Roveja, un legume italiano…e che gusto !

 

Roveja, roveggia, pisello dei campi, robiglio: qualsiasi nome si utilizzi, si parla di un legume – una varietà di pisello, per l’appunto – dall’origine antichissima, importato in Europa dal Medio Oriente e oggi coltivato da una piccolo gruppo  d’agricoltori a cavallo dei Monti Sibillini tra l’Umbria e le Marche. Piano piano, la coltivazione fu abbandonata. La sua coltivazione era difficile, poco remunerativa, e le zone montane andavano spopolandosi. Oggi, quattro produttori di Civita di Cascia coltivano un legume che è presidio Slow Food; un legume il cui seme vira dal verde scuro fino al marrone e al grigio e che, alla base dell’alimentazione umana nel Neolitico (insieme a orzo, farro e lenticchie) fu legume prelibato per i Greci e per i Romani.

Seminata a marzo tra i 600 e i 1200 metri d’altitudine, la roveja viene raccolta tra la fine di luglio e l’inizio di agosto rigorosamente a mano. Il processo di battitura è simile a quello utilizzato per le lenticchie.Spesso abbinata a fave e cicerchie, può essere accostata anche a patate, carote e sedano, ma persino a guanciale e salsiccia. Se macinata, dà vita ad una farina dal gusto un po’ amaro utilizzata per preparare la “farrecchiata”, una polenta poi condita con un battuto d’olio, aglio e acciughe.

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