{"id":126,"date":"2017-09-02T11:45:26","date_gmt":"2017-09-02T09:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioaut.it\/?p=126"},"modified":"2017-09-02T11:45:26","modified_gmt":"2017-09-02T09:45:26","slug":"puntualizzazioni-su-palazzo-vignola-cinema-jacopone-e-radioaut","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=126","title":{"rendered":"Puntualizzazioni su Palazzo Vignola, Cinema Jacopone e Radioaut"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Sala-Vignola.jpg\" alt=\"Sala Vignola\" width=\"314\" height=\"103\" class=\"alignleft size-full wp-image-128\" srcset=\"https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Sala-Vignola.jpg 314w, https:\/\/www.radioaut.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Sala-Vignola-300x98.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/>Il documento diffuso dal Seminario il 17 agosto si presterebbe a molte altre considerazioni. ci limitiamo ad alcune puntualizzazioni. In breve:<br \/>\n&#8211;\t<strong>Affitto Vignola: abbiamo pagato a titolo d\u2019affitto tra pagamenti e lavori 130.000 euro (vedi capo 1)<br \/>\n&#8211;\tRadio Aut: pagato affitto per quasi trenta anni.<br \/>\n&#8211;\tCinema Jacopone: lo abbiamo tenuto dal 1984 e pagato fino al 2002. Allora volevamo lasciare ma, su richiesta del vescovo Grandoni, il quale disse che rinunciava all\u2019affitto, abbiamo continuato pagando spesso di tasca nostra. Grazie a Grandoni e a Scanavino il cinema ha continuato a vivere a Todi.<br \/>\nIn tutto questo tempo non ci \u00e8 mai pervenuta, n\u00e9 per iscritto n\u00e9 verbalmente, alcuna richiesta di pagamenti o alcuna messa in mora per nessuna delle strutture.<br \/>\nEd ora, in modo articolato, tutte le puntualizzazioni<\/strong><\/strong><strong><\nPalazzo del Vignola\n-\tPagamento delle locazioni: dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2016 abbiamo pagato 65000 euro con bonifici bancari ed effettuato lavori indispensabili al funzionamento del palazzo e attestati da perizia giurata di un tecnico per altri 65000 euro. Totale 130.000 euro. Tutti i lavori fatti erano indispensabili per l\u2019uso del palazzo, tanto \u00e8 vero che per i primi quattro mesi, utilizzati per i lavori, fummo verbalmente esonerati dal pagamento del canone di locazione. I pagamenti iniziarono nel maggio 2011 e nessuno fino a poco tempo fa ha contestato questa circostanza. Ora ci \u00e8 stato detto che la persona che aveva autorizzato non aveva titolo a farlo. La realt\u00e0 \u00e8 che all\u2019inizio esisteva un pieno rapporto di collaborazione fra propriet\u00e0 e affittuari nel comune interesse di far vivere il Palazzo e di contribuire alla vita tuderte. Tale collaborazione valeva anche per il cinema e per la Radio ed \u00e8 venuta meno con il cambiamento delle persone addette. Torniamo a ribadire che \u00e8 stata questa la prima volta che la propriet\u00e0 ha avuto un reddito dal Vignola, a parte i tre anni di Spada.\n\n-\t-Si obietta che nel contratto, il conduttore dichiarava il Palazzo in buone condizioni e che  \u201ccompletamenti, arredi o rifiniture\u201d  erano a carico del conduttore, rimanendo al locatore  solo le spese di manutenzione straordinaria.  Certo: ma un conto  \u00e8  una ispezione a palazzo  vuoto e fermo, un altro \u00e8 l\u2019esperienza con l\u2019uso, dove appare, da subito,  la necessit\u00e0 di interventi all\u2019inizio imprevedibili,  spesso  talmente imponenti ( altro che rifiniture e arredi!) da superare il livello della  manutenzione ordinaria.  