{"id":1931,"date":"2019-04-01T20:18:37","date_gmt":"2019-04-01T18:18:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=1931"},"modified":"2019-04-01T20:18:38","modified_gmt":"2019-04-01T18:18:38","slug":"graziano-marini-al-convegno-di-rete-civica-umbra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=1931","title":{"rendered":"Graziano Marini al convegno di Rete Civica Umbra."},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;artista tuderte presenta ai convenuti la su relazione sull&#8217;arte e gli artisti in Umbria: un quadro fosco e proposte nuove per il futuro. <\/strong><em>Pubblichiamo l&#8217;intera relazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Graziano-Marini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1932\" width=\"342\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Graziano-Marini.jpg 460w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Graziano-Marini-300x262.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-medium-font-size\"> <strong>Quali politiche culturali in Umbria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cercher\u00f2 di portare a vostra conoscenza un problema particolare, ma di inderogabile urgenza.\u00a0 Esso tratta un argomento drammatico e cio\u00e8 la condizione degli artisti italiani: dai giovani ai maestri passando per quella generazione di mezzo a cui appartengo. Si tratta di una situazione drammatica, qui in Umbria come nelle altre regioni, una condizione quella degli artisti italiani che risulta essere un aspetto del tutto trascurato nella gestione del Patrimonio dei Beni Culturali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da\ntempo ormai assistiamo ad un generale fenomeno di metamorfosi in chiave aziendalistica\ndei musei, con la relativa commercializzazione delle attivit\u00e0 culturali (tra\ncui le mostre temporanee), dove rischiano di prevalere le leggi del marketing e\ndell\u2019economia, piuttosto che quella dello sviluppo e della promozione della\ncultura dei nostri territori. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La situazione \u00e8 allarmante e grave, qui in Umbria per quanto riguarda le arti visive \u00e8 in perfetta sintonia con il resto dell\u2019Italia, per non parlare delle grandi manifestazioni come la Biennale di Venezia o la Quadriennale di Roma. Non si fanno pi\u00f9 mostre serie per documentare e valorizzare in maniera storica e scientifica il lavoro e la ricerca degli artisti, ma vengono fatte solo per appagare le esigenze di mercato. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mercanti e Critici spregiudicati con\nla complicit\u00e0 di assessori improvvisati organizzano mostre prevalentemente fatte\nper soddisfare il profitto. La gravit\u00e0 \u00e8 nel fatto che tutto questo avviene con\nenorme sperpero di denaro pubblico, a scapito dei nostri artisti e della loro\ncreativit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Troppo spesso abbiamo visto\nrifiutare dai vari assessorati progetti per mostre o spettacoli teatrali,\nconcerti o piccole produzioni cinematografiche, dal costo irrilevante di 5, 10\no 15.000 euro&nbsp; e per poi venire a\nconoscenza del fatto che si spendano centinaia di migliaia di euro con iniziative\nculturali-flop.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutto questo,\nnaturalmente crea una spiacevole e diffusa amarezza e molto malcontento&nbsp; negli addetti ai lavori che spendono la loro\nvita nei sacrifici e nelle fatiche della ricerca. Troppo spesso i nostri\namministratori scambiano la politica culturale con l\u2019intrattenimento, pensando\ncos\u00ec di essere pi\u00f9 alla moda, mentre invece dimostrano di essere provinciali,\npatetici e kitsch.