Presentato l’ultimo romanzo di Maria Palma Capobianco Migliorini in occasione della giornata della donna

 

Una storia esemplare quella dell’autrice che, dopo essere stata per tanti anni la prestigiosa insegnante di storia e filosofia del Liceo di Todi, ha dedicato e dedica ora il suo tempo alla scrittura. Non dunque una pensionata ma una scrittrice a tempo pieno. Con tutto il suo enorme bagaglio culturale continuamente arricchito ma anche con una attenta e profonda rilettura delle sue memorie dell’infanzia e della giovinezza, dai nonni sia bevanati che tuderti ai numerosi personaggi, soprattutto femminili che ella ha conosciuto e che hanno, in vari modi, lasciato una traccia sulla sua personalità e sulla sua educazione.

Nella solenne Aula Magna del Liceo Jacopone, nel quadro di una inizitiva culturale dal titolo “Conversazione sull’universo femminile’’  è stato dunque presentato, dal preside prof. Sergio Guarente, l’ultimo libro della prof. Capobianco con un duplice programma, la prima parte è stata dedicata infatti alla festa della donna con un prezioso intervento dell’autrice che ha fatto una rassegna delle più significative figure femminili, della storia e del mito, utilizzando non solo il grande patrimonio storico che Ella possiede, ma anche una serie di riferimenti letterari e poetici di grande suggestione e tratti molto spesso da opere e autori del nostro tempo, a conferma dell’attenzione che la professoressa pone alla contemporaneità. Conversatrice piacevole ha saputo intrattenere il pubblico con profondità e eleganza. A conferma del fatto che cultura e intelligenza possono creare una comunicazione ricca e piacevole, molto più di alcuni moderni social networks.

Il preside Guarente ha poi illustrato alcuni elementi dell’ultima fatica letteraria dell’autrice La porta sul silenzio’, un’opera nella quale sono presenti quasi esclusivamente personaggi femminili inseriti  nell’ambiente di un palazzo romano.

La protagonista è Irene, una giovane dei nostri tempi che le circostanze portano alla conoscenza, e alla rilettura, del passato della sua famiglia e delle donne che ne sono state protagoniste. Scrive infatti l’autrice ‘ Erano pensieri dettati dalla constatazione che la linea della vita era sempre al femminile’  E quindi la storia di una famiglia tutta femminile, con una capostipite, Laudomia, le sue sei sorelle una delle quali, Leocadia, è nonna di Irene. Quest’ultima, quando eredita il palazzo della famiglia, sente l’interiore imperativo di conoscere la sua famiglia e scoprirne i segreti. Sarà un lungo percorso, ricco anche di colpi di scena, che la porterà ad acquisire un nuovo equilibrio.  Un romanzo sapientemente costruito, con evidenti concessioni allo stile del romanzo giallo (ma la signora Capobianco ha detto esplicitamente che ama i gialli).  E’ anche evidente che l’autrice ha saputo  valorizzare  i propri ricordi  inserendoli però in un contesto storico culturale ricco di richiami e di suggestioni.

Giusto ricordare che  la prof. Capobianco ha molto scritto e molto è stata letta. Per la sua opera ha avuto numerosi importanti riconoscimenti e premi letterari, fra gli altri il premio letterario internazionale Unla-Ucsa, promosso dalla Università Sant’Angelo in stretta collaborazione con la Università “La Sapienza” di Roma, grazie ai romanzi “Domino-Domina” e “Segmenti di donne”.

Francesco Tofanetti

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