Bene: sono stati eseguiti a spese del conduttore, senza coinvolgere il locatore, il quale oggi ha trovato il palazzo in perfette condizione e ha potuto subito affittare l\u2019immobile in agosto senza effettuare il bench\u00e9 minimo intervento. In aggiunta abbiamo realizzato la sala multimediale con cabina di proiezione a norma, schermo e impianti video e acustici. Abbiamo realizzato anche la sala concerti, molto utilizzata, con un pianoforte da concerto da noi acquistato privatamente e che, ovviamente, e tornato di nostra propriet\u00e0 ma a disposizione dei concerti della citt\u00e0.\n\n-\t-Sembra di capire che i lavori debbano essere giudicati non  necessari perch\u00e9 il Palazzo  \u00e8 rimasto poco utilizzato. Cosa intende, dunque, la Curia, per \u201cmolto utilizzato\u201d? Riempito  nei suoi quattro piani, per tutto l\u2019anno?  Allora, dovrebbe dirci quando mai  questo \u00e8 avvenuto:  negli  anni d\u2019oro della Mostra, quando accoglieva solo quella?  Nelle gestioni successive  al \u201992,   uno o due anni e via?  Nella sua propria, dal 2004 al 2007, dove ha prodotto due  iniziative soltanto? O  magari  nella nostra, con sei anni ed oltre cinquanta eventi? \n-\tCi viene rimproverato, con severit\u00e0, di non aver compiuto il nostro dovere di onesti cittadini non pagando la Tari. Hanno ragione, non abbiamo pagato la Tari. Questo \u00e8 avvenuto solo perch\u00e9 il Palazzo del Vignola non ha mai pagato la Tari dal 1993 ad oggi. E noi in buon fede pensavamo che ci fosse una sorta di esonero. Non ci sono pervenute cartelle n\u00e9 consegnati pregressi. Quindi se noi affronteremo il problema, per noi gravosissimo, della Tari sarebbe bello che la propriet\u00e0, per motivi etici, provvedesse anche lei al pagamento di tutti gli anni, dal 93 al 2010, di sua competenza, visto anche che il Palazzo \u00e8 stato ristrutturato nel quadro della legge speciale per Todi e con danaro pubblico per circa 6 miliardi di lire (circa 3 milioni di euro).\n-\tIniziative irrilevanti?  Qui,  purtroppo \u00e8 in gioco l\u2019ignoranza, che per cortesia riassumiamo nel significato letterale di \u201cdisinformazione\u201d. Ma, se si \u00e8 disinformati, si tace! O ci si informa su chi  siano  Canino,  Rose,  Kounellis,  Zingaretti, Cordio, Bertolucci, Silvestri,  Della Loggia,  ci si fa  istruire da qualcuno su cosa sia il Festival dei Diritti e la Giovent\u00f9 Musicale, associazione concertistica nota in tutto il mondo, e forse, allora, si capir\u00e0   che il peso di tali  eventi e presenze non va calcolato sul numero delle sale coinvolte, ma sul valore che esprimono e  conferiscono all\u2019 edificio ospitante.  \n-\tLiquidati poi come \u201cminori\u201d i saggi scolastici, per esempio della Scuola di Musica?  Ma offrire ad una istituzione cittadina una sala da concerti per i saggi dei suoi allievi, e a titolo gratuito,  non \u00e8 forse un\u2019operazione sociale, il cui significato non dovrebbe sfuggire, soprattutto a chi  a sua volta si fa promotore di opere caritatevoli? E  non rientra forse nella cifra che sarebbe dovuta appartenere all\u2019intero  Palazzo, se  avessero avuto luogo progetti altrove annunciati e promessi, di cui la Curia sa benissimo?  Ovviamente con risorse pubbliche: quelle dei gestori non bastano. E se nessun introito ne \u00e8 derivato  al  locatore, a loro ancora di meno: anzi ci hanno speso sopra.\n-\tPiazzale parcheggio: \u00e8 vero!| abbiamo permesso ad alcune persone, per vari motivi, di parcheggiare, ma non abbiamo richiesto compensi perch\u00e9 sapevamo e avvertivamo che l\u2019autorizzazione era temporanea e collegata agli eventi del Palazzo e quindi spesso sospesa in occasioni di eventi e manifestazioni. Abbiamo chiesto solo 5 euro al mese con i quali provvedevamo a fare le pulizie del cortile che mai prima di noi e stato cos\u00ec curato, tenuto in ordine e ornato. Forse la propriet\u00e0 ha pensato che noi avessimo ricavato chiss\u00e0 quali cifre, come avviene oggi per il cosiddetto \u2018Orto del vescovo\u2019, un tempo aperto come centro per giochi e attivit\u00e0 giovanili e oggi trasformato in parcheggio al costo per ciascuna auto, si dice, di 600 euro annui!