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Penso che&nbsp; quando si nomina uno storico dell\u2019arte serio\nper dirigere un museo, si dovrebbe pretendere la competenza, la forza, la\nconoscenza e l\u2019esperienza per valorizzare e promuovere&nbsp; fuori&nbsp;\ndalla nostra regione e dai nostri confini la cultura che il territorio\nesprime, piuttosto che acquistare mostre inutili gi\u00e0 confezionate e farci\ncolonizzare dalle mode effimere che altri hanno gi\u00e0 scartato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8\nora scrollarci di dosso questa coltre pesante e polverosa di ipocrisia. In\nUmbria in questi ultimi 30 anni sono state spese decine e decine di milioni di\neuro per le arti visive, hanno costruito e restaurato numerosi luoghi da\ndestinare all\u2019arte contemporanea come: la Rocca di Narni, Il Palazzo dei\nSette di Orvieto, la Rocca di Umbertide, la Rocca Paolina, il Nido dell\u2019aquila\na Todi, il Caos a Terni, il Ciac a Foligno, a Trevi ecc. Tutte queste\noperazioni possono essere definite&nbsp;\n\u201cspeculazioni edilizie\u201d, in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 mai stato un centesimo per\nl\u2019attivit\u00e0, per le mostre o per le acquisizioni. Per dirla con Petrolini \u00e8 un\npo\u2019 come volersi comprare un paio di scarpe nuove e spendere tutti i soldi\nsoltanto per la scatola.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019esempio nazionale pi\u00f9 eclatante \u00e8\navvenuto a Roma dove hanno costruito il Maxxi, il grande museo dell\u2019arte\ncontemporanea, sperperando circa 600 milioni di euro di cui il dieci per cento\ndestinato alla parcella dell\u2019architetto, mentre per l\u2019attivit\u00e0, mostre, scambi\ne per fare le acquisizioni nulla\u2026 Per poi mettere alla direzione una persona\nscartata dalla politica, senza esperienza e senza competenze in merito.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Allora mi chiedo, come far\u00e0 questo\nmuseo ad essere competitivo nel panorama internazionale con gli altri grandi\nMusei Europei come la National Galerie di Berlino e o la Tate di Londra? Siccome\nnon avr\u00e0 mai una grande collezione di caratura internazionale, succeder\u00e0 che\nartisti italiani un po\u2019 noti saranno costretti a fare elemosine e prestiti come\n\u00e8 successo con la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma in questi ultimi 70\nanni, invece per quelli meno noti e per i giovani&nbsp; non ci sar\u00e0 mai nessuna speranza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quindi,\noggi possiamo constatare che tutti questi spazi creati e destinati al contemporaneo,\ndisseminati in tutta Italia e nella nostra regione, sono diventati contenitori\nprivi di contenuto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Per questi motivi, \u00e8 necessario invertire\nla tendenza, la nostra regione \u00e8 un luogo piccolissimo ma nessuno riesce a\npensare come valorizzare e promuovere il nostro immenso patrimonio artistico e\ntrasformarlo in una economia reale. Per fare questo \u00e8 necessario coinvolgere i\nprotagonisti che operano nell\u2019ambito delle diverse discipline e non i soliti\nburocrati della \u201ccultura\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00c8 necessario mettere in luce le\ncompetenze e l\u2019esperienza di chi dedica la propria vita a questo. Le idee\nmigliori le pi\u00f9 geniali e propositive le hanno sempre loro i protagonisti: i\npittori, gli scultori, i poeti, gli storici dell\u2019arte, gli scrittori, gli\nattori, i registi e i musicisti. Bisognerebbe ascoltarli ogni tanto, perch\u00e9\nsono loro che conoscono le problematiche profonde e gli aspetti pi\u00f9 reconditi\ndelle discipline. Occorre quindi creare delle piccole consulte regionali e\ncomunali della cultura, per suggerire a chi amministra programmi e progetti di\nqualit\u00e0, evitando cos\u00ec le personali e imbarazzanti scelte estetiche dei nostri\npolitici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si fa sempre un gran parlare di\n\u201cfare sistema\u201d, &nbsp;se ne parla da\ndecenni,&nbsp; ma cosa significa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa\ndefinizione \u201cfare sistema\u201d mi sembra una sciocchezza, usata troppo spesso dai\nsoliti parolai di turno per eludere la mancanza d\u2019idee. Il rispetto e\nl\u2019autorevole grandezza di un paese dipende sempre dalla cultura&nbsp; che esprime e dai suoi protagonisti. Troppo\nspesso con la scusa delle scarse risorse si continua a non fare nulla. Le\nrisorse erano enormi prima, forse sono meno oggi, ma sempre e comunque tante,\nil problema \u00e8 che sono state investite in modo scellerato e sbagliato. Oggi \u00e8\nnecessaria una seria, determinata e significativa inversione di marcia, sia a\nlivello nazionale che locale. