{"id":166,"date":"2018-01-09T16:55:51","date_gmt":"2018-01-09T15:55:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioaut.it\/?p=166"},"modified":"2018-01-09T16:57:52","modified_gmt":"2018-01-09T15:57:52","slug":"dimissioni-ferrucci-chapeau-professore-di-giuseppe-castellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=166","title":{"rendered":"DIMISSIONI FERRUCCI. CHAPEAU, PROFESSORE di Giuseppe Castellini"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/ferrucci-300x200-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignleft size-medium wp-image-167\" \/>Il commissario dell\u2019Adisu (Agenzia per il diritto allo studio universitario), Luca Ferrucci, si \u00e8 dimesso dall\u2019incarico ricevuto circa 16 mesi fa dalla giunta regionale, ad agosto. Peccato, perch\u00e9 il professore (Ferrucci \u00e8 Ordinario all\u2019Universit\u00e0 di Perugia, facolt\u00e0 di Economia) gi\u00e0 in questi 16 mesi ha dimostrato che la sua amministrazione, se fosse durata, sarebbe stata molto positiva, fondata su progetto strategico chiaro che Ferrucci ha pi\u00f9 volte spiegato, anche su queste colonne e in una bella intervista andata in onda nella trasmissione \u2018Economia \u2013 Le Interviste\u2019 sul canale 11 \u2013 Trg del digitale terrestre.<br \/>\nLa Regione ha reagito bollando come \u201cincomprensibili\u201d le sue dimissioni. Invece a mio parere sono comprensibilissime.<br \/>\nIl nodo, \u00e8 inutile girarci intorno o porlo in forma dubbiosa come alcuni hanno fatto, \u00e8 la questione dello studentato vicino a San Bevignate, la famosa chiesa che \u00e8 uno dei gioielli di Perugia. Una vicenda che inizia nel 2004 e che per un po\u2019 di anni, mentre percorreva tutto l\u2019iter amministrativo, nessuno ha sollevato, bench\u00e9 la costruzione prevista fosse di notevoli dimensioni. Tutti d\u2019accordo: Regione, Comune e Universit\u00e0.<br \/>\nFino a quando, un paio di anni fa o gi\u00f9 di l\u00ec, inizia un movimento cittadino di protesta che porta in evidenza la questione (purtroppo la stampa umbra e in particolare perugina, e dico tutta comprendendo anche me che allora dirigevo il Giornale dell\u2019Umbria, si era fatta passare la questione sotto il naso, ignorandola e saltandoci sopra solo dopo che altri l\u2019avevano fatta scoppiare), sollevando un grosso clamore perch\u00e9 sostenuta dall\u2019opinione pubblica di Perugia in maniera crescente. Portando due motivazioni di fondo assolutamente ragionevoli: primo, fare uno studentato di quelle dimensioni l\u00ec era del tutto inopportuno, vista la vicinanza di un bene culturale importante come la chiesa di San Bevignate, un vero gioiello artistico e culturale. La realizzazione di una struttura di quella caratura avrebbe, insomma, penalizzato il pregio di San Bevignate. Secondo, non si capiva perch\u00e9 si fosse scelta per lo studentato proprio quella zona, dove i servizi sono praticamente assenti. E ci\u00f2 mentre era pienamente in corso l\u2019operazione Monteluce e il centro continuava a spopolarsi e a declinare. In pi\u00f9, l\u2019emorragia di iscritti all\u2019Universit\u00e0 di Perugia (ben taciuta negli anni, tanto che i dati ufficiali del declino degli iscritti all\u2019Ateneo sono venuti fuori l\u2019estate appena trascorsa grazie questa volta alla stampa che ha reperito le cifre del Ministero), nel frattempo si era fatta grave e una struttura di quelle dimensioni non si sa bene chi avesse dovuto accogliere.<br \/>\nSenza contare poi che, sulle strategie delle residenze per studenti universitari, oltre alla realizzazione dello studentato a Monteluce (riattivato come cantiere proprio da Ferrucci e che sar\u00e0 consegnato a breve), il piano del commissario prevedeva la centralit\u00e0 nella ristrutturazione attuale e futura delle residenze nel centro storico, come detto in sofferenza per tanti motivi.