\n-\tCi sono anche i gatti. Vero. C\u2019\u00e8 una colonia felina riconosciuta a termine di legge, di sei gatti ex randagi. Noi amiamo molto gli animali, come San Francesco. Gatti, cani e altri animali, come dice il poeta, \u2018 so\u2019 creature de Ddio, come che noi, sola diversit\u00e0 che so\u2019 pi\u00f9 ciuchi (G.G.Belli) Non hanno creato problemi sanitari perch\u00e9 sono stati accuditi da persone molto consapevoli e molto motivate. E nel palazzo non abbiamo mai visto un topo. In proposito c\u2019\u00e8 da dire che anche noi abbiamo trovato gatti quando siamo entrati nel Palazzo: all\u2019interno, nelle sale, c\u2019erano gatti morti e putrefatti, con attorno il liquame cadaverico. E allora il problema dell\u2019igiene non esisteva? Meglio i nostri che sono vivi e vegeti, ben trattati e ben curati.\n-\tIl Bar. Abbiamo fatto il tentativo di tenere aperto il bar affidandolo a terzi in associazione in partecipazione (non in locazione). Volevamo dar vita al palazzo. Non pensavamo a guadagni che sapevamo impossibili. Abbiamo constatato che era impossibile.\n-\tLe antenne: da anni nel palazzo c\u2019\u00e8 una antenna di Aria con contratto stipulato dalla propriet\u00e0 che percepiva un canone di affitto che ci fu detto essere di 5000 euro all\u2019anno e che \u00e8 stato percepito dalla Curia. La cosa non ci riguardava se non per il fatto che ci siamo sempre resi disponibili all\u2019apertura e chiusura del Vignola e ad avvertire in caso di mancanza di energia elettrica. Tre anni or sono abbiamo noi autorizzato l\u2019istallazione di altra antenna al prezzo di 1500 euro l\u2019anno, comprensivo dei costi di energia elettrica che restava a nostro carico. Un guadagno netto quindi di 6-700 euro all\u2019anno. Lo scorso anno fu istallata un\u2019altra antenna. Alle stesse condizioni. Il nostro legale, quando \u00e8 iniziata la procedura di restituzione, ci ha avvertito che essendo le antenne sul tetto, non avevamo il diritto di autorizzare tale istallazione. Abbiamo sbagliato. Abbiamo telefonato a Orvieto all\u2019economo, ci siamo scusati e dato la disponibilit\u00e0 a rifondere la propriet\u00e0. Riconosciamo l\u2019errore, non la malafede.\n\n*****************\n<strong>Cinema Iacopone<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\tSi contesta che ambedue i contratti  sottoscritti dai vescovi Grandoni e Scanavino  fissano una quota d\u2019affitto  annuale e che, qualora il Seminario avesse voluto fare una concessione gratuita, avrebbe fatto un comodato gratuito. Ma, a parte il fatto  che Mons. Grandoni parl\u00f2 di \u201csconto affitto\u201d solo nel periodo \u201983-90, mentre per il successivo lo sospese e basta ( e a tempo indeterminato) nel 2002 noi volevamo restituire il cinema perch\u00e9 chiaramente deficitario ma il Vescovo ci chiese di continuare rinunciando alla locazione. Cosa che si \u00e8 ripetuta dopo il pensionamento di Grandoni. Si noti che nessuno ha mai richiesto n\u00e9 verbalmente, n\u00e9 per iscritto, come avviene normalmente, i pagamenti. Per quanto riguarda il fatto che in quel tempo non fu fatto un contratto di comodato, \u00e8 vero: si poteva fare. E\u2019 una  inadempienza  sia nostra sia dei due   vescovi sopracitati, che hanno avuto tutto il tempo (tra l\u2019altro  i pi\u00f9 interessati, in quanto proprietari) per intervenire.  Invece  non l\u2019hanno fatto, n\u00e9 hanno mai chiesto nulla. E noi abbiamo soprasseduto anche perch\u00e9 per noi la parola del Vescovo contava pi\u00f9 di mille documenti formali. Abbiamo sbagliato perch\u00e9 siamo vecchi e abbiamo pensato che la parola contasse pi\u00f9 di un pezzo di carta.  