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le risorse andrebbero orientate\nsulle produzioni artistiche sulla valorizzazione e promozione dei nostri\ntalenti. I soldi si possono trovare non dobbiamo aspettarli dall\u2019alto, per\ntrovarli sarebbe sufficiente incentivare e avere la forza di proporre e applicare\nleggi come quella sulla defiscalizzazione o quella del 2 per cento in maniera\nche i privati possano essere motivati a produrre e finanziare scuole, concerti,\nmostre, spettacoli, film, musei, borse di studio e di scambio ecc. come succede\ngi\u00e0 da decenni in tutti i paesi evoluti. come in Svizzera, Germania,\nFrancia, Spagna, Inghilterra, Olanda, Belgio, America del Nord e America\nLatina.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In questa regione&nbsp; abbiamo due grandi manifestazioni,&nbsp; il Festival di Spoleto e&nbsp; Umbria Jazz che assorbono da oltre 50 anni\nrisorse enormi di denaro pubblico. Mi chiedo: di questo fiume di denaro cosa \u00e8\nrestato? Quale economia culturale hanno creato sul nostro territorio, \u00e8\npossibile che dopo decenni e centinaia di milioni di euro spesi non sia uscito\nsul territorio un grande attore, un grande regista, un grande scenografo o un\ngrande musicista? &nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sarebbe bastato destinare anche una\npiccola percentuale come il 10-15 per cento di quelle decine e decine di milioni\ndi euro pubblici per dare borse di studio a dei giovani umbri che avessero\nscelto di essere attori, registi, musicisti o scenografi, per mandarli a\nstudiare a Berlino, Parigi, Londra, New York per acquisire opportunit\u00e0 ed\nesperienze internazionali, cos\u00ec che una volta ritornati arricchiti di un\nbagaglio culturale internazionale, sarebbero stati un plusvalore culturale per\nil nostro territorio (una pratica che quasi tutti i paesi del mondo adottano da\nsempre). <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con una piccola percentuale di\nquelle risorse basterebbe finanziare delle produzioni artistiche locali o delle\nscuole di arti e mestieri, in maniera che possa rimanere&nbsp; una traccia viva e una realt\u00e0 economica e\nculturale sul nostro territorio. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Invece si \u00e8 preferito insistere nell\u2019errore di\nfinanziare senza una visione illuminata pagliacciate in costume o&nbsp; manifestazioni ormai prive di attrazione, obsolete\ne inutili. Oggi sono necessari il coraggio, la forza e la determinazione di\nfermare tutto ci\u00f2, si necessita sviluppare nuove idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre\nspendere quelle risorse diversamente, in maniera pi\u00f9 efficace e mirata, tenendo\npresente che quando si investe denaro pubblico in politiche culturali, bisogna\npretendere un adeguato ritorno d\u2019immagine, un chiaro ritorno economico e\nturistico, oltre ad un incisivo ritorno culturale sul territorio. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In\nUmbria lavorano e vivono tanti autori, italiani e stranieri, di fama\ninternazionale. Diversi giovani \u201cnostrani\u201d stanno ottenendo buoni risultati,\nanche fuori regione. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Come\nripeto da molti anni,&nbsp; bisogna creare una\nsorta di censimento, una mappatura seria e ragionata, su queste risorse. Per\npoi farla diventare uno strumento di studio e conoscenza per i pi\u00f9 giovani. Del\nresto non siamo soltanto uno scrigno prezioso chiamato il cuore verde\ndell\u2019Italia, la terra dei Santi e dei condottieri, la regione dei cento borghi\nmedievali arroccati sulle colline: siamo anche una terra di artisti creativi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un turista straniero che visita\nl\u2019Italia e la nostra regione arriva qui per vedere le nostre citt\u00e0, il nostro\npaesaggio, la nostra arte. Vuole vedere Giotto, il Perugino, Filippo Lippi, il\nSignorelli, Piero della&nbsp; Francesca ecc.\nma sarebbe&nbsp; molto interessato e curioso\ndi vedere anche cosa fanno gli artisti oggi, per questo \u00e8 opportuno al pi\u00f9\npresto creare un archivio regionale dell\u2019arte del \u2018900, poi una mappatura degli\nstudi e delle presenze artistiche oggi. