tuderte.  Un polemico Intervento di Manuel Valentini. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FOTO-MANUEL-VALENTINI-658x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2522\" width=\"312\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FOTO-MANUEL-VALENTINI-658x1024.jpg 658w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FOTO-MANUEL-VALENTINI-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FOTO-MANUEL-VALENTINI-768x1195.jpg 768w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/FOTO-MANUEL-VALENTINI.jpg 1758w\" sizes=\"(max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><figcaption>Manuel Valentini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La sconfitta ottenuta dalle forze di centrosinistra e dal Partito Democratico alle elezioni regionali dello scorso 27 Ottobre \u00e8, senza alcuna ombra di dubbio, un esito nefasto scritto ormai da anni ed ampiamente prevedibile. Infatti, i segnali di scollamento tra la classe dirigente del centrosinistra (o, almeno, la stragrande maggioranza di essa) e la societ\u00e0 umbra sono stati nel corso degli anni molteplici e, per quanto mi riguarda, assolutamente inequivocabili. Superfluo sarebbe elencare qui, per l\u2019ennesima volta, le numerose sconfitte conseguite dal Partito Democratico e dai nostri alleati nelle sfide elettorali, succedutesi nell\u2019arco degli ultimi anni, che avevano ad oggetto il governo di numerose ed importanti citt\u00e0 dell\u2019Umbria. Per non parlare poi della totalit\u00e0 dei collegi uninominali persi in malo modo alle elezioni politiche del 2018. Tuttavia, la cosa che pi\u00f9 mi ha colpito \u00e8 stata la completa chiusura di chi aveva in mani le redini del partito nei confronti di quei pochi (io tra questi) che hanno tentato di sottolineare le numerose criticit\u00e0 che stavano emergendo, sempre pi\u00f9 ampie e profonde, nella societ\u00e0 regionale e che quest\u2019ultima addebitava, non sempre a torto, al ceto politico ed amministrativo del centrosinistra. Arroccata nei palazzi, persa nei soli accordi e accordicchi per mantenere rendite di posizione sempre pi\u00f9 esigue, consumata dai giochi tattici (come diceva qualcuno, di sola tattica si muore). Ci sono anche stati dei distinguo tra i maggiorenti del Pd ma sono rimasti troppo isolati e inascoltati. <strong>La nostra classe dirigente si \u00e8 dimenticata della ragione principale che dovrebbe muovere chi fa politica a sinistra: migliorare la societ\u00e0 in cui si vive, incidere in maniera positiva sulle condizioni di vita delle persone e lottare per abbattere le disuguaglianze sociali<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Sono convinto che abbiamo le forze e le energie per ripartire e per costruire un nuovo progetto per l\u2019Umbria in grado di intercettare le esigenze dei nostri concittadini, proponendo risposte concrete e realizzabili. I primi che dovranno lavorare su questo saranno gli eletti in Consiglio Regionale del Partito Democratico e delle liste civiche alleate, a coloro vanno i miei pi\u00f9 sinceri auguri di buon lavoro. Quelli che vi aspettano saranno anni di duro lavoro e ricostruzione che non svolgerete in solitudine, ma con tutti gli uomini e le donne che vogliono spendersi per rifondare un\u2019alternativa progressista, popolare e di governo, nella nostra regione. <strong>Se tuttavia non mancano le energie ed i punti di riferimento da cui ripartire, bisogna prestare attenzione a chi vorrebbe che all\u2019apparenza tutti cambi per poi, per\u00f2, far rimanere tutto com\u2019\u00e8. Assecondare questo disegno rappresenterebbe la nostra fine. Chi parla di un nuovo patto generazionale (argomento decisamente non inedito e gi\u00e0 sfruttato in modo fallimentare in passato), usando la questione anagrafica come clava da dare in testa ai compagni di partito per coprire un evidente vuoto di idee e di proposte, sarebbe un escamotage, questo s\u00ec, da vecchia politica.<\/strong> Il \u201ctogliti tu che mi ci metto io perch\u00e9 giovane\u201d funziona se, oltre alla giovane et\u00e0, si hanno credibilit\u00e0, un progetto di societ\u00e0, cultura politica, idee e valori. Le strade &#8220;solo giovani&#8221; non sono sempre le pi\u00f9 giuste, i metodi &#8220;solo giovani&#8221; non sono sempre i pi\u00f9 affidabili e approfonditi, l&#8217;et\u00e0 anagrafica non garantisce una visione del mondo pi\u00f9 corretta. <strong>Qui servono che le TESTE siano GIOVANI, sensibili, empatiche e aperte<\/strong>. Sostenere poi che l\u2019inappellabile sconfitta delle regionali sia da attribuire esclusivamente alle scelte fatte dal Partito Democratico negli ultimi mesi di commissariamento \u00e8 come dire che un malato affetto da tempo da un grave morbo sia morto perch\u00e9, negli ultimi giorni di vita, si \u00e8 beccato un raffreddore. Chi chiede dimissioni a destra e a manca non conosce le dinamiche del Partito Democratico, o peggio, fa finta di non conoscerle, magari per acquisire un po\u2019 di (effimera) visibilit\u00e0. Il nostro partito \u00e8 commissariato da mesi a seguito delle vicende che hanno riguardato la sanit\u00e0 e, quindi, \u00e8 inevitabile che si vada a congresso in tempi rapidi al fine di rinnovare gli assetti organizzativi. Per il Congresso che si celebrer\u00e0 a breve, per\u00f2, usare strumentalmente la questione del rinnovamento generazionale rappresenterebbe soltanto l\u2019ennesima versione della discussione fatta esclusivamente sulle persone e non sulle proposte. Credo che negli ultimi anni ci siamo fatti male abbastanza per tollerare ancora balletti penosi sui nomi e spettacoli indegni sugli organigrammi divisi col bilancino tra correnti e correntine. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il congresso, a mio\ngiudizio, dovr\u00e0 invece basarsi sul confronto delle idee e dei progetti di\nricostruzione del partito dalla base, su come leggere con occhi diversi la\nsociet\u00e0 umbra e su come costruire una proposta politica riformista nuova,\nconcreta e realizzabile utilizzando il sempre ottimo metodo della CONDIVISIONE.\n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ha testa e gambe\nsi adoperi fin da subito per questo!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Manuel Valentini\nCAPOGRUPPO Pd.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER RICOSTRUIRE SI EVITINO SCORCIATOIE GENERAZIONALI. Il dibattito nel PD tuderte. Un polemico Intervento di Manuel Valentini. 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