Vogliamo frustarci tutti, compreso il defunto? Ovvero si mette in dubbio che cos\u00ec sia avvenuto e  si ipotizza che noi siamo dei bugiardi?<br \/>\n&#8211;\tSi dice che un comodato gratuito sarebbe stato offerto alla direzione del Cinema, ma che questa avrebbe chiesto in aggiunta e in modo informale  anche la ex sede di Radio Aut: ci\u00f2 peraltro aveva un senso,   essendosi questa trovata ad ospitare gli uffici direzionali del cinema. E\u2019 vero. Ci \u00e8 stato chiesto addirittura di preparare noi uno schema di contratto di comodato, che abbiamo inviato. Ma \u00e8 evidente che era solo una proposta, non una condizione irrinunciabile: sarebbe come dire che non potendo avere cento si preferiva rinunciare a tutto invece di prendere 80! Se si fosse risposto formalmente  alla mail inviata con una mail di rifiuto, si  sarebbe optato per il solo Cinema. E\u2019 mai possibile pensare che chi vuole restare rifiuti un  comodato gratuito? Perch\u00e9 non \u00e8 stato detto, pi\u00f9 tranquillamente e in modo pi\u00f9 veritiero, che c\u2019era stato un ripensamento da parte della propriet\u00e0?<br \/>\n&#8211;\t-Si afferma che i lavori eseguiti nel tempo, ritenuti di manutenzione ordinaria,  sarebbero stati sempre  \u201cgli stessi\u201d.   Se cos\u00ec fosse,  il locale si presenterebbe oggi come lo trovammo nell\u201983:  una cosa tipo ospedale, con mattonelle bianche, lampade a palla ( da corsia), sedie di legno scricchiolanti, cessi come buglioli\u2026e sarebbe privo della scala di sicurezza in muratura realizzata sul vicolo dei magazzini, con un costo molto rilevante. Lungi, invece,  dall\u2019\u201dessere gli stessi\u201d ( stesso sar\u00e0, semmai il concetto, non le operazioni che ne derivano),  i lavori di aggiornamento e adeguamento  hanno comportato  altrettante ristrutturazioni, spesso di carattere straordinario, in cui \u00e8 stato rifatto quasi tutto,  e ci\u00f2 che c\u2019era  prima ha dovuto essere  dismesso: per\u00f2 dopo essere stato comperato e pagato.<br \/>\n&#8211;\tIl locale era a norma? I Lavori operosissimi effettuati nel 2013 sono stati seguiti e progettati da uno studio tecnico specializzato che ha deciso tutto quello che andava fatto e che noi abbiamo fatto eseguire e cio\u00e8: l\u2019impianto elettrico totalmente nuovo, gli impianti di sicurezza totalmente nuovo (hanno idea i proprietari del costo di quelle operazioni?); poi i lavori di abbellimento: nuovo ingresso, nuova moquette, nuove tende, bagni interamente rifatti, nuovi arredi, nuove tende. Tutti i lavori sono certificati. Il costo del solo impianto elettrico e di sicurezza avrebbe ampiamente coperto cinque anni di affitto. La sala \u00e8 stata aperta sulla base della documentazione e della scia presentata ai vigili del fuoco. Non abbiamo richiesto la visita della commissione di vigilanza comunale in attesa di definire i titoli in attesa del perfezionamento tramite esame dei patentini per la sicurezza anche se il personale e i gestori personalmente hanno frequentato i corsi appositi dei vigili del fuoco e hanno avuto il relativo attestata di frequenza ai corsi. Se qualcuno dell\u2019amministrazione comunale pensava che la sala non fosse  a norma, perch\u00e9 non ha fatto contestazioni o minacciato la chiusura della sala? Si tratta di omissione di atti d\u2019ufficio? Oggi noi consegniamo una sala con tutti gli impianti in regola e a norma e con tutti gli arredi che la rendono gradevole (anche se qualcuno della propriet\u00e0 li ha definiti modesti!) ad eccezione di quanto previsto dal contratto firmato da ambedue le parti.