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Anni fa presentai un progetto\nmolto dettagliato su questa idea all\u2019Ufficio Regionale del Turismo portando\ncome partner e sponsor l\u2019editore Allemandi di Torino, il giornale dell\u2019arte e\nalcuni soggetti privati disposti ad investire risorse in questa operazione.&nbsp; Volete sapere come \u00e8 finita?&nbsp; Dopo 3 o 4 inutili riunioni, silenzio totale.\nNonostante non chiedessimo nessun contributo economico, ma soltanto patrocini e\ncollaborazioni dei loro uffici, non sono stato degno di risposta. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Avrei preferito che qualcuno mi\navesse detto che il progetto faceva schifo, piuttosto che assistere a questa\nassordante ignavia, restando con il dubbio che non abbiano compreso i contenuti\ndella questione. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ho\nla netta sensazione che i nostri amministratori trascurino e snobbino, le\npreziose risorse umane a disposizione. Mi spiego meglio: nelle due province\numbre ci sono, oltre agli artisti, anche critici di differenti generazioni,\nqualche editore coraggioso, case editrici specializzate in arte, eppure non di\nrado si preferisce rivolgersi ad altri soggetti, che a volte non conoscono\nnulla della vita culturale locale e non fanno nulla per esportare le nostre\neccellenze. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Risultato: molti di noi lavorano\nfuori regione, facendo affidamento sul proprio valore. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma non sarebbe meglio creare una\nsinergia, un confronto, una collaborazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo\ncome ho gi\u00e0 detto si preferisce da buoni provinciali dare incarichi esterni per\norganizzare mostre, eventi o dirigere musei. I soliti faccendieri della\nsotto-cultura televisiva, i soliti \u201cgiganti affetti da nanismo\u201d (per dirla con\nun ossimoro), solo perch\u00e9 sono un po\u2019 alla moda e vengono da fuori,&nbsp; ignorando la moltitudine di presenze serie e\nprofessionali che il territorio esprime. <\/p>\n\n\n\n<p>In questa\nregione hanno vissuto protagonisti dell\u2019arte contemporanea come Burri,\nLeoncillo, Dorazio, Sol Lewitt, vivono ancora e tanti altri artisti importanti\nItaliani e stranieri. Poi musicisti, scrittori, registi, attori e giornalisti\nma si continua ad ignorarli, nessuno si degna di chiedergli consigli o\ncollaborazioni, nessuno ha mai pensato di promuovere la nostra regione con\nqueste presenze autorevoli&nbsp; che hanno\nscelto di vivere e lavorare qui, per pubblicizzare la nostra regione. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Allo stesso tempo vediamo buttare alle ortiche\nmilioni di euro in spot televisivi inutili per promuovere i nostri borghi.\nMentre mai a nessuno \u00e8 venuto in mente che il risultato sarebbe stato\nvisibilmente maggiore se avessero usato l\u2019immagine dei nostri artisti pi\u00f9\nconosciuti e la loro creativit\u00e0 come testimonial. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo\nche una decina di anni fa fu organizzato a Spoleto un convegno regionale sulle\npolitiche culturali, lo seppi casualmente, e visto che nessun protagonista del\nmondo culturale era stato invitato,&nbsp; mi\nimbucai e intervenni per raccontare questa drammatica situazione\u2026 Il mio\nintervento ricevette molti applausi, ma non ricordo nessun politico che abbia\ncolto l\u2019aspetto pi\u00f9 recondito del problema. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tuttavia, anche se in grande ritardo\ncredo che sia \u00e8 arrivato il momento di aprire dei tavoli seri e autorevoli su\nquesti temi, \u00e8 necessario cominciare a sviluppare una nuova visione della\nnostra regione e del futuro dei nostri figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiate\nquindi, che noi artisti e operatori ci siamo e ci rendiamo disponibili a dare\nuna mano nei limiti delle nostre esperienze. Continuando ad attendere fiduciosi\nuna risposta da chi di dovere.<\/p>\n\n\n\n<p>Graziano\nMarini<\/p>\n\n\n\n<p>Assisi,\n30 Marzo 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;artista tuderte presenta ai convenuti la su relazione sull&#8217;arte e gli artisti in Umbria: un quadro fosco e proposte nuove per il futuro. Pubblichiamo l&#8217;intera relazione. Quali politiche culturali in Umbria? 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