<br \/>\nMa la questione, per farla breve, \u00e8 che intanto le procedure amministrative erano state tutte espletate e l\u2019appalto dell\u2019opera era stato affidato, per 12 milioni di euro.<br \/>\nRegione e Comune, davanti a un movimento di opinione come quello che si era creato, vanno in difficolt\u00e0 e ondeggiano. Cominciano, all\u2019interno delle Istituzioni, a farsi largo le voci che affermano come quell\u2019opera appaia insensata e non vada fatta. Ma viene detto anche che, visto che l\u2019affidamento dei lavori era stato effettuato, il rischio \u00e8 di dover pagare alla dita una penale del 10% dell\u2019importo, quindi 1,2 milioni di euro. Per\u00f2 il clima \u00e8 quello di trovare una strada per evitare la realizzazione dell\u2019opera.<br \/>\nLa questione si trascina, i cittadini sono convinti di aver sollecitato la volont\u00e0 politica delle Istituzioni affinch\u00e9 non si vada avanti nella realizzazione del progetto e che, alla fine, nella sostanza la battaglia sia vinta o quasi. Tanto che la vicenda ogni tanto \u00e8 rispuntata, ma nella sostanza \u00e8 uscita dalla luce dei riflettori, sotto la quale \u00e8 molto probabile che torner\u00e0 presto.<br \/>\nMa il fuoco cova sotto la cenere e, tralasciando tutta una serie di passaggi che tratteremo in un prossimo articolo carte alla mano, arriviamo a Ferrucci. Il neo commissario si trova questa patata bollente tra le mani. Di suo considera un grave errore la realizzazione di quell\u2019opera, ma lui \u00e8 il presidente dell\u2019Adisu e, trattandosi di un bene pubblico, non pu\u00f2 di suo danneggiare patrimonialmente l\u2019Ente che \u00e8 stato chiamato a dirigere. Probabilmente conta sull\u2019appoggio di Comune e Regione per trovare una soluzione che eviti la costruzione di quegli \u2018stecconi\u2019 e ha fiducia nella volont\u00e0 politica a suo tempo, nel pieno della polemica, espressa dalle Istituzioni sul fatto che si sarebbe tentato di tutto, o quasi, per evitare un\u2019opera che la citt\u00e0 percepisce come una ferita peraltro inutile. Meno certa la posizione delle Istituzioni accademiche, che non si \u00e8 mai capito bene come giudichino la vicenda degli \u2018stecconi\u2019 a San Bevignate. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: non si tratta di un problema tecnico e amministrativo dell\u2019Adisu, ma \u00e8 un problema politico che appartiene a tutta la citt\u00e0 e quindi tutte a le Istituzioni: Ateneo, Comune e Regione.<br \/>\nSi arriva per\u00f2 \u2013 anche qui per semplificare saltiamo passaggi amministrativi e giudiziari &#8211; al dunque della famosa sentenza del Tar di un paio di mesi fa, in cui il giudice d\u00e0 ragione all\u2019Adisu e riconosce quindi il pieno diritto a realizzare l\u2019opera, visto che tutti i passaggi amministrativi erano stati perfezionati o quasi. Si spera nella Soprintendenza. Quest\u2019ultima in effetti in giudizio presenta una valutazione negativa sugli \u2018stecconi\u2019, che per\u00f2 agli occhi di giudici appare del tutto insufficiente e molto generica, tanto che nella sentenza lo scrivono chiaramente. Insomma, sembra capire che anche i giudici in cuor loro vorrebbero che quell\u2019opera non si facesse perch\u00e9 appare insensata, ma i giudici applicano la legge e, ai loro occhi, la valutazione negativa della Soprintendenza, per come \u00e8 fatta, non fornisce alcun appiglio giuridicamente fondato.<br \/>\nNel frattempo la Soprintendenza, e questo francamente appare sorprendente, non presenta appello contro la sentenza al Consiglio di Stato e cos\u00ec quel verdetto diventa esecutivo. Insomma, la frittata \u00e8 fatta.