<br \/>\n&#8211;\tSi pretende  che i due periodi di sospensione dell\u2019affitto  ( \u201983-\u201890 e 2002-oggi)  siano serviti  a compensare le spese, per cui  l\u2019Ente Proprietario le avrebbe \u201cindirettamente pagate\u201d e, addirittura,  gli apparterrebbe tutto quanto  \u00e8 rimasto nel locale,  tanto dal  giudicare un sopruso  il portarselo via.  Qui \u00e8 non \u00e8 problema di disinformazione, qui ci si arriva da soli.  Se facessimo il conto di quello che \u00e8 stato speso per adeguamenti elettrici e di sicurezza,  o sostituzioni impianti (solo nel 1998 oltre 100.000.000 di vecchie lire) e realizzazione delle scale di sicurezza, ricaveremmo cifre che ci consentirebbero di asserire che l\u2019affitto \u00e8 pagato per i prossimi 30 anni.!! E accanto a spese per attrezzeria, impianti, noleggio film personale,  non esiste dunque anche il lavoro dei gestori? Viaggi a Roma a scadenza mensile, rapporti con le case distributrici,   telefonate,   giornate intere  a stendere e rifare la programmazione, responsabilit\u00e0 di conduzione: tutto   questo non conta?  Risulta a qualcuno che  Retti e Tofanetti abbiano  mai chiesto  per s\u00e9  una lira o un euro, rispetto al servizio che facevano? O qualcuno crede  che guadagnassero  dagli incassi? Ma non sa,  costui, che gli incassi di monosala ( e del cinema quasi in generale) hanno cessato di essere guadagno da almeno quarant\u2019anni  e servono a malapena per il mantenimento?   E\u2019 cos\u00ec  difficile  capire che se Retti e Tofanetti, invece di effettuare versamenti mensili a proprio carico avessero preteso di guadagnarci, il Cinema avrebbe sbaraccato da tempo, come \u00e8 avvenuto per tutte le monosale dei centri storici dell\u2019Umbria?   E che, dunque, se si sostiene che  la sospensione dell\u2019affitto ha pagato indirettamente le spese, si deve ugualmente ammettere che molto di  pi\u00f9 lo ha fatto il loro volontariato?<br \/>\n&#8211;\tSi pu\u00f2  aggiungere che dall\u2019acquisto del digitale, coincidente con l\u2019ultima generale ristrutturazione, Retti e Tofanetti,  lasciatisi alle spalle il pi\u00f9 comodo  \u201cnon guadagnarci niente\u201d, si sono dedicati a un meno comodo pagarsi in proprio la  nuova macchina con rate mensili e continueranno a farlo anche senza pi\u00f9 Cinema?  E non dovrebbero nemmeno portarsela via, compreso tutto il resto?     <\/p>\n<p>*****************<br \/>\nRadio Aut<br \/>\nAbbiamo preso agli inizi degli anni \u201980 uno scantinato maleodorante con rifiuti vari e resti di oli combustibili. Lo abbiamo trasformato, a nostre spese, in una dignitosa sede della Radio di Todi con pavimentazione, moquette, muri divisori,  spazi per attrezzature e  portone antifurto. La Radio \u00e8 vissuta fino al 2010. Per trenta anni abbiamo sempre pagato l\u2019affitto, fino al 2012. Dal 2012, chiusa la radio, abbiamo sospeso i pagamenti in attesa che si definisse la situazione. Negli ultimi cinque anni non ci \u00e8 pervenuta alcuna forma di messa in mora e di restituzione. Stavamo attendendo una definizione complessiva. Se qualcuno ci avesse chiesto il pagamento o la restituzione del vani non avremmo esitato a restituirla, come abbiamo ribadito in occasione di visite della propriet\u00e0 con i carabinieri quando qualcuno pensava di creare una caserma in quelle strutture. La realt\u00e0 \u00e8 che per molto tempo la propriet\u00e0 ha atteso che si definisse il rapporto con i carabinieri con un progetto che a nessuno piaceva se non al sindaco di allora e naturalmente alla propriet\u00e0.<br \/>\nIn conclusione:<br \/>\nDel Palazzo abbiamo scritto nel dossier che   \u00e8 \u201cinavvicinabile  in mancanza di risorse pubbliche\u201d, come hanno dimostrato le precedenti gestioni. Inavvicinabile avrebbe  dovuto esserlo anche per noi,  se  non si fosse riposta fiducia in  altrui impegni, poi non mantenuti.   Commesso l\u2019errore iniziale, da cui altri ne sono fatalmente derivati,  noi rivendichiamo, comunque,  una gestione continuativa di sei anni e non permettiamo che, per sminuirla o evidenziare insolvenze, non lo si riconosca.  E soprattutto non permettiamo una cosa: che gli interventi eseguiti  all\u2019insaputa del locatore ( ma a spese del conduttore) siano letti come frutto di arbitrio, o giudicati voluttuari o, peggio, lesivi, mentre erano semplicemente necessari e  di tale importanza che,  in loro assenza  il Palazzo rimaneva  inservibile e non sarebbe   potuto mai funzionare,  n\u00e9 con noi, n\u00e9 con altri. Veda un po\u2019 il locatore, che oggi ne \u00e8 torna in possesso e ha potuto usarlo, senza alcun intervento, neppure di pulizia, per la terza edizione del TIMM  ( e per altre che verranno) se vale pi\u00f9 questo o il cruccio di presunte rate non pagate!<br \/>\nPer il cinema, ci basta commentare quanto afferma la Diocesi, che si dice \u201cconsapevole dell\u2019impoverimento che la chiusura\u2026 pu\u00f2 provocare nella vita della citt\u00e0, anche se si considerano i numeri estremamente esigui dei fruitori del cinema Jacopone, ed \u00e8 per questo che rinnova la sua disponibilit\u00e0 a concedere gratuitamente i locali del cinema a chi intendesse proseguire l\u2019attivit\u00e0.\u201d<br \/>\nNo, illustre Diocesi, la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 grave di come vi appare, ancora una volta per disinformazione. I pochi fruitori erano:<br \/>\n-ingressi  tra i tredicimila e quindicimila all\u2019anno,  riferiti a  nove mesi di attivit\u00e0, dato che l\u2019estate non pu\u00f2 esservi compresa<br \/>\n&#8211;\t\u201cmatin\u00e9es\u201d per studenti (a ingresso con cifra dimezzata) e, dunque, servizio, nonch\u00e9  collaborazione culturale<br \/>\n&#8211;\trassegne gratuite di cartoni animati per bambini e famiglie<br \/>\n&#8211;\trassegne di film d\u2019autore, e stagioni di  cineforum.<br \/>\n&#8211;\tcollegamenti con teatri lirici, come Scala, Metropolitan, Covent Garden, per  visioni di opere o balletti in diretta<br \/>\n&#8211;\trecite teatrali e addirittura  festival, malgrado la modestia del palco e degli arredi<br \/>\n&#8211;\taccoglienza, a titolo gratuito ( tranne  rimborso spese per il personale) delle recite natalizie prodotte da  elementari o asili,  a cadenza annuale e non solo.<br \/>\n&#8211;\taccoglienza ad ingresso ridotto (praticata per alcuni anni)   delle ospiti di Palazzo Francisci-Nido delle Rondini.<br \/>\nTutto questo erano i pochi fruitori, ora   interrotto in modo probabilmente irreversibile.  Ma ci si dice che si tenter\u00e0 di rimediare offrendo i locali gratuitamente per una ripresa dell\u2019attivit\u00e0.  Ah s\u00ec?   noi ci si caccerebbe  in  quanto affittuari insolventi ( e ci \u00e8 stato raccontato quale  danno ne \u00e8  venuto per mancanza di introiti etc..etc..etc\u2026), poi si continuerebbe con il gratuito?  Solo perch\u00e9 i gestori sarebbero altri e non pi\u00f9 noi?<br \/>\nE visto che \u00e8 stato scritto che la Diocesi, in mancanza di questi affitti non poteva provvedere ad \u2018opere di misericordia\u2019 se la sala verr\u00f2 data gratuitamente, che fine faranno le opere di misericordia?<br \/>\nAbbiamo la coscienza tranquilla. In questi trentacinque anni, con varie iniziative culturali, e con Radio, Cinema e Vignola, abbiamo reso un servizio alla citt\u00e0. Non abbiamo mai intascato una lira n\u00e9 un euro, anzi, molto spesso, abbiamo pagato di tasca nostra. E continueremo a pagare, con la nostra pensione, i debiti del cinema.<br \/>\nN.B.