<br \/>\nA questo punto Ferrucci ha due strade davanti. Realizzare gli \u2018stecconi\u2019  sfidando una citt\u00e0 intera e passando alla storia di Perugia come una sorta di Attila \u2013 proprio lui che, \u00e8 noto, vede quell\u2019opera come un\u2019insensatezza \u2013 oppure non realizzarla versando la penale di 1,2 milioni di euro alla ditta che si \u00e8 aggiudicata i lavori. In questo secondo caso rischia di grosso, perch\u00e9 si troverebbe addosso,e da solo, la Corte dei conti che certamente lo metterebbe sotto processo per danno erariale, avendo pagato la penale.<br \/>\nFin qui la ricostruzione appare abbastanza chiara. Quello che non \u00e8 chiaro \u00e8 cosa sia successo in queste settimane. Probabilmente Ferrucci ha sondato Comune, Regione e Ateneo per sollecitare uno schieramento istituzionale che gli proteggesse le spalle, perch\u00e9 la questione \u00e8 politica e solo se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica si possono tentare strade amministrative che, in nome dell\u2019interesse pubblico, portino a sventare quel progetto. Ma evidentemente le porte a cui avr\u00e0 bussato sono restate chiuse, o almeno socchiuse. L\u2019ipotesi \u00e8 che si sia trovato solo. Sul fronte dalla posizione dell\u2019Ateneo, poi, \u00e8 probabile che abbia trovato il solito muro di gomma.<br \/>\nLa Regione afferma che le sue dimissioni sono \u2019incomprensibili\u2019, ma \u00e8 trapelato che il professore abbia allegato alla lettera di dimissioni una serie di pagine in cui, stando ai \u2018rumors\u2019, spiegherebbe per filo e per segno le ragioni della sua decisione.<br \/>\nLasciatemi fare un po\u2019 di dietrologia. Forse c\u2019era e c\u2019\u00e8 chi, a torto o ragione, magari alla luce dell\u2019iter amministrativo molto avanzato e della sentenza del Tar divenuta definitiva, riteneva e ritiene che quel progetto vada fatto. E pensava di aver trovato chi si sarebbe scottato le dita di quel cerino da tempo acceso. Si sarebbe scaricato tutto sulle spalle del professore, in una sorta di gioco a tressette col \u2018morto\u2019, lasciando lindi e pinti tutti gli altri. Ma il \u2018morto\u2019 designato s\u2019\u00e8 dimostrato piuttosto vivo. Riportando la palla a chi la deve giocare e deve spiegare ai perugini: le Istituzioni. Magari, \u2018scottandosi\u2019 le dita pure loro.<br \/>\nDa questo punto di vista, se le dimissioni del professor Ferrucci serviranno a spingere a fare chiarezza sulla volont\u00e0 politica di tutte le Istituzioni, il suo \u201csacrificio\u201d avr\u00e0 un significato per la citt\u00e0.<br \/>\nRicostruzione fantasiosa, la mia? Pu\u00f2 essere. Fondata su elementi certi e probanti? Certamente no. Ma credo che molto chiarirebbero quelle pagine, se ci sono, che Ferrucci avrebbe allegato alla lettera di dimissioni. Renderle pubbliche sarebbe davvero interessante. Si capirebbe bene, allora, se le dimissioni di Ferrucci siano \u2018incomprensibili\u2019. Io scommetto di no e, nei suoi panni, avrei fatto la stessa cosa. Anche perch\u00e9 il gioco del tressette non mi \u00e8 mai piaciuto. Soprattutto quando capisco che il \u2018morto\u2019 designato sono io.<br \/>\nQuindi chapeau, professore. Perch\u00e9 le dimissioni, in Italia e soprattutto in Umbria, sono cosa rara, e regolarmente le cose in cui si crede cedono il passo, tra mille giustificazioni che non mancano mai, a piccoli interessi \u2018particulari\u2019, tanto che il fossato tra Umbria reale e Umbria legale non \u00e8 mai stato cos\u00ec largo ed \u00e8 diventato una voragine. E perch\u00e9, mettendo a nudo \u2018il re\u2019, forse chiariranno davvero cosa le Istituzioni pensano di fare. Rispondendone ai perugini e agli umbri. Con le sue dimissioni, insomma, ogni maschera \u00e8 caduta. Gi\u00e0 questo, ai miei occhi e credo a quelli di tanti altri, \u00e8 un successo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commissario dell\u2019Adisu (Agenzia per il diritto allo studio universitario), Luca Ferrucci, si \u00e8 dimesso dall\u2019incarico ricevuto circa 16 mesi fa dalla giunta regionale, ad agosto. 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