<br \/>\n\u2022\tCome abbiamo fatto con il nostro dossier presentato il 20 luglio, non facciamo nomi n\u00e9 attacchiamo persone. Non \u00e8 questo il nostro obiettivo. Vogliamo solo ribadire il nostro ruolo e la bont\u00e0 del nostro lavoro, con il massimo rispetto per la Chiesa e per ci\u00f2 che rappresenta per noi e per la comunit\u00e0 tutta.<br \/>\n\u2022\tQuando mai  avevamo  chiesto  \u201cdi addivenire ad una dichiarazione congiunta al termine delle transazioni stesse\u201d?    Era  stata ipotizzata, e non da noi e molto vagamente, nella fase iniziale, quando si poteva sperare in una conclusione condivisa. Poi non pi\u00f9.   Piuttosto  \u00e8 la Curia ad aver  giocato con le date,  prima annunciando, poi  rinunciando, poi zitta per un mese,  fino a giustificare il ritardo di due mesi ( 14 giugno-17 agosto) come dovuto  all\u2019attesa della cosiddetta \u201ccongiunta\u201d.  Dimenticando che del mancato accordo ne aveva dato la prova essa stessa, quando il vescovo disse  che avrebbe parlato ( lui e non altri) \u201cdopo il 25\u201d, per  correggere notizie \u201cpretestuose, infondate o almeno parziali\u201d.  Si era al 14 giugno. Perch\u00e9 poi  non lo fece?  Lui disse  \u201cper rispetto del delicato momento\u201d, alludendo al ballottaggio, che peraltro non c\u2019entra nulla con una questione del genere.  E allora perch\u00e9 mantenere il silenzio  anche dopo il 25, quando il \u201cdelicato momento\u201d era passato?   Se non si era concordato su una \u201cdichiarazione congiunta\u201d,  era evidente che ognuno ne avrebbe fatto di separate,  come risult\u00f2 chiarissimo ( e fu anche detto) il 27 giugno al Vescovado di Orvieto, sede dell\u2019 ultimo incontro non esattamente cordiale.   Del resto,  noi  siamo stati invitati, o avvertiti, quando in tempi non ancora sospetti e a nostra insaputa, qualcuno,  a nome della Curia e del Comune,  contattava il gestore del cinema di Marsciano per offrirgli quello di Todi?<br \/>\n\u2022\tOra andiamo  a  \u201cCitt\u00e0 Viva\u201d, inopportunamente citata  per tentare una tardiva   giustificazione  dei silenzi  tenuti sugli  articoli di  Federico Panzetta e  Giuseppe Maccaglia, tutti orientati sulla   all\u2019accentramento, materiale e decisionale,  della Diocesi in  Orvieto. Chi vuole se li vada a rileggere: ben cinque,  per complessive undici pagine, a cui non si \u00e8 data mai risposta. Liberissima la Curia di non darla, ma non di  instaurarne, oggi,  un nesso fittizio   con i mancati  introiti  del Vignola e dello Iacopone, che non c\u2019entrano niente con le obiezioni di Panzetta-Maccaglia, mentre noi tutti ricordiamo benissimo  che il Vescovo Grandoni, pur senza tali introiti  (mai avuti dal  Vignola, come  \u00e8 noto a tutti)  e senza fare alcun dirottamento di risorse,  mantenne una Diocesi economicamente fiorente, e  tale   l\u2019ha lasciata ai successori.<br \/>\n                                          Manfredo Retti per Associazione Jacopone<br \/>\n\t\t\t        Francesco Tofanetti per Associazione Marte\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documento diffuso dal Seminario il 17 agosto si presterebbe a molte altre considerazioni. ci limitiamo ad alcune puntualizzazioni. In breve: &#8211; Affitto Vignola: abbiamo pagato a titolo d\u2019affitto tra pagamenti e lavori 130.000 euro (vedi capo 1) &#8211; Radio Aut: pagato affitto per quasi trenta anni. &#8211; Cinema Jacopone: lo abbiamo tenuto dal 1984 &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.radioaut.it\/?p=126\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":128,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=126"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":129,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/126\/revisions\/129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioaut.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}